Proposta di legge: semplificare posteggio delle biciclette negli spazi condominiali.

Su Rosseau trovi la mia proposta di legge per favorire la diffusione e l’accessibilità dell’uso delle biciclette con l’obiettivo di ridurre il traffico e i tempi di percorrenza e di promuovere una mobilità davvero sostenibile. Riteniamo imprescindibile la tutela della salute di tutti i cittadini (lo smog è responsabile in Italia di oltre 8.000 morti!) e limitare lo sfruttamento delle risorse naturali.

Per realizzare questa visione di mobilità è necessario aumentare l’uso della bicicletta in ambito urbano per gli spostamenti quotidiano. Purtroppo troppo spesso viene impiegata soltanto durante le passeggiate domenicali anche perché non è sempre di immediatamente disponibile (per paura del furto la chiudiamo nei garage). Per questo ho pensato che avere la bici all’interno dei cortili condominiali o degli altri spazi comuni adeguatamente adibiti sarebbe di grandissimo aiuto!

Spesso però questi interventi sono ostacolati da alcuni condomini che pensano che le biciclette causino sporcizia, alterino il decoro del condominio e siano di intralcio.

Per queste ragioni con la proposta di legge modifichiamo il codice civile nella parte relativa al condominio per semplificare e facilitare la decisione di adibire gli spazi comuni al posteggio delle biciclette come già accade con quelle per l’efficientamento energetico, l’eliminazione delle barriere architettoniche!

Con la nostra proposta potremo moltiplicare i cittadini che scelgono di usare la bici avendola disponibile sotto casa e al sicuro!

Fatemi sapere cosa ne pensate e commentate questa proposta per aiutarci anche a migliorarla.

Leggi qui la scheda di sintesi.

Proposta di legge: diritto al libero accesso alle informazioni pubbliche.

Su Rousseau trovi la mia proposta di legge che rende finalmente possibile il diritto dei cittadini ad avere libero accesso alle informazioni di interesse pubblico!
Una delle nostre stelle è la trasparenza amministrativa perché consente di realizzare i valori della democrazia e dell’uguaglianza.
Le riforme volute dai Governi su questa materia contengono ancora troppe eccezioni e troppe limitazioni al diritto alla conoscenza dei cittadini che vogliono esser liberi ed informati.
La richiesta di una legge per una trasparenza maggiore della pubblica amministrazione è venuta dalla società civile che dal basso ha elaborato la campagna di informazione e il progetto Foia4Italy che però non è stato ancora completamente recepito nonostante le promesse di Renzi e del PD!
Abbiamo il diritto di esser informati sui regali e sugli omaggi destinati agli amministratori pubblici, sui conflitti di interessi e sulle ipotesi di incompatibilità dei membri del Governo e degli altri amministratori pubblici!
Abbiamo il diritto di conoscere lo stato di manutenzione delle scuole, degli ospedali, dei tribunali!
Abbiamo il diritto di essere informati con trasparenza sulle grandi opere, come l’alta velocità Torino Lione, i gasdotti come il Tap, il Mose, l’Expo!
Con la nostra proposta rendiamo tutto questo possibile e aggiungiamo sanzioni per chi si oppone alla trasparenza assoluta!
Fateci sapere cosa ne pensate e commentate anche voi la nostra proposta per aiutarci anche a migliorarla.

Leggi qui le scheda di sintesi

La Corte costituzionale boccia la Riforma Madia anche sul divieto di assunzione a tempo indeterminato: dimissioni del Ministro e tutela dei lavoratori!

ferrovie-sud-est-696x547Le schiforme fatte e volute dal Governo continuano non solo ad ignorare i bisogni dei cittadini ma anche a complicare la loro affannosa ricerca di un lavoro stabile e dignitoso considerata vicenda che ha visto necessaria una modifica della selezione pubblica indetta da Ferrovie Sud Est da assunzioni a tempo indeterminato in assunzioni a tempo determinato per adeguarsi al divieto introdotto dalla riforma Madia in base alla quale non è possibile al momento per le società a controllo pubblico procedere a nuove assunzioni a tempo indeterminato.

logo-corte-costituzionaleSi tratta di una riforma aberrante e per questo su molti aspetti bocciata dalla Corte Costituzionale perché l’arroganza dei Governi PD induce ad errori gravissimi quanto grossolani, come quello di prevedere solamente un mero parere della Conferenza Stato-Regioni escludendo quindi la partecipazione degli altri enti istituzionali quando invece deve esser raggiunta una vera e propria intesa a garanzia di condivisione, collaborazione e lealtà istituzionale.

