Emergenza sicurezza stradale: proposta di legge per Centri di guida sicura.

 guida-sicura-2La sicurezza stradale è ormai un’allarmante emergenza, per questo ho presentato una proposta di legge per l’istituzione di Centri per la Guida Sicura.

L’elevata incidentalità, che colpisce tristemente il nostro Paese, è provocata anche da comportamenti umani inadeguati ed impreparati che esercitano sempre maggiore influenza sul verificarsi e sulle conseguenze dell’incidente per cui occorre un’azione combinata nella risposta politica e normativa che includa anche misure formative e di perfezionamento.

In questo senso, il progetto di legge mira all’istituzione di Centri per la guida sicura al fine di preparare il conducente a tenere comportamenti corretti alla guida del veicolo in presenza di situazioni di rischio e di emergenza e di diffondere i principali movimenti tecnici di guida per il miglioramento della sicurezza stradale in dette condizioni.guida-sicura

In Italia da diversi anni sono in divenire corsi formativi per la guida sicura che non intendono sostituirsi alle scuole guida, ma si rivolgono a coloro che, già in possesso della patente di guida, vogliano associare la propria capacità di guida alla conoscenza del veicolo che conducono sia esso a due, a quattro o a più ruote, tramite le migliori tecniche, le attrezzature e l’esperienza degli istruttori con l’obiettivo di formare guidatori in grado di affrontare le più svariate situazioni di pericolo nel modo più sicuro per sè e per gli altri.

Occorre una regolamentazione chiara e una programmazione efficiente per cui abbiamo previsto che i Centri si rivolgano principalmente alle aziende che, nell’esercizio della propria attività, si servano di veicoli commerciali ed industriali, incentivando anche i conducenti di auto, moto, camper, furgoni e autobus.

guida-sicura-lainate-img-3-dataI Centri, che si intendono istituire, devono garantire il perfezionamento della capacità di guida attraverso corsi teorici e pratici che simulino anche situazioni di emergenza: per questo puntiamo alla presenza di un Centro in ogni Regione, specie per quelle a maggiore densità demografica, con la più uniforme distribuzione sul territorio nazionale, con la garanzia di appositi ispettori per la vigilanza sugli stardard di sicurezza. I corsi di guida sicura, invero, si realizzano spesso all’interno di circuiti, talvolta suddivisi in più aree, nelle quali è possibile riprodurre tutte le situazioni di pericolo, come il sottosterzo ed il sovrasterzo, la guida in condizioni di scarsa aderenza e l’aquaplaning, utilizzando tecnologie evolute quali resine a bassa aderenza applicate sull’asfalto, muri d’acqua che ricreano ostacoli “virtuali” e piastre per indurre l’improvvisa sbandata dei veicoli.

Per il miglioramento della sicurezza e occorre una regolamentazione chiara che offra strumenti tecnici per soddisfare i più elevati standard di sicurezza per raggiungere l’obiettivo della riduzione del numero degli incidenti che l’Europa e altri Paesi stanno attuando da tempo per cui la previsione di Centri per la guida sicura si rivela una delle misure indispensabili che costituiscono una parte importante del lavoro di prevenzione.

Gasdotto TAP: il Governo mente. Procedimento illegale!

Trans_Adriatic_PipelineSi torna a discutere del progetto del gasdotto Tap (Trans Adriatic Pipeline), ennesima opera inutile voluta dal Governo, perchè il Ministero dello Sviluppo Economico ha risposto a due mie interrogazioni (questa e questa)  Da tempo denuncio l’illegittimità e la gravissima illegalità tra le altre violazioni, il mancato rispetto del termine di inizio dei lavori, imposto dall’autorizzazione unica concessa.

L’autorizzazione deve essere considerata scaduta! Per questo, come avevamo denunciato già mesi fa, anche in Procura, dopo aver rifiutato la giustificazione che la Società Tap potesse decidere in autonomia come iniziare i lavori, non si possono considerare iniziati i lavori se solo si recinta una zona circa 100 metri, la si transenna con una rete plastificata e si appende un cartello con la scritta “area di cantiere”. Giorno 15 maggio, TAP ha messo le recinzioni ma non c’era nessuno a lavorare, così come non c’era nessuno anche giorno 16! Molti cittadini e giornalisti erano presenti e l’assenza delle attività di cantiere è documentata dai rapporti di Digos, Vigili Urbani e Carabinieri.

