Zes Taranto: la Regione escluda le industrie inquinanti dagli incentivi.

Continuano i lavori per l’istituzione della ZES a Taranto a cui si affianca la proposta della Regione Basilicata di realizzare una ZES interregionale. Come avevamo previsto e denunciato il PD lavora ad una sinergia tra Basilicata e Puglia per agevolare l’estrazione di petrolio di ENI e Total e le altre industrie inquinanti nelle due regioni, permettendo loro di ottenere benefici fiscali ad discapito delle altre attività innovative, sostenibili e ad alto tasso di occupazione!

Nella delibera di giunta regionale lucana con cui si promuove la ZES con Taranto si scopre che l’accorpamento non è con Matera bensì con la piastra logistica di Ferrandina.

Sul lato lucano c’è anche il sospetto che tali benefici siano stati pensati per farne beneficiare al polo logistico funzionale alle attività altamente impattanti per la salute e l’ambiente, di Tecnoparco in tema di rifiuti.

Pertanto il PD e la Regione Puglia e  la Regione Basilicata, ancora una volta, stanno ammettendo chiaramente ai cittadini di essere asserviti agli interessi particolari delle grandi industrie inquinanti senza alcuna idea di futuro e alcuna intenzione di una reale riconversione economica dell’arco ionico.

Ciclista investito a San Pietro Vernotico.

Non è un incidente! È il risultato dell’assenza di politiche reali degli enti locali per la sicurezza stradale e la tutela degli utenti della strada più vulnerabili, come dimostra anche la scarsa partecipazione dei Comuni italiani alla settimana europea della mobilità sostenibile anche nella nostra regione

I giornali sono pieni di cronache che raccontano di ciclisti e pedoni deceduti giornalmente a seguito di scontri con le automobili. Come confermano i dati dell’Istat, i pedoni e i ciclisti sono vittime crescenti dei sinistri stradali. Questo significa che le amministrazioni non tutelano le forme di mobilità sostenibile: si continua a pensare a parcheggi per automobili, nuove strade e allargamento di quelle esistenti, ma non vengono prese misure adeguate per la mobilità a piedi, in bici, con i mezzi pubblici e il trasporto ferroviario e soprattutto nessun intervento per sulla sicurezza stradale!

A discapito degli annunci di Renzi e Delrio, nessun passo avanti è stato fatto a livello centrale: le proposte di legge che eviterebbero questa strage sono insabbiate dal PD in parlamento. Nel nostro programma nazionale abbiamo riservato ampio spazio alla mobilità sostenibile, che si realizzerà in Italia solo con un Governo a 5 stelle.

TRIV: Legge regionale antitrivelle. Farsa insopportabile

In merito alla proposta di legge regionale dei sindaci e della Provincia di Legge sulle attività in mare sugli idrocarburi, bisogna essere chiari: è una farsa inaccettabile per buttare fumo negli occhi dei cittadini! Anche gli studenti al I anno di giurisprudenza sanno che la Regione non ha alcuna competenza sul rilascio di titoli per finalità di approvvigionamento di energia in mare come ribadito anche in una sentenza della Corte Costituzionale. Non è questo il modo di bloccare le trivelle in mare: l’ipocrisia del Presidente Gabellone e dei sindaci salentini è insopportabile e al limite del ridicolo. Strappino le tessere di partito e si dimettano se vogliono dare un segnale chiaro e concreto.

Il silenzio dei parlamentari salentini del PD è vergognoso al pari delle parole della vice Ministro Teresa Bellanova: hanno svenduto il nostro mare e cercano ancora di prendere in giro i cittadini con le promesse da Pinocchio.

Se realmente si vogliono fermare le trivelle in mare, diano un evidente sostegno alle nostre proposte di legge depositate in Parlamento relative al divieto di Air Gun, istituzione di aree marine protette e aumento della superficie delle zone marine vietate alle attività legate agli idrocarburi e aumento della tassazione per renderle economicamente sconvenienti. I sindaci scrivano tramite Anci ai loro colleghi di partito nel governo. I parlamentari cofirmino queste leggi e le facciano calendarizzare immediatamente in quota Pd: solo così bloccheremo le trivelle!

Ryanair: disagi ai passeggeri per i voli annullati.

