Nuovo Aeroporto di Firenze: lettera all’UNESCO sui rischi per il centro storico.

Aeroporto_di_firenze_01Lo scorso 22 ottobre con i portavoce del M5S all’europarlamento, al parlamento italiano, del consiglio regionale toscano e dei comuni di Firenze e Prato, si è provveduto a segnalare ad UNESCO il rischio che corre il Centro Storico di Firenze e la sua popolazione a causa del nuovo aeroporto di Firenze con la pista di 2400 metri e di cui UNESCO sembra non avere avuto ancora notizia dalle amministrazioni competenti.

Il progetto, contrariamente a quanto finora annunciato in varie sedi, in caso di difficoltà o più comunemente di venti sfavorevoli, prevede che la pista del nuovo aeroporto possa essere usata in maniera bidirezionale, prevedendo quindi il sorvolo a bassa quota della città di Firenze, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Possiamo, come Italiani, rischiare di perdere il patrocinio UNESCO per una delle città uniche al mondo che l’umanità ci invidia? E soprattutto, possiamo esporre Firenze e i suoi meravigliosi monumenti che il mondo ci invidia al rischio di essere distrutti in caso di incidente aereo? Non vorremmo che lo scellerato e carente progetto del nuovo aeroporto, strumentalmente voluto per consentire la visita di Firenze ad un numero maggiore di turisti, diventi paradossalmente la causa della sua distruzione.

Vedremo come reagirà a questa notizia UNESCO.

Ecco i nomi dei portavoce del M5S che hanno sottoscritto la lettera per UNESCO:

  • Deputato Diego De Lorenzis
  • Deputato Michele Dell’Orco
  • Senatrice Laura Bottici
  • Europarlamentare Marco Bullo
  • Senatrice Daniela Donno
  • Deputato Paolo Nicolò Romano
  • Deputato Arianna Spessotto
  • Deputato Nicola Bianchi
  • Deputata Paola Carinelli
  • Deputata Mirella Nuzzi
  • Deputato Alfonso Bonafede
  • Deputata Chiara Gagnarli
  • Deputato Filippo Gallinella
  • Deputata Federica Daga
  • Deputato Alberto Zolezzi
  • Deputata Patrizia Terzoni
  • Deputato Mirko Busto
  • Deputato Salvatore Micillo
  • Senatrice Sara Paglini
  • Senatrice Michela Montevecchi
  • Cons. Com. Firenze Silvia Noferi
  • Cons. Com. Firenze Arianna Xekalos
  • Cons. Com. Prato Mariangela Verdolini
  • Cons. Com. Prato Silvia La Vita
  • Cons. Com. Prato Gabriele Capasso
  • Cons. Metropolitano Giovanni Policastro
  • Cons. Reg. Toscana Andrea Quartini
  • Cons. Reg. Toscana Irene Galletti
  • Cons. Reg. Toscana Giacomo Giannarelli

Statuto ENAC: presunte irregolarità in contrasto con l’UE.

Depositata alla Camera dei Deputati una interrogazione a prima firma Diego De Lorenzis del M5S, rivolta al Ministro Delrio. Si evidenzia una presunta irregolarità dello statuto di ENAC rispetto al Regolamento UE n. 139/2014 che sancisce che l’autorità competente deve essere indipendente dai gestori degli aeroporti e dai fornitori di servizi di gestione.

logo-enac

L’interrogazione sullo Statuto dell’Enac ci rivela che potrebbero esserci dei conflitti di interesse su alcune attività dell’Enac, attività incompatibili con i regolamenti europei che giova ricordare, sono esecutivi e non hanno bisogno di recepimento da parte dello Stato membro. Infatti, l’Europa stabilisce che l’autorità competente deve essere indipendente dai gestori degli aeroporti e dai fornitori di servizi di gestione. Enac, invece, da statuto può partecipare nei collegi sindacali della società di gestione aeroportuale e rispettive società controllate e/o partecipate, può partecipare alle attività di gestione degli aeroporti di preminente interesse turistico e sociale ovvero strategico-economico ed inoltre può individuare e attivare delle procedure necessarie all’acquisizione dei finanziamenti nazionali e/o dell’Unione europea relativi alla realizzazione di opere infrastrutturali aeroportuali.