Il Ministero dello Sviluppo Economico pertanto afferma il falso! Anzi lo stesso Ministero dell’Ambiente in una nota aveva smentito il Ministero dello Sviluppo Economico che all’indomani del finto inizio dei lavori aveva sostenuto la regolarità del cantiere.

La risposta di oggi conferma i nostri peggiori timori sulla assoluta mancanza di legalità e trasparenza su quest’opera! E’ chiaro che tutta la questione è intrisa da malaffare visto che, secondo i magistrati della Procura di Milano, l’ex deputato comasco dell’Udc, Luca Volontè, ora indagato per corruzione e riciclaggio, avrebbe intascato una tangente da due milioni e 390mila euro data dal governo dell’Azerbaijan per sostenere le posizioni politiche dello Stato straniero dietro il pagamento di denaro e candidamente il governo ha ammesso di non essConcessione TAP scaduta (2)ere interessato a questa vicenda!.

Nel frattempo TAP sta pubblicizzando i finanziamenti, che ammontano fino a 25 mila euro ciascuno, da dare alle associazioni che hanno presentato progetti all’interno dell’iniziativa “TAp-Star” svelando che l’unico modo di procedere di cui sono capaci è volersi comprare il consenso dell’opinione pubblica come fossimo una colonia. Ringrazio i tanti cittadini attivi che non si vendono a TAP e che si battono per legalità e trasparenza vigilando costantemente mentre il Governo colpevolmente dorme!

Il Governo non ha risposto neanche in merito alle nostre preoccupazioni sul contesto Geopolitico instabile della Turchia, come non ha mai commentato la mancanza di diritti umani e civili nella dittatura dell’Azerbaijan. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha ammesso l’inizio dei lavori, ma in evidente violazione delle prescrizioni ante operam a tutt’oggi mancanti. In ogni caso non resta che dichiarare scaduta la concessione, comunicare all’Europa le violazioni commesse da TAP e bloccare l’opera!

Mobilità sostenibile: ancora nessun bando di finanziamento.

ambienteAncora promesse tradite dal Governo! Perchè dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, è seguito un sostanziale nulla di fatto!

Era prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’, per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti”.

Ma ad oggi non c’è stata alcuna pubblicazione del bando nè alcun finanziamento. Anzi, mentre si susseguono numerose le iniziative, come la recente Settimana europea della mobilità…in bicicletta, grazie all’impegno di associazioni come la Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB), l’azione del Governo e del Ministro Galletti è totalmente assente. biciclette

Ora chiediamo che il Ministro ci dica quando intenda provvedere alla pubblicazione del bando di finanziamento promesso perchè ormai la richiesta della popolazione è pressante ma inascoltata e numerosi sono gli Enti impegnati in politiche per la mobilità sostenibile che da tempo attendono un sostegno possibile anche grazie alla concreta attuazione di quanto previsto nel Collegato Ambiente.

Assenza di trasparenza e distorsione del mercato!

Renzi-ryanairIl twittatore seriale si risveglia dal torpore e ci racconta un’altra favoletta sull’abbassamento delle tasse. Nello specifico, l’argomento usato e’ stata la notizia che Ryanair avrebbe l’intenzione di investire un miliardo di euro per l’apertura di nuove rotte nel nostro Paese nel 2017. Come gli avvoltoi, Renzi si è tuffato immediatamente per prendersi meriti che, come sempre, non ha. E come sempre ha scaricato su “fantomatici” altri, responsabilità che attengono anche alla sua azione di Governo.

Andiamo per ordine.
Nel dicembre 2015 all’interno della legge di stabilità viene inserito dal Governo un emendamento che aumenta sui biglietti aereo la tassa relativa ai “diritti aeroportuali” di 2,50 euro per un importo di 184 milioni di euro all’anno fino al 2018 che contribuirà anche al finanziamento del Fondo Speciale Trasporto Aereo.

