SS 172: aperta bretella stradale, rimane il problema Depuratore

img_archivio1318201613545Aperta la bretella di by-pass al tratto interdetto della strada statale 172 dei Trulli in provincia di Taranto, tra il km 45,300 ed il km 45,500. dopo diversi mesi in cui la Valle d’Itria è stata di fatto divisa e dopo i notevoli disagi per cittadini, turisti e viaggiatori, si è realizzata questa situazione tampone. Tuttavia dopo aver presentato una interrogazione parlamentare sullo stato della strada e sul problema del depuratore, rimangono diverse perplessità .

img_archivio11322016171924La circolazione riprenderà , nei pressi della SS 172 seppure con una alternativa provvisoria costituita dalla bretella di by-pass autorizzata dalla Procura di Taranto. Sul “provvisorio” abbiamo diversi dubbi perché sembrerebbe che il tutto potrebbe tornale alla normalità  solo dopo aver risolto il problema del depuratore che, a quanto ci risulta,è in attesa che vengano superate tutte le fasi di valutazione ambientale e i vari iter di approvazione. Quindi ci risulta che continua a sversare sempre nella stessa area, situazione che ha causato danni al territorio e alla strada e disagi alle popolazioni e che quindi continua a manifestarsi soprattutto in caso di pioggia.

0_martina_franca_valle_d'itriaC’è l’urgenza di risolvere con una soluzione definitiva ma al contempo non si deve sottovalutare il delicato equilibrio ecologico della valle d’Itria che ha subito comunque la realizzazione di una striscia di asfalto e cemento, seppur di 250 metri, in uno dei posti più incantevoli e rappresentativi di Puglia. Pur essendoci stato il via libera della Procura di Taranto, ci sono comunque dei dubbi in merito alla trasparenza, questa sconosciuta per Anas, perché il progetto della bretella stradale non è consultabile sui vari siti istituzionali, neanche su quelli di competenza della Regione Puglia.

E’ inutile che i politici provino a raccogliere meriti su questa vicenda perché per il momento abbiamo una situazione disastrosa soprattutto dal punto di vista ambientale e su cui la Procura continua con le indagini del caso. Non è possibile cercare gloria in questa storia drammatica, perché¨ la stessa è causata da oltre 10 anni di amministrazione regionale di centro sinistra che sui depuratori è riuscita a provocare anche procedure d’infrazione europee. La valle d’Itria merita maggior rispetto e veder realizzate soluzioni stabili e definitive e non le solite promesse! I Politici, chiedessero scusa all’intera valle!

Lettera Aperta all’assessore Loredana Capone:“Al mare in Treno” per la Puglia 2016

Alla Dott.ssa Loredana Capone

Assessore dello Sviluppo economico – Competitività, Attività economiche e consumatori, Energia, Reti e Infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca Industriale e Innovazione con delega all’Industria Turistica e Culturale – Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali

Oggetto: Adesione al progetto a favore del turismo “Al mare in treno”.

Gentile Assessore Loredana Capone,

in data 7 agosto 2014 il sottoscritto del M5S inviava una lettera alla Regione Puglia, agli enti locali e alle Associazioni di categoria operanti nel settore turistico in Puglia con la quale proponevo di adottare anche nella nostra Regione l’iniziativa “Al mare in treno” a favore del turismo locale, replicando quanto già da diversi anni avviene in Emilia Romagna

Al pari di quanto accaduto negli anni precedenti, anche nel 2015 in Emilia Romagna, la proposta sostenuta da Trenitalia e dai Comuni di Riccione e Cattolica, con la collaborazione delle associazioni degli albergatori di Riccione, Rimini e Cattolica, prevedeva che i turisti che hanno soggiornato almeno una settimana negli alberghi convenzionati delle tre cittadine della Riviera romagnola, ricevessero, qualora avessero raggiunto tali località in treno, il rimborso del biglietto ferroviario di andata direttamente dall’albergatore. Era previsto che in caso di soggiorno di due settimane, il rimborso venisse esteso anche al biglietto di ritorno. Nel 2014 l’iniziativa per l’Emilia Romagna durava dal 15 Giugno al 7 Settembre mentre nel 2015 è stata ampliata addirittura fino al 31 Dicembre e sempre nello stesso anno gli albergatori hanno rimborsato anche il biglietto dell’autobus eventualmente utilizzato dai clienti per il trasferimento dalla stazione di Rimini, Riccione o Cattolica all’hotel prescelto. Inoltre, si è arricchito il sistema delle Frecce in Emilia Romagna con nuove corse e nuove fermate con i Frecciabianca che si sono aggiunti ai quattro collegamenti Frecciarossa Trenitalia attivi tra Milano e Rimini portando così a 70 le fermate estive Frecciarossa, Frecciabianca e InterCity per i turisti diretti a Riccione, Rimini e Cattolica.