Incheon_International_Airport_Seoul

Il contenuto dell’interrogazione sarà anche riproposto dai nostri colleghi al Parlamento Europeo al fine di allertare le autorità europee di questi abusi. L’interpretazione “all’italiana” delle regolamentazioni europee è ormai nota, il Ministro Delrio accerti se lo statuto dell’Enac debba essere modificato per sanare la presunta irregolarità che, se confermata, dovrebbe farci riflettere sul tipo di ruolo che ENAC ha svolto fino a questo momento.

 

FSE: Se Fiorillo non risponde, risponda Delrio! Serve trasparenza!

Il Nuovo Quotidiano di Puglia ha posto pubblicamente undici domande rivolte all’attuale Amministratore di FSE, Luigi Fiorillo: in che modo si spiega il buco da 250 milioni? Perché ha disertato la commissione in Regione? Che fine ha fatto l’annunciato piano di risanamento? Oltre al debito c’è il nodo TFR: cosa farete? Stipendi in ritardo per 1.300 lavoratori: di chi è la colpa? La politica boccia l’attuale gestione: come replica? Cosa pensa del passaggio di Fse alla Regione? Acquistati 28 treni: perché si usano quelli vecchi? Quei mezzi sono fermi perché inadatti alla rete? La Regione in 10 anni ha investito 500 mln: che fine hanno fatto? Perché nonostante le inchieste nessun passo indietro? Diego De Lorenzis interroga il Ministro Delrio per fare chiarezza sull’operato di FSE riportando le domande del Quotidiano.

photo_2015-11-17_16-52-40

Ritengo che la nomina di un nuovo vertice non sia risolutivo senza che l’azienda si doti della trasparenza necessaria nelle scelte operative e nella gestione. Per tale ragione queste domande  sono utili a chiarire aspetti fondamentali. Attualmente sono cadute nel vuoto a causa  del comportamento assurdo dell’Amministratore Unico di FSE, Fiorillo, che non si è presentato neppure  all’incontro in Regione, privando quindi gli amministratori regionali, i lettori del giornale e tutti i cittadini pugliesi delle risposte che ormai non possono più essere rimandate visto i gravi disagi arrecati.

Da quando è entrato nelle istituzioni il M5S ha fatto e continua a fare fiato sul collo alle FSE su tutti gli aspetti: dal servizio pessimo, agli acquisti dei treni che oggi sono oggetto di indagini della magistratura, senza dimenticare le vetture vetuste ferme alle stazioni, dall’inquinamento della stazione di Bari, alla gestione finanziaria opaca, fino all’inspiegabile conferma di Fiorillo a capo delle FSE.

photo_2015-11-17_16-53-00

Non è possibile che un servizio così importante come il trasporto regionale, che deve rimanere pubblico, nelle infrastrutture e nel servizio, sia gestito con l’opacità tipica delle aziende private e soprattutto non è possibile che chi, direttamente o indirettamente, è responsabile di questo disastro, rimanga impunito. Accanto alle domande legittime del quotidiano nella sua lodevole azione di informazione e sensibilizzazione, ne pongo altre: come è stato possibile approvare in giugno il bilancio con un buco di bilancio enorme, confermando l’amministratore attuale? Perché il bilancio non è pubblico nonostante gli obblighi di legge? Perché non si possono sapere i premi produzione e gli stipendi dei dirigenti? Qual è il rapporto tra amministrativi e personale sui mezzi?

Per questi motivi chiediamo a Delrio di rispondere, per quanto di propria competenza, alle domande poste dal Nuovo Quotidiano di Puglia, senza alcuna esitazione: i pugliesi hanno diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi e la politica non può sottrarsi all’obbligo di trasparenza!