Su questo specifico aspetto, Renzi mentendo afferma che il suo Governo paga per scelte fatte da altri. Dimentica, però, di dire che tale decisione fu assunta dal Governo del Pd a guida “Enrico Letta” con l’approvazione del decreto “Destinazione Italia” del febbraio 2014, e che tale legge fu approvata dalla stessa maggioranza che ora lo sostiene e che, in questi 2 anni ed oltre, avrebbe potuto intervenire scongiurandone l’aumento.ryanair675

In seguito a tale decisione, forti malumori si levarono all’interno del mondo del trasporto aereo, ed in particolare, Ryanair minacciò strumentalmente la chiusura di Pescara, Alghero e la riduzione di altre tratte (le indagini di diverse Procure e della Guardia di Finanza su illeciti finanziamenti pubblici hanno certamente più peso nelle strategie dell’azienda) ed in seguito a queste forti prese di posizione, e nonostante il Governo avesse più volte dichiarato che non ci fossero i margini per l’abbassamento dei diritti aeroportuali, il Governo italiano smentisce se stesso perché, a seguito di un incontro privato del ministro Delrio con i vertici di Ryanair, nel Decreto Enti Locali approvato a fine luglio, sospende l’aumento dell’addizionale per soli 4 mesi, dal 1 settembre al 31 dicembre 2016 invece di annullarlo definitivamente come racconta di aver fatto oggi.

Nulla sappiamo di come il Governo voglia recuperare i fondi per il 2017-18, ne’ a chi potenzialmente ha tolto i 60 milioni per i 4 mesi in cui l’aumento di 2,5 euro della tassa è stata “congelato” per il 2016.

Quindi, ricapitoliamo: prima aumenta le tasse, poi le “sospende temporaneamente per 4 mesi” dicendo che le ha annullate, e nulla dice su come coprire le restanti somme necessarie al Fondo trasporto aereo.

Intanto i lavoratori del comparto esultano. Governatori regionali e gestori aeroportuali plaudono all’iniziativa, dimenticando che un trasporto aereo inefficiente sono costi che gli italiani pagano ingiustamente e in maniera occulta!

Infatti, per riuscire ad ottenere questa mossa di marketing pubblicitario per il Governo e per una specifica compagnia aerea, il Nostro smemorato Presidente del Consiglio omette, come sempre, di dire che Ryanair ha preteso ed ottenuto la modifica delle linee guida aeroportuali sugli incentivi pubblici in modo da calpestare le norme di trasparenza e corretta concorrenza in conformità alle disposizioni contenute sia nella normativa italiana che in quella comunitaria.

Le stesse linee guide erano state approvate ad ottobre 2014 dal Ministro Lupi e quindi, dal suo Governo, e a distanza di meno di due anni vengono stravolte, su specifica richiesta proprio di Ryanair che non ha mai fatto mistero della sua contrarietà alle precedenti disposizione!

Ora che il Governo, accorgendosi di avere scritto male un provvedimento, intervenga per correggerlo sarebbe un atto dovuto e necessario, ma che le regole scritte per favorire lo sviluppo di tutto il sistema aeroportuale italiano vengano aggiornate per favorire lo sviluppo commerciale dell’azienda privata che più di altri ha usufruito di sostanziosi incentivi economici, in particolare modo in Italia, determinando di fatto la nascita e crescita di un mercato poco efficace ed a discapito della collettività, probabilmente aggirando le norme europee e mandando l’Italia in procedura di infrazione (con sanzioni che pagheranno tutti i cittadini italiani), ci lascia assolutamente interdetti.

Per queste ragioni, oltre a rispedire al mittente le bugie seriali di Renzi, ci attiveremo nelle sedi preposte (Ente Nazionale Aviazione Civile, Autorità Regolazione Trasporti, Commissione Europea) per controllare e valutare ogni passaggio dovuto alle scelte del Governo che agisce, come sempre, su pressione di lobby e diventando lo zerbino di aziende private i cui interessi evidentemente non coincidono necessariamente con quelli degli italiani!