A Settembre 2014, l’assessore della Regione Puglia, Silvia Godelli, rispose vagamente affermando che avrebbe valutato la proposta, per sottoporla all’attenzione degli operatori del turismo. Inutile dire che nessun tavolo fu convocato e nessuna iniziativa del genere venne intrapresa.

Come è noto la nostra Regione è a forte vocazione turistica, con mete tra le più affascinanti nel panorama mondiale, sia nell’ambito del turismo culturale, enogastronomico, sia in quello costiero marittimo, al punto da esser stata nominata, da rinomate riviste di settore come National Geographic e Lonely Planet, tra le “migliori destinazioni per i viaggi di valore al mondo”.

Purtroppo, al contrario di altre mete turistiche nazionali, la Puglia non gode di servizi di trasporto efficienti che consentano di soddisfare e sostenere la domanda turistica, risultando spesso inadeguati nei periodi di maggior afflusso turistico. La mancanza di qualità nell’offerta di trasporto, è causa di forte disagio anche per i turisti che scelgono di trascorrere le proprie vacanze nella nostra Regione, con ovvio danno dei tanti operatori del settore che vedono limitate le proprie potenzialità. Dal rapporto ISTAT  sul “Movimento turistico nel 2014: offerta e domanda” in Italia, pubblicato il 14 dicembre 2015, si riscontra che considerando la dinamica dei flussi nelle Regioni di destinazione, le Regioni dove si concentra il maggior numero di presenze dei clienti nel 2014 sono il Veneto (16,4% del totale delle presenze registrate negli esercizi ricettivi italiani), il Trentino-Alto Adige (11,6%, con la Provincia autonoma di Bolzano al 7,5% e la Provincia autonoma di Trento al 4,1%), la Toscana (11,4%) e l’Emilia-Romagna (9,4%). In queste Regioni si concentra il 48,8% delle presenze complessive: il 43,8% delle presenze dei clienti residenti e il 53,8% di quelle dei clienti non residenti. La Puglia, invece, rappresenta solo il 3,5% del totale, dei quali l’80,8% sono presenze dei residenti, cioè pugliesi, e il 19,2% di quelle dei non residenti. Questi dati non rendono giustizia alla nostra Regione, anche alla luce dell’attesissimo evento “Matera Capitale Europea della Cultura” per il 2019, che potrebbe rappresentare un incredibile volano economico.

Con questa lettera aperta, rinnovo esplicitamente l’invito ad affrontare tale proposta che risulta a costo zero per le amministrazioni pubbliche e che presenta ulteriori indiscussi vantaggi. Da una parte favorisce i flussi turistici verso la nostra Regione, contribuendo a destagionalizzare l’offerta turistica e dall’altra migliorare la sostenibilità dei flussi di traffico aiutando a non gravare ulteriormente sui delicati equilibri ambientali della nostra Regione.

Gli albergatori e le strutture ricettive, se adeguatamente messi in condizioni di accogliere turisti, ne trarrebbero giovamento e sono certo sarebbero pronti a sostenere tale iniziativa. Considero utile che la collaborazione di Trenitalia, venga estesa anche agli altri gestori ferroviari pugliesi che insieme ai consorzi di trasporto e agli altri soggetti potenzialmente interessati, possono contribuire alla riuscita dell’iniziativa anche in Puglia.