Realizzazione del TAP: autorizzazione unica illegale!

gas-TapL’opera TAP, Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia, ormai nota per essere un’opera di corruzione dei partiti e del potere finanziario, persevera nel proprio disastroso percorso, violando ancora una volta le prescrizioni normative di riferimento. Presentata un’interrogazione sulla questione del Metanodotto, su cui il MoVimento è già da tempo strenuamente impegnato, per porre all’attenzione un’ennesima illegalità che deriva da quest’opera.

Con Decreto del 20 maggio 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha disposto l’Autorizzazione alla costruzione ed esercizio con accertamento di conformità urbanistica, con apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e dichiarazione di pubblica utilità ex DPR 6.06.01 n. 327, per il Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia “trans Adriatic Pipeline DN 900 (36”)”. Eppure sembra sfuggire che il tracciato del Metanodotto, in alcune sue parti, concerne particelle site nel territorio di Melendugno che  sono state colpite da incendi boschivi e per l’effetto inserite nel catasto incendi sin dal 2005.

Pertanto, in dette aree percorse dal fuoco è vietato dalla Legge-quadro in materia di incendi boschivi la realizzazione, fra l’altro, di strutture e infrastrutture finalizzate ad attività produttive.

A noi, invece, non sfugge che in caso di trasgressioni al divieto di realizzazione di infrastrutture si applichino sanzioni penali di cui attualmente all’art. 44 del Testo unico dell’Edilizia  e infatti l’autorizzazione unica emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico consente tale realizzazione essendo il Metanodotto un’infrastruttura di tipo economico di supporto ad attività produttive. E’ necessario allora che il Ministero dello Sviluppo Economico verifichi i presupposti di legittimità dell’autorizzazione unica concessa per la realizzazione del Metanodotto d’interconnessione Albania-Italia e valuti una sua sollecita revoca.

coverUn ripensamento è sollecitato anche dalla circostanza per cui, anche con riferimento ai possibili tracciati del metanodotto Snam, che dovrebbe collegare il Tap di Melendugno allo snodo di Mesagne, vi sarebbero delle problematiche dato l’attraversamento di territori su cui sono stati rinvenuti i maggiori focolai di Xylella fastidiosa e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci (Veglie, Oria e Torchiarolo): sorge ben più che il mero sospetto che fra detti eventi ci sia un nesso in danno dell’integrità ambientale e paesaggistica dei rispettivi territori

Pertanto, si sollecita un cambiamento del modello di sviluppo, anche in considerazione delle criticità rappresentate, al fine di preservare il territorio nella sua integrità ambientale e paesaggistica: le priorità per il nostro Paese sono e devono essere altre, perché abbiamo una cultura ineguagliabile, millenni di storia incomparabili, una straordinaria varietà di paesaggio naturale quale ricchezza pressoché sconfinata che è l’unico combustibile durevole e sostenibile per la nostra economia.

S.S.275 M5S: va fermata ora! anche il PD si sveglia!

FullSizeRenderDovrebbe essere solo una strada invece <<E’ una bomba>>. Queste parole sono state pronunciate dalla ‘dama nera’ ovvero la dirigente di ANAS, Antonella Accorianò, arrestata per tangenti. Si tratta di un chiaro segnale d’allarme su una situazione che i partiti hanno sempre sottovalutato. La statale 275 a Santa Maria di Leuca è pericolosa perché devasta territori ed è stata progettata su ex discariche con lo scopo di tombarle con gravi incongruenze e illegittimità nella progettazione

Solo oggi il Pd locale annuncia una timida marcia indietro, mentre noi denunciamo il pericolo in Parlamento da tempo.


FullSizeRender (1)Il Salento dovrebbe essere valorizzato
, ha bisogno di infrastrutture adeguate ed in armonia con la nostra terra, invece di essere sottoposto ad una selvaggia speculazione. I 280 milioni di euro della statale 275 fanno gola alla solita casta politica e ai suoi accoliti di colletti bianchi, e non ci dovrebbe sorprendere anche la possibile infiltrazione di organizzazioni malavitose.