Ho chiesto le audizioni di ENAC e del Ministro Delrio in commissione trasporti alla Camera per il rispetto dei diritti dei passeggeri. Sia il Ministro che l’Ente hanno rilasciato dichiarazioni sulla vicenda pertanto è opportuno che vengano a riferire in commissione affinché siano chiare le responsabilità di Ryanair ed inoltre per valutare l’opportunità di adottare provvedimenti per evitare che in futuro si ripetano analoghe situazioni.

Nel 2016 Ryanair deteneva il 51,3% del traffico di linea degli aeroporti di Bari e Brindisi. Alitalia, che è seconda per traffico di linea, solo il 22,7%, Easyjet, terza, il 7,8%.

Lo abbiamo sempre denunciato: lo strapotere di una compagnia aerea, creato da incentivi alle rotte ad un unico vettore ad opera della Regione Puglia, può creare grandi problemi. Ryanair detiene più del 50% delle rotte pugliesi, questo significa che se la compagnia ha un problema, inevitabilmente il problema si ripercuote su moltissimi cittadini pugliesi e sui turisti che non hanno la possibilità di alternative e le altre compagnie aeree che operano in Puglia, non riescono ad occuparsi dei passeggeri rimasti a terra.

SS 274: incidenti mortali.

Occorre fare molta attenzione alle richieste da portare ad Anas. Si può mettere in sicurezza la SS 274 senza necessariamente allargare a 4 corsie: avere una strada più scorrevole induce ad aumentare la velocità con effetto contrario a quello auspicato perché ormai è chiaro che è l’alta velocità a mietere vittime.

Inoltre se il picco di turisti e quindi della circolazione, avviene nel solo mese di agosto questo non giustifica l’allargamento a 4 corsie: occorre diversificare i trasporti, potenziare il servizio su ferrovia per diminuire il traffico veicolare su strada. Questa è la più importante misura da attuare per diminuire il numero dei sinistri stradali.

Il numero di incidenti sulla SS 274 non è proporzionale agli utenti che la percorrono altrimenti nei mesi di maggiore afflusso ci sarebbe una strage. Se gli incidenti avvengono in periodi dell’anno meno congestionati e coinvolge i residenti questo conferma che le cause sono da attribuire maggiormente all’errore umano, alla velocità più che a carenze strutturali.

Lecce: Settimana europea della mobilità sostenibile.

Le iniziative intraprese dall’amministrazione per la settimana europea della mobilità non sono sufficienti e non rientrano in un piano organico e coerente: Lecce non ha ancora un Piano della Mobilità Urbana Sostenibile! Tali interventi andavano meglio comunicati e discussi per aumentarne le possibilità di successo e l’apprezzamento da parte di tutti: il metodo della partecipazione e dell’ascolto era evidentemente solo uno slogan elettorale e il modo di operare è in perfetta continuità!

Secondo uno studio in collaborazione con l’università della California, per ogni euro investito nel favorire la mobilità alternativa c’è un ritorno economico di 13 euro. I benefici per le città includono anche maggior commercio per i negozi locali, meno congestione del traffico e riduzione dell’inquinamento. A New York stanno pedonalizzando Times Square, Londra vuole arrivare a un futuro in cui l’80% degli spostamenti avvengano con i mezzi pubblici, a piedi o in bici. La provincia autonoma di Trento con i suoi 400 chilometri di piste ciclabili che, dal 2009, genera oltre 100 milioni di euro l’anno.

Ad ogni modo i commercianti aiutino il cambiamento invece di ostacolarlo e lamentarsi: mettano delle rastrelliere vicino ai propri esercizi e diano sconti ai clienti virtuosi! Una mobilità diversa conviene a tutti, automobilisti inclusi: come dimostra anche la chiusura di piazza Sant’Oronzo, aumenta il giro d’affari  delle piccole attività, aumenta il valore degli immobili, riduce smog e traffico. Il dibattito sul fiorire di tante nuove attività dove le auto sono interdette smentisce le loro preoccupazioni. Non nego i disagi ma sono soltanto temporanei!

Chi lamenta la carenza di parcheggi per auto ammette tacitamente di non voler risolvere il problema reale: l’eccesso di auto e di spostamenti inutili in auto! Il sindaco Salvemini e l’assessore Foresio ovviamente sono anch’essi vittime di questa cultura che favorisce lo spropositato spazio riservato alle automobili! I parcheggi sono poli attrattori di auto e quindi generatori di traffico e pertanto non possono essere davvero funzionali ad un cambio di paradigma e a un mutamento culturale nel concepire la democrazia degli spazi urbani. L’ex Massa e l’ex Enel non possono essere parcheggi di interscambio: per definizione infatti questi vanno realizzati in periferia! Se si pensa aprire aree di sosta nel centro, tanto valeva lasciare i posteggi di piazza Libertini. L’obiettivo dovrebbe essere trasferire la mobilità con auto private verso altre forme sostenibili e democratiche, non dislocare parcheggi all’interno della circonvallazione!