Auspico che Lei possa cogliere questo invito anche per i prossimi anni, intervenendo in accordo sinergico con gli altri enti locali per rendere più agevole il raggiungimento sostenibile delle mete turistiche pugliesi. Mi rendo immediatamente disponibile, insieme ai miei colleghi portavoce del M5S in Consiglio Regionale, a partecipare ad incontri che la Regione Puglia vorrà promuovere con gli operatori del settore al fine di valutare ed adottare l’iniziativa “Al mare in treno”.

L’occasione è gradita per porgerLe cordiali saluti e augurarLe buon lavoro.

Roma 23/04/2016

Diego De Lorenzis

Capogruppo M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Comunicazioni

Camera dei Deputati

Porto di Taranto: chiarezza sul project financing e sui soggetti coinvolti.

Opacità negli affidamenti e sugli strumenti finanziari impiegati, cambiamenti di progetti delle opere, costi lievitati in maniera esorbitante, dubbi sul rispetto dei diritti dei lavoratori e problematiche ambientali e di sfondo il “sistema Incalza” che entra nel porto di Taranto. Una storia lunghissima che dal 2001 ad oggi ha visto coinvolti direttamente e indirettamente più soggetti nella realizzazione della piastra logistica del porto di Taranto, porto della Rete Centrale europea delle TEN-T, che potrebbe rilanciare le sorti di un territorio bisognoso di riscatto. Ho presentato una interrogazione ai Ministri Delrio, Padoan, Alfano e Galletti per fare luce su quello che sta avvenendo a Taranto.

Pretendiamo chiarezza sui lavori al porto di Taranto! Non basta che venga il Ministro a tagliare dei nastri e fare annunci: ciò che salta agli occhi prima di tutto è l’impennata di spesa per un progetto che nel 2001 aveva un valore complessivo di circa 51 milioni di euro e che è quadruplicato, arrivando oggi a circa 219 milioni di euro. Inoltre, non sono chiari i dettagli del project financing adottato, dato che è un meccanismo finanziario che può avere conseguenze preoccupanti, come per i casi dell’alta velocità ferroviaria e il “Ponte sullo Stretto”. Inoltre, come si apprende dalle inchieste della stampa,  la magistratura di Firenze sta cercando di approfondire le modalità di assegnazione del maxi appalto e soprattutto la composizione dell’Associazione temporane di Imprese che dal 2002 guida i lavori. L’ATI è composta da Grasseto Lavori Spa, Grandi Lavori Fincosit Spa, Logsystem Srl, e in essa ci sarebbero nomi che sembrerebbero esser legati al “Sistema Incalza”, come i Signorile; a questo si aggiunge che la Grandi Lavori Fincosit è rimasta impigliata nelle inchieste del sistema di corruttela del Mose di Venezia e il conseguente arresto del presidente  Alessandro Mazzi.

Inoltre ci sono preoccupazioni dal punto di vista ambientale che dovrebbero esser maggiormente considerate come la messa in sicurezza e la bonifica della falda a cura della SOGESID, di cui poco o nulla si conosce, oppure i sedimenti e i fanghi provenienti dai dragaggi  che in parte verranno reimpiegati per opere che si sono aggiunte successivamente al progetto iniziale, e per le quali non è chiaro che destinazioni di uso avranno. Inizialmente parte di questi sedimenti, vista anche la contaminazione, dovevano essere smaltiti in discariche appropriate. Non ultimo, le denunce mediatiche dei sindacati che hanno affermano che sono stati sottoscritti due accordi in Prefettura che allo stato risultano non rispettati, il primo sulla trasparenza e legalità degli appalti, il secondo rispetto l’assunzione dal bacino di crisi dei disoccupati locali.

Per questo “si chiede ai Ministri Delrio, Padoan, Alfano e Galletti di fare chiarezza sull’intera e complessa vicenda e quali iniziative intendano adottare al fine di stabilire trasparenza sugli affidamenti, sui lavoratori impiegati e sul project financing. Infine, pretendiamo chiarezza sulle modalità di assegnazione del maxi appalto, e di chiarire  a che punto è giunta la messa in sicurezza e bonifica della falda indicando quali, quanti e quale grado di contaminazione sono i sedimenti e i fanghi provenienti dai dragaggi per le opere nonché di indicare il luogo dove verranno smaltiti i fanghi che dovevano essere smaltiti da TCT.