La Corte costituzionale conferma l’incapacità dei Governi a guida PD: Renzi o Gentiloni, che ne è la fotocopia nulla cambia, come è anche evidente dalla nomina dell’On. Madia a Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione quasi che collezionare il maggior numero di dichiarazioni di incostituzionalità per le sue riforme sia un vanto! 

In un Paese normale dopo la sentenza ci sarebbero state le doverose dimissioni della Madia! 

Noi, in attesa di andare al Governo di questo Paese per tutelare gli interessi dei cittadini, intanto ci assumiamo la responsabilità di garantire i lavoratori e la loro stabilità. Per questo abbiamo interrogato il Governo: pretendiamo di sapere quali iniziative il Governo assumerà in merito alla selezione delle Ferrovie del Sud Est e dalle altre società a controllo pubblico nelle medesime condizioni!

Il Governo tutela i conflitti di interessi: anche nelle competizioni sportive su strada!


schermata-2017-01-09-alle-19-39-09Ormai
sappiamo che il Governo è l’incarnazione stessa del conflitto di interessi che dilaga in ogni settore, dal gioco d’azzardo alle trivellazioni petrolifere, ma abbiamo scoperto che anche nella disciplina delle competizioni sportive la musica è sempre la stessa!

L’ACI, l’Automobile Club d’Italia, a livello locale esprime gli interessi di operatori attivi nel mercato dell’organizzazione di eventi sportivi automobilistici, essendo tra essi il soggetto più grande e capillare in tale attività. Il codice della strada impone una serie di autorizzazioni per garantire la sicurezza di queste manifestazioni sportive; tuttavia il ruolo di ente autorizzatore è attribuito proprio ad ACI, in qualità di Federazione Sportiva Nazionale.aci

È evidente quindi che l’ACI ha un doppio problema: da una parte è l’ente che autorizza le manifestazioni che organizza, d’altra parte è l’ente cui devono rivolgersi i suoi concorrenti per avere le autorizzazioni per eventi sportivi.

Anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dubita della terzietà e dell’imparzialità dell’ACI e per questo ha inviato al Governo, al Parlamento e al Ministro Delrio una segnalazione che evidenzia il rischio di falsare il gioco della libera e corretta concorrenza!

Non deve esser possibile attribuire al medesimo soggetto il potere di autorizzare eventi concorrenti a quelli che esso stesso organizza a livello locale: è chiaro l’ingiustificato vantaggio concorrenziale!

Ho presentato una interrogazione per sapere le intenzioni del Governo in proposito!

Speriamo non faccia orecchie da mercante, come nella vicenda della multa da 3 milioni di euro ad ACI per il rincaro del bollo auto se pagato con carta di credito!

sticchi-daminaniQuello scandalo già avrebbe dovuto comportare la decadenza del vertice di ACI, il Presidente Sticchi Damiani, e ora chiediamo che il Governo intervenga per eliminare questo meccanismo in modo da tutelare la libera, corretta e trasparente concorrenza! Non vogliamo rischiare una procedura di infrazione europea a carico dello Stato italiano che poi si traduca in una multa che pagheranno i cittadini!

Car sharing tra privati: presentata una legge per la sua promozione!

Car2go Rome carsharingPer incentivare la mobilità sostenibile, un validissimo strumento che intendiamo sostenere è il car sharing tra privati. Per questo abbiamo presentato una legge per la definizione e la promozione del car sharing tra privati per garantire chiarezza e promuovere le iniziative che già tanti privati cittadini stanno spontaneamente realizzando.

I problemi della mobilità infatti si risolvono con un sapiente mix di promozione della mobilità a piedi e in bici, del TPL, del car sharing e bike sharing, del car pooling. La crisi economica e le nuove piattaforme digitali, hanno fatto emergere nuovi modelli più efficienti di comportamento.

La “sharing economy” permette di condividere un bene il cui possesso è formalmente di un singolo soggetto, ma nella disponibilità di più persone in funzione delle necessità di altri soggetti che piattaforme digitali possono contribuire a mettere in contatto in forma organizzata.