Ora tutti i soggetti politici vogliono intestarsi una battaglia che non gli appartiene, perché tutti i partiti, tranne il M5S, sono i primi ad essere coinvolti in questa gigantesca speculazione e ad averla sempre promossa.

IMG_0672La realtà è che negli ultimi venti anni hanno provato a realizzare un progetto che oggi, alla luce della nuova inchiesta, è semplicemente l’emblema della mala politica e del malaffare. Se questa opera è stata definita ‘la vergogna delle vergogne’, cosa aspettano il governo e la maggioranza a fermarla? E’ l’occasione giusta per restituire i 5 milioni di euro di un’errata progettazione ai cittadini pugliesi e il momento giusto per una progettazione partecipata per la messa in sicurezza dell’esistente con le restanti somme impegnate in un progetto folle.

Noi continueremo con coerenza e determinazione a vigilare e a denunciare insieme ai cittadini onesti e accanto ai comitati di cittadinanza attiva che da sempre si battono per la trasparenza e le infrastrutture davvero utili.

Itinerario Bradanico Salentino: nessuna certezza sull’opera. Si eviti spreco di denaro con l’ennesima incompiuta!


L’itinerario Bradanico-Salentino unisce la Basilicata al Salento passando da Taranto. Di questo itinerario fa parte la Strada Statale 7-ter “Salentina” che è un’arteria che collega i capoluoghi di  Taranto e Lecce, attraversando il territorio della provincia di Brindisi, e rappresenta la dorsale appenninica dell’entroterra Salentino. Nel solo tratto da Manduria a San Pancrazio Salentino, si presenta a doppia carreggiata. La SS 7 invece da Taranto in direzione Matera, passa dal comune di Massafra.


L’infrastruttura della Bradanico-Salentina è stata suddivisa in diversi interventi e a loro volta suddivisi in sottointerventi ma nel complesso sono considerate  “opere strategiche” in quanto costituiscono un’importante infrastruttura per unire Matera, – prossima Capitale Europea della Cultura nel 2019 – e Lecce – importante città pugliese che presenta una rilevante presenza turistica soprattutto nei mesi estivi – al porto di Taranto facente parte della rete principale delle reti di trasporto europee TEN-T e all’aeroporto di Grottaglie classificato come aeroporto di interesse nazionale per la funzione Cargo. 

bradanicoTuttavia per quanto riguarda la SS 7-ter risultano ancora in fase di progettazione preliminare i relativi sottointerventi alla quale dovrà seguire la progettazione definitiva ed esecutiva, quindi ancora molto tempo dovrà passare per il completamento di questa arteria stradale. Dal punto di vista dell’investimento economico, pur prevedendo un impiego complessivo di quasi 210 milioni di euro, non sono stati stanziati i fondi necessari alla realizzazione. Per la SS 7, il 1° lotto Taranto/Massafra che prevede lavori di completamento dal costo stimato di oltre 56 milioni di euro si ritiene che l’opera, oggi ferma al progetto preliminare, venga realizzata oltre il 2020.

Per questo motivo con l’interrogazione al ministro Delrio si chiede se il  Ministro possa riferire lo stato attuale dei finanziamenti stanziati per gli interventi e i sottointerventi e se possa fornire informazioni in merito ai tempi previsti per la realizzazione degli stessi e dei tipi di finanziamento previsti. Queste informazioni sono utili al fine di dare con trasparenza le informazioni corrette alla cittadinanza e agli amministratori pubblici per una corretta pianificazione delle infrastrutture eventualmente necessarie per il territorio e soprattutto per non creare l’ennesima opera incompiuta con conseguente spreco di denaro pubblico in un momento storico in cui sarebbe davvero insopportabile.

Rapporto legambiente – Lecce: amministrazione incapace!