Risorse sbloccate dal CIPE: sono vecchie, nulla di nuovo!

cipeAncora dall’ultima seduta del Consiglio dei Ministri sono arrivati annunci e balletti di cifre a tanti zeri: ma è l’ennesimo teatro inscenato da questo Governo. La vera sostanza di quanto deliberato dal CIPE non è altro che il finanziamento di vecchi stanziamenti solo ora effettivo.

Sulla sicurezza ferroviaria siamo alle solite, per aree metropolitane e linee regionali solo 381 milioni che peraltro andranno su nodi della Rete ferroviaria italiana e non certo su linee delle ferrovie concesse! E restano sempre solo briciole! Non c’è stata nessuna elargizione di nuove somme ma si tratta delle stesse di cui si è già parlato negli scorsi mesi!.

Ma quale “cura del ferro”? Siamo sempre lì, nessuna magica moltiplicazione di risorse, ma si tratta di quelle vecchie e stravecchie. Nessun magico elenco di nuove opere o nuove priorità, ma le stesse prima magari già previste nella legge obiettivo con risorse già allocate per alcuni lotti o per progetti preliminaridelrio

Nulla di nulla sotto il sole: i soldi dati a Rfi sono quelli visti in Commissione e la parte relativa a metropolitane e Regioni riguardano adeguamenti nei nodi e nelle stazioni dove arriva Rfi con più alto traffico (Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Napoli, Bari,…)

Sud” e“Mezzogiorno” non sono etichette da incollare ad inutili annunci! Anzi, per la Puglia, assistiamo ad un dimezzamento delle risorse rispetto all’anno scorso e non c’è traccia del supplemento da 1,3 milioni annunciato per affrontare gli specifici problemi pugliesi. Si provveda a stanziare tutte le risorse necessarie, specie sul fronte della sicurezza, mettendo da parte opere inutili.

Bike sharing a Lecce: il Comune vuole azzerare tutto. Che fine hanno fatto i finanziamenti già ottenuti?

bike sharing lecce tratta da laltrapagina.itL’assenza di una visione politica in tema di ambiente e di mobilità sostenibile è ormai una costante del Governo nazionale e di troppi Comuni. Ma sperperare i finanziamenti pubblici statali ed europei stanziati per il progetto di “Bike Sharing” del Comune di Lecce fin dal 2009 è una vergogna!

Abbiamo fatto di tutto per sollevare la massima attenzione su quanto stava accadendo: mesi di malfunzionamenti, sospensioni del servizio, enormi difficoltà nel reperire le tessere magnetiche per l’utilizzo delle bici. Dopo l’interrogazione in Parlamento, rimasta senza risposta, abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti perchè la magistratura competente accertasse le responsabilità dei soggetti coinvolti e le irregolarità nella gestione del denaro pubblico.

In questa stagione il servizio sarebbe dovuto esser perfettamente funzionante per sostenere il turismo nella bella città di Lecce, invece è tutto fermo e ora giunge la notizia della volontà del Comune di azzerare tutto e ripartire a settembre con un nuovo bando per riaffidare il serviziobike-sharing-lecce

E le risorse usate finora dove sono finite? Il Comune non può utilizzare i finanziamenti pubblici come cosa propria ma deve risponderne ai cittadini! Occorre accertare che fine abbiano fatto e come siano stati utilizzati i finanziamenti statali ricevuti che ammonterebbero a ben 1.142.850 euro per la mobilità sostenibile, di cui 250.000 euro per alcune stazioni, oltre 339.295 euro come primo finanziamento.

Si vuole sostenere il turismo della città o lo si vuole affossare? Si vuole promuovere una politica di mobilità sostenibile o si vuole solo sventolare una bandierina in tempo di campagna elettorale? Trasparenza e legalità subito!

Passaggi a livello aperti durante il transito dei convogli: situazione inaccettabile!

Ormai da tempo denunciamo in Parlamentopassaggi a livello aperti  il problema del gravissimo malfunzionamento di numerosi passaggi a livello senza alcuna risposta del Ministro Delrio e di chi è tenuto a vigilare.