Il cambiamento deve essere graduale ma deciso: inutile parlare di mobilità sostenibile se gli stessi consiglieri di maggioranza e la giunta non rinuncia ai pass ztl, non si reinvestono gli utili di sgm per l’acquisto di nuovi mezzi pubblici, la Ztl non è attiva continuamente, mancano rastrelliere, non c’è un polo di smistamento logistico condiviso all’esterno del centro, le piste ciclabili sono tortuose e i marciapiedi strettissimi quando esistenti, si continuano a tollerare decine di suv di fronte le scuole di ogni ordine e grado, non c’è alcuna app che integri il pagamento e le informazioni sulla mobilità cittadina e periurbana  (parcheggi, mezzi pubblici, rastrelliere, ztl, …). E chi ipocritamente fornisce oggi soluzioni (pure sbagliate nel merito) essendo stato per 5 anni assessore di questa città, abbia almeno il pudore di tacere!

Italcave: prosegue l’iter per il raddoppio di discarica e cave.

La Provincia può e deve bloccare il raddoppio della discarica e la realizzazione della nuova cava. Anche i Comuni di Statte e di Taranto, per quanto di loro competenza, possono ostacolare i due iter di autorizzazione. Impossibile sopportare nuovi ampliamenti tenuto conto delle attuali nauseabonde emissioni odorigene e dell’inquinamento delle falde proprio a causa del massiccio polo industriale: autorizzare nuovi ampliamenti ad Italcave è folle invece occorre un serio approccio di precauzione per non aggravare la situazione.

Nel territorio di Statte attualmente sono presenti 2 discariche di rifiuti speciali Italcave e Cisa e l’inceneritore dell’Amiu. Con la modifica di agosto 2016 sulla normativa regionale che istituisce un ATO unico di ampiezza regionale e la possibilità di inviare, previa accordi, ai gestori privati i rifiuti urbani, il principio di “autosufficienza” sui rifiuti urbani non è più limitato alle singole province ma è ampliato all’intera regione.

Ora i politici locali si lamentano dell’arrivo dei rifiuti urbani dalle altre Province, viene da chiedersi dove siano stati finora. Nel 2016, la maggioranza PD in Regione con l’avallo di Emiliano ha stabilito che i rifiuti urbani potessero muoversi all’interno del territorio regionale, condannando così la Provincia tarantina ad essere la discarica di Puglia, poiché è quella su cui insistono il maggior numero di discariche di rifiuti speciali e all’epoca nessuno degli enti locali si è lamentato di questo provvedimento.

A Statte i cittadini, ed in particolare gli attivisti del M5S del luogo, si stanno organizzando da tempo per evidenziare le numerose problematiche di cui sono vittime, con l’auspicio che gli amministratori dialoghino con la cittadinanza invece di lanciare slogan inconcludenti. Ad esempio, dovrebbero riferire pubblicamente quali siano i progetti sul miglioramento della gestione dei rifiuti urbani, del Comune di Statte per essere beneficiario della ripartizione dei fondi dell’ecotassa.

Risposta all’opinione del dott. Mauro Calise

Egregio Direttore, ho letto sulle pagine del Quotidiano del 18 settembre un’opinione del dott. Mauro Calise dal titolo “Cinquestelle al bivio…”. Pur rispettando l’opinione mi preme sottolineare molte imprecisioni e per questo chiedo una replica sull’argomento.

Quello di Calise è un articolo atto a creare una rappresentazione della realtà del tutto personale e non verificata nei fatti in quanto dimostra poca conoscenza del M5S e dei meccanismi che lo regolano. Già in passato il dott. Calise si espresse, sbagliando, ipotizzando un’alleanza tra M5S e gli altri partiti, evento mai successo, e che mai si verificherà. Innanzitutto, tengo a sottolineare che non c’è alcuna rivolta interna al M5S e Beppe Grillo, il garante del Movimento, ha sempre auspicato i passi che il M5S sta compiendo.