E’ stato pubblicato il 22esimo rapporto “Ecosistema Urbano” di Legambiente realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, che sulla base di 18 indicatori, stila una classifica di vivibilità delle città italiane. Gli indicatori di Ecosistema Urbano sono normalizzati impiegando funzioni di utilità costruite sulla base di alcuni obiettivi di sostenibilità. Lecce rispetto al 2014 perde ben 14 posizioni e si colloca all’89° posto su un totale di 104 città analizzate.

image1I dati pubblicati nel Dossier “Ecosistema Urbano” dimostrano che l’amministrazione Perrone nel migliore dei casi non sta lavorando. In realtà la situazione è che sta lavorando male, evidentemente allontanando la città da un contesto ideale a misura di cittadino. E’ triste sapere che una parte della popolazione ancora non può usufruire di una corretta depurazione dei reflui. I dati più preoccupanti sono quelli riguardanti i rifiuti, come più volte il M5S ha fatto notare, con buona pace dell’assessore all’ambiente. La raccolta differenziata, ferma al 17%, non solo dimostra l’inefficacia dei provvedimenti sin qui attuati dalla giunta Perrone, ma rivela anche che invece di agire l’amministrazione latita. La dimostrazione sta nel fatto che la produzione procapite di rifiuti da parte dei leccesi è di 614 kg all’anno, un quantitativo troppo alto. Eppure sia l’Unione Europea che la normativa italiana pongono come primo obiettivo la riduzione a monte della produzione dei rifiuti che si può concretamente attuare attraverso politiche virtuose che suggeriamo ancora: la defiscalizzazione degli esercizi commerciali dove vengono venduti prodotti sfusi, l’incentivazione dell’utilizzo di pannolini lavabili, la promozione dell’utilizzo dell’acqua pubblica nelle strutture pubbliche e private. Politiche, a costo zero o irrisorio, del tutto inesistenti nel Comune di Lecce.

image2Sul trasporto pubblico è scandaloso che il Comune non abbia fornito i dati in merito al numero di passeggeri trasportati annualmente e che non siano presenti i dati di percorrenza annua per abitante. Preoccupante è la percentuale di spostamenti privati motorizzati che si pongono al 73%, mentre altre città come quella di Bolzano sono al 30%. Il tasso di motorizzazione è fin troppo alto in quanto ci sono 67 autovetture circolanti ogni 100 abitanti contro le 46 autovetture ogni 100 abitanti di Genova. Grave è il tasso di incidentalità stradale pari a 7,18 ogni 100 mila abitanti mentre a Salerno è molto più basso, solo 0,75 ogni 100 mila abitanti. Persino l’estensione procapite della superficie stradale pedonale è solo di 0,31 metri quadrati per ogni abitante mentre a Verbania si arriva a 2,1 metri quadrati per abitante. Ancora, il livello di percorsi ciclabili è evidentemente artefatto: i leccesi non utilizzano le piste ciclabili perché troppo poco è stato fatto per diminuire realmente il traffico dovuto ai mezzi privati a motore. Infatti, non basta aumentare il numero di chilometri di piste ciclabili con qualche cartello sulle strade periurbane: i percorsi ciclabili realizzati senza criteri e senza alcun raccordo, disegnati sui marciapiedi, non sono utili a cambiare le modalità di trasporto dei cittadini! Anche su questi aspetti mancano totalmente le politiche virtuose da parte del Comune di Lecce, alcune delle quali sono praticamente a costo nullo per le casse pubbliche: una delibera del Sindaco per destinare anche alle biciclette l’utilizzo della corsia preferenziale riservata agli autobus oppure in prossimità degli incroci, arretrare di qualche metro la segnaletica orizzontale dello stop in modo da favorire nella parte più prossima agli incroci  il transito di bici in sicurezza. E’ davvero triste che gli assessori preposti facciano spallucce e se ne lavino le mani come se non fossero responsabili di quanto accade ai loro concittadini. 