Ogni giorno tocca ad un altro treno delle Ferrovie Sud Est e il passaggio a livello incustodito è ora quello tra Martina Franca e Locorotondo, oppure quello tra Bitonto e Santo Spirito. Si tratta di situazione gravissima che crea pericolo e panico, spesso provoca collisioni tra autovetture e treni ed è inaccettabile non intervenire ancora sulla sicurezza dopo il drammatico disastro ferroviario di Andria-Corato.

Il Governo spende milioni per opere inutili, quando noi chiediamo di adottare un piano di sostituzione dei passaggi a livello con cavalcavia e sottopassi al fine di diminuire il rischio di incidenti e i disagi per la cittadinanza evidenziando i costi e la programmazione gli interventiAbbiamo già proposto che queste reti siano poste subito sotto il controllo dell’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria e che il Governo finanzi immediatamente tutti gli interventi per innalzare il livello di sicurezza agli standard nazionali.

Dopo i proclami del Ministro all’indomani del dramma di Andria con annunci mirabolanti di miliardi stanziati, non si vede un provvedimento reale con tali risorse stanziate, ma solo nuovi annunci che riguardano sempre le stesse risorse già vecchie. passaggi a livello aperti 2

Speriamo che il passaggio della società FSE alle Ferrovie dello Stato italiano possa offrire una soluzione, anche se pure sulla rete ferroviaria italiana, dove transitano i treni di Trenitalia, ci sono problemi di sicurezza, confermando i nostri timori che le risorse stanziate non siano sufficienti.

Firmato il protocollo per la Ciclovia dell’Acquedotto

ciclovia-dellacqua-1024x680Vi ricordate il mio emendamento approvato in Legge di Stabilità 2016 e che finanziata la Ciclovia dell’Acquedotto?

L’emendamento approvato ha l’obiettivo di realizzare una politica più concreta per una mobilità sostenibile, interconnessa e più sicura, che stanziava risorse per le ciclovie italiane (compresa quella dell’Acquedotto, detta anche “ciclovia dell’Acqua”)  pari a 91 milioni di euro in tre anni.

La novità sta nel fatto che recentemente – e possiamo dire anche finalmente – è stato firmato l’atteso protocollo d’intesa fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e ben otto Regioni coinvolte per la progettazione e realizzazione, da Nord a Sud, delle prime ciclovie turistiche e urbane in Italia tra cui anche quella dell’Acqua.

73d7edd1405081e5433c41d9ad2ee18c_XLLa ciclovia dell’Acqua è un percorso di circa 500 chilometri. Il tracciato è stato già individuato all’interno del progetto di cooperazione internazionale  d’intesa con la Fiab, titolare del marchio Bicitalia ed è diventata variante pugliese dell’itinerario n. 11 (“Ciclovia degli Appennini”) della rete ciclabile Bicitalia. Attraversa 3 regioni, Campania, Basilicata e Puglia e numerosi comuni che vanno da Caposele, in provincia di Avellino, a Santa Maria di Leuca nel sud del salento e tacco d’italia.

Il protocollo prevede impegni da parte dello Stato e Regioni. Lo Stato deve attuare, attraverso i Ministeri, alcune procedure: Il MIT ha il compito del riconoscimento delle ciclovie nella pianificazione nazionale delle infrastrutture prioritarie, definire gli standard e i requisiti minimi, analizzare il progetto definitivo ed esecutivo. Il MIBACT deve verificare la valorizzazione territoriale e l’attrattività culturale e turistica dei percorsi, promuovere le ciclovie in ambito turistico e culturale. MIT E MIBACT provvedono all’assegnazione delle risorse necessarie alla predisposizione del progetto di fattibilità e alla ripartizione delle risorse per la realizzazione. Reperire eventuali ulteriori finanziamenti, anche in sede europea.

ciclovia acquaLe Regioni invece dovranno inserire il progetto nelle pianificazioni e programmazioni territoriali di competenza e integrati con altri percorsi regionali. La Regione Capofila deve coordinare tutte le attività volte alla progettazione unitaria della ciclovia e individuare il soggetto attuatore degli interventi, quindi trasmettere al MIT gli atti per finanziare la progettazione e la realizzazione.