Per la prima volta in Italia i cittadini votano per scegliere, non un segretario di partito, ma il candidato alla Presidenza del Consiglio. E’ un evento straordinario e stupisce come un attento politologo come il dott. Calise, rimanendo ancorato a concetti superati che sono propri degli altri partiti. non ne colga l’aspetto innovativo e il passo in avanti di reale democrazia e partecipazione.

Il M5S è l’unico movimento politico che in cui i cittadini votano sul programma, propongo leggi e atti di indirizzo ai propri portavoce nelle istituzioni, scelgono direttamente i candidati regionali, al Parlamento Italiano ed europeo, e possono candidarsi come volevano i nostri Padri Costituenti!

Gli eletti non possono espletare più di due mandati e questo esclude derive carrieristiche e creazione di cupole, correnti e centri di potere personali. Nessun partito fa altrettanto, pertanto dichiarare che nel M5S esista una struttura piramidale è una falsità.

Ne approfitto per ribadire, per l’ennesima volta che gli attivisti dei gruppi locali “meetup” non  non possono parlare a nome del M5S, in quanto tale facoltà è riconosciuta unicamente ai portavoce cioè i cittadini eletti nelle competizioni elettorali.

Nel M5S non esistono correnti: è una visione obsoleta di intendere la politica che il M5S ha già superato nei fatti. I portavoce si impegnano a dare attuazione al programma elettorale con la libertà di non essere espressione di poteri particolari e di non prendere alcun finanziamento pubblico ad esclusione di microdonazioni puntualmente rendicontate.

D’altro canto, fu proprio il dott. Calise in una intervista a dichiarare che con la sconfitta del PD al Referendum sulla riforma costituzionale, i partiti sarebbero spariti e il M5S avrebbe trionfato alle prossime elezioni politiche!

Diego De Lorenzis

portavoce M5S, Camera dei Deputati

FSE: Presentata richiesta di audizione dei vertici in Commissione.

Le notizie che trapelano sui servizi e specie sull’infrastruttura e le condizioni di sicurezza impongono una necessaria chiarezza cui hanno diritto i cittadini che quotidianamente usufruiscono di un servizio che deve essere efficiente e sicuro. Abbiamo già avviato un’interlocuzione con il nuovo Consiglio di Amministrazione e raccolto con apprezzamento la disponibilità ad un confronto ed un dialogo costruttivi dal Presidente e dall’Amministratore delegato.

Tuttavia, occorre maggiore trasparenza specie sugli investimenti perchè troppi annunci sono stati fatti su stanziamenti di risorse per milioni di euro sulla infrastruttura ferroviaria e sul potenziamento e il rinnovo delle flotte dei treni ma finora latitano i risultati ciò vale anche per gli interventi da realizzare su cui deve esser garantita anche la partecipazione e l’ascolto dei bisogni dei cittadini dei territori interessanti: invece, ad oggi, il piano industriale è stato presentato solo ai dipendenti, ai sindacati e alle Istituzioni locali, trapelando solo notizie parziali ed incerte.

Per questo ho presentato richiesta di audizione dei vertici di FSE in Commissione è necessario che il programma della società e le relative azioni con l’indicazione puntuale del tipo di interventi, della relativa spesa e dei tempi di realizzazione sia reso pubblico e trasparente per l’opinione pubblica e per tutti soggetti istituzionali.

AdP: nessuna chiarezza sul futuro dell’azienda.

Non c’è un futuro senza chiarezza. L’era Emiliano si caratterizza per incertezza sul destino della società che ad oggi è sconosciuto: si parla di privatizzazione, argomento di cui Emiliano e il PD non hanno mai parlato in campagna elettorale durante le regionali, senza apportare una minima giustificazione plausibile a questa scelta.

Emiliano sia chiaro una volta per tutte e ci dica, senza le consuete giravolte, qual è la linea politica della giunta regionale su Aeroporti di Puglia. Una società che chiude in attivo e che aumenta di anno in anno il numero di passeggeri non può essere privatizzata per assecondare gli interessi elettorali del PD.

Gli incentivi che la Regione ha rilasciato fino ad ora a Ryanair hanno creato un monopolio delle rotte della compagnia irlandese che, a seconda dei propri e legittimi vantaggi economici, può togliere voli alla Puglia per dirottarli in scali più remunerativi, lasciando di fatto un vuoto difficilmente colmabile.  Nel futuro è auspicabile che, nel rispetto della legge, gli eventuali incentivi per le rotte vengano affidati a più vettori, in modo da garantire la concorrenza, ma anche su questo c’è ancora incertezza da parte del Presidente Emiliano.