Infine, i consumi elettrici domestici sono troppo alti a Lecce, 1.200 kWh per utenza rispetto agli 896 kWh di Trento a dimostrazione che poco o nulla è stato fatto per l’efficientamento energetico degli edifici e bassissima è la potenza installata da fonte di energia rinnovabile (solare o termica) sugli edifici Comunali che si attesta a soli 3,1 kw ogni 100 mila abitanti contro i 30 kw ogni 100 mila abitanti di Padova che non certo è una città famosa per l’esposizione solare. Sconsolante è pure la cifra riferita al verde urbano leccese che è di soli 8,5 metri quadri per ogni abitante contro i 922,3 metri quadrati di Matera. Bassa è anche la percentuale di verde delle superfici delle aree protette insieme al verde urbano che si colloca solo al 13,4% del totale della superficie comunale contro il 72,1% di Messina.

Perrone la finisca con la politica degli annunci volta solo al consenso e le beghe di poltrone della sua maggioranza: non perda altro tempo prezioso per i leccesi e attui le misure serie e virtuose che Lecce merita anche copiando il nostro programma elettorale altrimenti se è incapace dia le dimissioni. 

 

S.S. 96, M5S: “perplessità sull’utilizzo dell’esplosivo per l’adeguamento stradale”. Depositata interrogazione parlamentare ai Ministri Delrio e Galletti.

Il M5S deposita una interrogazione parlamentare ai Ministri dei Trasporti e Ambiente per far luce sulla costruzione della strada statale 96, tratto di strada che unisce Bari a Matera, nel tratto che passa da Palo del Colle. Il problema nasce dalle modalità di costruzione della strada per cui la società proponente vorrebbe utilizzare dell’esplosivo per l’adeguamento stradale al fine di velocizzare i lavori. Forti perplessità da parte dei pentastellati che interrogano i Ministri con un atto a prima firma di Diego De Lorenzis della commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

SS-96_lavori

Si tratta dell’utilizzo di 50.000 chilogrammi di esplosivo, di 40.000 metri lineari di miccia detonante e di 5.000 detonatori, con un impatto rilevante sul territorio che  la «società Cooperativa Costruzioni», ai sensi dell’articolo 104 del regolamento, vorrebbe utilizzare e per farlo ha avanzato la richiesta di emissione del certificato all’autorità di Pubblica Sicurezza, il sindaco di Palo del Colle, D’altra parte ne il sindaco ne il consiglio comunale di Palo del Colle hanno mai ricevuto dai proponenti attraverso la documentazione della progettazione e tramite le conferenze dei servizi, notizie sull’utilizzo dell’esplosivo che sembrerebbe non esser stato vagliato neanche dalla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale per cui sono legittime le perplessità da parte del comune di Palo del Colle.

Il tracciato oltre a passare vicinissimo ai prefrabbricati della zona industriale di Palo del Colle, per cui sembra insensato utilizzare esplosivo in questa area, attraversa un territorio con molti vincoli ambientali e paesaggistici e quindi al Ministro Galletti si chiede di esplicitare se l’utilizzo di esplosivo debba essere sottoposto all’interno della procedura di VIA.

L’area è soggetta alla «Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio delle Lame ad ovest e a sudest di Bari», in quanto riveste notevole interesse perché è caratterizzato dalla presenza di gravine e lame che, con diverse dimensioni e rivestono particolare interesse sotto il profilo paesistico e naturalistico per la presenza anche dell’habitat naturale e dell’ecosistema ancora sufficientemente integri. Inoltre l’intervento di adeguamento stradale e realizzazione dello svincolo con la strada provinciale 44 (svincolo 2) intercetta una strada a valenza paesaggistica ed inoltre alcuni adeguamenti della viabilità urbana interessano testimonianze della stratificazione insediativa, e precisamente la Chiesa Madonna di fuso e la Chiesa Madonna delle Grazie.  L’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 interessa un’area a macchia ed inoltre l’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 (svincolo 2) interessa l’area di rispetto del bosco ovvero della macchia.