Il Cronoprogramma che durerà 3 anni prevede nel 2016 la sottoscrizione dei protocolli e ilrici castel del monte finanziamento delle progettazioni. La seconda fase avverrà nel 2017 e prevede la progettazione dei tracciati, gli accordi di programma con gli enti locali interessati dai percorsi, le prime gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura dei nuovi cantieri. La terza fase, nel 2018, prevede la chiusura dei primi cantieri, le restanti gare per la realizzazione delle ciclovie e l’apertura e chiusura degli ultimi cantieri.

euroveloGrazie al Movimento 5 Stelle il sud non è stato dimenticato come aveva fatto la prima e maldestra proposta del Governo Renzi che escludeva la ciclovia dell’Acqua e quindi ora la Campania, la Basilicata e la Puglia avranno la loro ciclovia di qualità ma per noi del M5S non basta. Tantissimo si può e si deve ancora fare, basta guardare la mappa di quante zone nel sud, soprattutto in Puglia, sono interessate dalla straordinaria proposta della FIAB di costituire una rete Bicitalia. La nostra bella regione Puglia è interessata dalla Ciclovia Francigena che fa parte della Euro Velo – la rete cicloturistica europea – e che unirebbe moltissimi territori in un percorso di ben 1800 km da Como fino Brindisi. Poi vi sono anche la Ciclovia dei Tre Mari che andrebbe da Otranto in Puglia a Sapri in Campania toccando i Mari Tirreno, Jonio e Adriatico in un percorso di 400 km circa, e la Ciclovia Adriatica, un percorso di 1300 km che da Trieste giungerebbe fino a Leuca. Una grande opportunità di promuovere una mobilità sostenibile e coniugare un turismo green e di qualità grazie allo splendore dei territori pugliesi. Una potenzialità ignorata fino ad ora da tutte le amministrazioni interessate ma che troverà finalmente la sua realizzazione con il M5S.

Sicurezza Ferroviaria sulle tratte Regionali: interpellanza urgente al Ministro.

174616421-925e46e7-0d1d-451a-b8ff-e631e7bc8ce5La sicurezza ferroviaria sulle tratte regionali entra nel vivo in Parlamento dove il Movimento 5 Stelle sta proponendo soluzioni e contestualmente con la mia l’interpellanza urgente di Venerdì 29 luglio chiediamo come si pone il Governo in merito a precisi interventi non più rinviabili.

La certezza di avere una efficiente sicurezza sulle tratte ferroviarie regionali impone immediati interventi al fine di non ripetere mai più quello che è successo sulla tratta ferroviaria tra Andria e Corato. Le disposizioni europee che l’Italia dovrà recepire entro il giugno del 2019 stabiliscono che anche le reti ferroviarie locali e regionali, oggi escluse dalla competenza dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria e dagli standard di sicurezza nazionali ed europei, possano beneficiare degli stessi controlli e verifiche. Non possiamo attendere così tanto tempo per recepirle nell’ordinamento italiano, occorre farlo subito e per questo chiediamo al Ministro se intenda farlo entro il 2016.

Inoltre il M5S ha già fatto richiesta espressa di effettuare una immediata ricognizioneferrovie-150317141402 delle condizioni in cui versano le linee “minori al fine di rendere pubblico e accessibile la reale situazione sulle tratte ferroviarie e per questo, venerdì il Ministro dovrà risponderci su quale sia la posizione del Governo. La sicurezza ferroviaria deve essere garantita e certificata e non è più rinviabile, vogliamo sapere da Delrio come intende coinvolgere RFI e se sono previsti poteri sostitutivi per quegli enti e quei gestori che non utilizzano risorse per adeguamento sicurezza.