Acqua del Pertusillo: i Ministri intervengano!

Il lago artificiale “Pietra del Pertusillo” in Basilicata è un Sito di Interessa Comunitario e si trova nei pressi del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese. Il fiume Agri che alimenta l’invaso, è a sua volta alimentato da circa 650 sorgenti sotterranee. La funzione dell’invaso Pertusillo è quella di rifornire di Acqua due Regioni come la Puglia e la Basilicata per usci civili e irrigui. Da diversi anni si manifestano strani eventi all’interno dell’invaso che provocano una moria di pesci e diverse analisi di enti pubblici e cittadini privati portano a conoscenza della presenza di tracce di idrocarburi e metalli pesanti nell’acqua dell’invaso. Ho presentato una interrogazione i Ministri Galletti, Guidi, Lorenzin e Martina e chiede accertamenti e blocco delle concessioni di idrocarburi.

L’invaso del Petusillo costituisce una risorsa indispensabile per milioni di persone che ogni giorno utilizzano l’acqua in esso contenuta per usi civili e per l’agricoltura. Dopo opportuna potabilizzazione l’acqua viene servita alla cittadinanza di una regione a costante crisi idrica come la Puglia. La sua importanza è fondamentale perchè fornisce acqua che è sempre stata considerata di ottima qualità e che tutt’oggi beviamo perchè crediamo nella sua bontà. Ma da diverso tempo ci sono troppo minacce che circondano il Pertusillo e sono rappresentate principalmente dalle concessioni petrolifere che trivellano il suolo lucano a non molta distanza dal Pertusillo.

A prescindere che l’aver rilasciato concessioni per gli idrocarburi vicino ad un invaso fondamentale per milioni di persone sia stato un gesto di irresponsabilità inaudita, perchè il Governo Renzi continua a fovorirne le attività estrattive? Diverse analisi di privati cittadini ma soprattutto di Enti come l’ARPAB e l’AQP spa, testimoniano la presenza di tracce di idrocarburi e metalli pesanti, che seppur nei limiti consentiti dalla legge, costituiscono un segnale che dovrebbe portare tutti gli Enti e le Amministrazioni ad approfondire la vicenda nell’interesse di milioni di persone. Inoltre per metalli pesanti come il Bario, non vi è un vero limite sancito dalla legislazione italiana, e questa indeterminatezza, lascia purtroppo pensare.

Non possiamo sottovalutare il fatto che tutte le pratiche e tutte le caratteristiche degli elementi utilizzati per trivellare e per reiniettare le acque di strato nel sottosuolo, non siano pubbliche. Il Pertusillo è sacro e niente e nessuno ne deve minacciare, anche teoricamente, la salubrità dell’acqua contenuta all’interno.

Per questo nell’interrogazione si chiede se i Ministri siano a conoscenza dei fatti espressi in premessa e quali iniziative intendano adottare per accertare lo stato qualitativo dell’acqua dell’invaso del Pertusillo e il suo presunto inquinamento derivante dalle attività di estrazione e lavorazione degli idrocarburi e reiniezione delle acque di strato. Per questi motivi nell’interrogazione si chiede  quali iniziative i Ministri intendano adottare al fine di garantire la qualità dell’acqua degli invasi lucani – a cominciare dall’invaso del Pertusillo – e l’impiego per uso potabile e irriguo, se i Ministri Guidi e Galletti al fine precauzionale intendano promuovere una moratoria delle attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi nella regione Basilicata. E ancora, quali iniziative intenda adottare il Ministro Galletti al fine di salvaguardare dall’impatto antropico il Parco Nazionale e il SIC del Pertusillo, nonchè le 605 sorgenti sotterrane. Se il Ministro Lorenzin, in via precauzionale, intenda intraprendere indagini a favore delle popolazioni servite al fine di accertare lo stato di salute e in fine al ministro Martina se in via precauzionale, intenda intraprendere indagini al fine di conoscere lo stato qualitativo dei campi irrigati con l’acqua proveniente dall’invaso del Pertusillo. Il Pertusillo è un bene comune che ci garantisce un diritto umano inalienabile ed imprescindibile. Guai a sottovalutarne l’importanza!