A fronte di queste ed altre peculiarità territoriali il M5S chiede anche ai Ministri Delrio e Galletti se siano a conoscenza della vicenda e quali iniziative intendano promuovere al fine di garantire che la costruzione e l’adeguamento stradale avvengano con procedure che non rechino, anche teoricamente, danno all’area. In particolare si chiede al Ministro Delrio se vi sono rischi di perdere i finanziamenti per la costruzione dell’opera e in quali termini e tempi ed infine se ci sia la copertura economica di tutte le opere da realizzare e, in particolare, per la demolizione, a fine lavori, dei rilevati e viadotti attuali, come richiesto in conferenza di servizi.

Ferrovie Sud Est e i treni venduti a Ferrovie del Nord: ancora ombre sui treni venduti.

Da fonti stampa si apprende che due treni “Atr 220” sembrerebbero stati acquistati senza regolare bando di gara dalla “Ferrovienord”,  costati 8 milioni di euro complessivi, circa 4 milioni cadauno, e sembrerebbero far parte della stessa commessa che ha portato all’acquisto degli “Atr 220” da parte di Ferrovie Sud-Est, ma costati meno della metà. Inoltre sembrerebbe che spesso questi treni tendono a non funzionare correttamente.

fse

Non molla la presa il M5S che, con una nuova interrogazione al Ministro dei Trasporti, chiede chiarezza sul comportamento di Ferrovie Sud Est, società controllata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ancora una volta finisce sui giornali per nuove vicende legate alla compra-vendita di treni.

FSE nasce per dare un servizio di pubblica utilità nei trasporti o per fare da intermediario nell’acquisto di treni poco funzionanti? Ancora grandi problemi con i treni di FSE e, ancora una volta a causa di gestioni poco trasparenti. E’ mai possibile che un’azienda che dovrebbe dare un servizio fondamentale per la cittadinanza acquisisca invece i “vizi” del lucro a tutti i costi degni del peggior privato?

Fra l’altro nella famosa inchiesta della Procura di Bari legata agli acquisti di treni da parte di FSE, è spuntata, secondo fonti stampa, anche una complessa vicenda sull’omologazione degli  “Atr 220” rimasti in Puglia, che potrebbe essere arrivata, secondo le tesi della magistratura, soltanto dopo l’acquisto dei treni da parte di Ferrovie Sud-Est.

Per questo con l’interrogazione si chiede se il Ministro Lupi sia al corrente e possa chiarire se l’acquisto dei treni da parte di Ferrovienord provengano dalla stessa commessa dei treni acquistati da Ferrovie Sud-Est e se tale compra-vendita di treni con fondi pubblici di 1,95 milioni di euro abbia prima portato in Puglia i mezzi e poi sempre con fondi pubblici  – con una spesa di 4 milioni di euro cadauno – siano giunti in Lombardia, per una spesa complessiva di quasi 6 milioni di euro cadauno di fondi pubblici per treni malfunzionanti. Inoltre, si chiede se i 27 treni acquisitati dalla commessa del 2008 da parte di Ferrovie Sud-Est  siano effettivamente tutti in Puglia oppure siano stati rivenduti altrove. Infine, si chiede al Ministro Lupi se i treni  “Atr 220” di proprietà delle Ferrovie Sud-Est che subiscono una verifica tecnica dei presupposti di sicurezza per la messa in esercizio dei rotabili, verifica posta a carico dei competenti uffici tecnici del MIT, abbiano ricevuto omologazione successivamente all’acquisto da parte di FSE e con quali fondi è stata effettuata questa omologazione.

Spesso si imputa al pubblico la causa dei disservizi, ma tale affermazione è sbagliata e infondata in quanto non è il “pubblico” a creare disservizi, ma molto più semplicemente sono le persone nominate dalla politica che vengono messe a capo della gestione di tali servizi che li rendono inefficienti. Per cui, si faccia pulizia e si dia spazio alla trasparenza, al merito e all’onestà e ad una gestione delle aziende dei servizi pubblici locali senza alcuno scopo privatistico e clientelare, solo in questa maniera tali servizi potranno essere veramente pubblici!