Il Ministro Delrio ha recentemente dichiarato che sono previsti fondi per diversi miliardi destinati alle opere e alla manutenzione che beneficiano di risorse che, a seguito allo Sblocca Italia, attingono anche dal fondo revoche delle opere non cantierizzate. Vorremmo capire esattamente a quali fondi Delrio si riferisce per la manutenzione ordinaria e straordinaria, per il raddoppio dei binari unici, per l’adeguamento agli standard di sicurezza, su quali reti specifiche e attraverso quali atti sono stati destinati, domande al quale Delrio sarà costretto a rispondere venerdì perché ogni volta che il Governo Renzi parla di investimenti, si assiste ad un autentico circo a tre piste e non vorremmo che anche in questo caso a parole dette non corrispondano i fatti. Ma non solo, perché vogliamo sapere anche in che maniera il Ministro possa garantire la trasparenza e la pubblicità di tali finanziamenti.

Treni-Puglia-la-sicurezza-ferroviaria-tra-pubblico-e-privatoInfine, il Governo deve rimuovere tutti i problemi che impediscono di assicurare alla Giustizia i responsabili dei disastri ferroviari perché il rischio della prescrizione dei reati non solo rappresenta una beffa per tutte le famiglie che non otterranno mai giustizia, ma anche un’offesa per l’Italia intera e al Governo chiediamo proprio di sopprimere la prescrizione affinché nei casi di disastro ferroviario si possa offrire un iter certo e tempestivo della giustizia. Delrio dovrà dimostrare che le parole diventeranno fatti perché l’Italia e gli italiani non possono esser più presi in giro mentre ogni giorno a migliaia di pendolari che circolano sulle tratte regionali non viene garantito lo stesso standard di sicurezza che vige sulle tratte nazionali.

Sicurezza Ferroviaria: approvati impegni all’unanimità alla Camera.

Il testo del provvedimento

Il testo del provvedimento

Il 27 luglio 2016 è stata approvata in Commissione Trasporti alla Camera una risoluzione unitaria per la sicurezza ferroviaria sulle reti regionali. Nel provvedimento approvato, impegniamo il Governo a prendere finalmente provvedimenti seri e immediati sulla sicurezza ferroviaria regionale,  decisivo è stato il nostro contributo. Nel testo, molti impegni fondamentali, per far si che quello che purtroppo è accaduto tra Andria e Corato, non si ripeta mai più, sono nostre proposte!

Per prima cosa è stata recepita la nostra proposta che impone al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture di effettuare una ricognizione precisa per avere una chiara situazione delle tratte non ancora coperte da sistemi di sicurezza più moderni, impegnando anche Governo e le Regioni affinché provvedano al più presto di dotare le tratte regionali con servizi di sicurezza con gli stessi standard della rete nazionale.

Il secondo contributo del M5S è quello per cui abbiamo impegnato il Governo a finanziare gli interventi di adeguamento per la sicurezza delle reti ferroviarie regionali, coinvolgendo anche la Rete Ferroviaria Italiana, società del gruppo Ferrovie dello Stato, che ha competenze e risorse, con lo scopo di portare a compimento tali interventi. La vigilanza degli interventi sarà sottoposta alla competenza dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria.

L’ultima nostra proposta recepita da tutte le altre forze politiche è quella di assicurare agli enti locali (Regioni, Province e Comuni) e alle aziende di trasporto pubblico locale le risorse necessarie per effettuare gli adeguamenti su infrastrutture e mezzi attraverso un adeguata dotazione finanziaria attraverso il fondo nazionale per il trasporto pubblico locale in cui finora ogni anno mancano 1 miliardo e mezzo a fronte di una dotazione di 5 miliardi.

1396121074-nuovi-tagli-alla-ferrovia-in-provincia-di-ragusaCon nostro enorme dispiacere, non è stato tecnicamente possibile inserire l’impegno che avevamo  proposto per escludere la prescrizione nei processi che vedono gli imputati accusati di disastro e strage ferroviari, ma porteremo presto in assemblea plenaria della Camera dei Deputati, la discussione di questo argomento su cui il Governo tarda a impegnarsi seriamente come ci ricorda il processo per la strage di Viareggio del 2009 perché in questi casi è necessario accertare la verità e assicurare i responsabili alla giustizia.

La maggioranza ha dovuto considerare le nostre proposte frutto di studio e di buon senso e il nostro impegno su questa vicenda è continuo come dimostra l’interpellanza di Venerdi alle 9.30 in aula proprio sulla sicurezza ferroviaria delle tratte regionali.