Nell’era della sharing economy, il possesso e l’uso esclusivo  di qualcosa lascia velocemente il passo alla sua condivisione. Oltre al costo per l’acquisto, la manutenzione di un’auto comporta un impegno economico rilevante, calcolato in oltre 3.000 euro l’anno e a questo si aggiunge l’inaccettabile inefficienza del servizio di trasporto pubblico locale, oggi drammaticamente inadeguato per le esigenze di mobilità dei cittadini, contrariamente a quanto accade in altri Paesi Europei, anche a causa dei continui tagli disposti dagli ultimi Governi.car-sharing

La collaborazione e la condivisione sono invece un’ottima alternativa per contribuire a soddisfare il diritto alla mobilità quotidiana con costi eccessivi. Il car sharing tra privati consentirebbe a coloro che usufruiscono dell’automobile altrui l’eliminazione dei costi connessi al possesso di un’autovettura con il pagamento di  tariffe chiare e trasparenti, mentre, a coloro che la mettono in condivisione, permetterebbe di ammortizzarne i costi di gestione, senza poterne fare un’attività professionale.

Il car sharing attualmente presente in alcune città ha almeno 4 limitazioni: riguarda soltanto poche aree metropolitane, interessa esclusivamente nelle zone centrali di tali città e tipicamente la flotta di veicoli a disposizione è molto limitata rispetto al parco circolante e appartiene ad un’azienda.

La nostra legge ha l’obiettivo di rendere questo strumento accessibili a tutti, in maniera capillarmente diffusa sul territorio nazionale: dare una normativa stabile sul tema permette di sviluppare soluzioni assicurative coerenti e consentire la promozione delle piattaforme digitali che consentono questa pratica. Infine, a livello urbano, la legge prevede una minore occupazione degli spazi per la sosta conseguente al maggior utilizzo medio dei veicoli e una riduzione della congestione delle arterie stradali a causa della maggior disponibilità di parcheggi.

Reclutamento macchinisti del settore cargo: chiarezza e trasparenza su procedure e condizioni di lavoro!

trenitaliaSi è diffusa la notizia secondo la quale Trenitalia, a mezzo della “Direzione per il Trasporto Regionale”, starebbe reclutando, a fini di assunzione, macchinisti del settore cargo, già formati a tal fine da imprese ferroviarie private, per questo è necessario assicurare la massima trasparenza sulle procedure e garantire le migliori condizioni per i lavoratori interessanti.

Al momento tuttavia risulterebbe che la procedura sia priva delle necessarie forme di pubblicità e trasparenza, non essendoci stata la pubblicazione di un apposito bando! Ferrovie dello Stato Italiano e le società controllate, sono ancora aziende pubbliche al 100% e, dal un lato, bisogna escludere che ci sia stata una condotta lesiva della concorrenza e del mercato per abuso di posizione dominante, che rischierebbe di danneggiare le imprese private che denunciano la perdita del proprio personale qualificato con compromissione dei servizi offerti, dall’altra garantire ai lavoratori di poter essere assunti liberamente da qualunque azienda del settore alle migliori condizioni professionali!

Per questi motivi abbiamo presentato un’interrogazione al Governo. E’ necessario assicurare che due esigenze primarie siano garantite: le migliori condizioni di lavoro con un adeguato contratto collettivo e al contempo, sia tutelato un settore come il mercato del trasporto merci, attraversato da anni di profonda crisi e di recente in modesta crescita ma dalle enormi potenzialità. trenicargo

Su questo tema non possono esserci opacità per questo abbiamo presentato un’interrogazione: vogliamo che il Governo risponda e precisi le esigenze del Gruppo Ferrovie dello Stato nel settore cargo, specificando la sussistenza di esuberi, le condizioni di lavoro garantite, il relativo contratto collettivo applicato, e chiarisca come intende intervenire per ripristinare la pubblicità e la trasparenza delle procedure di selezione e per tutelare il trasporto ferroviario delle merci.

Porto di Taranto: nomina di Sergio Prete. Intervento in Commissione

porto-di-tarantoSiamo qui oggi chiamati a discutere in merito alla proposta di nomina di Sergio Prete a presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio.

Siamo qui oggi a resistere al prevedibile effetto di una riforma portuale aberrante che legittima poteri di nomina accentrati e privi di trasparenza – e questo lo avevamo già denunciato in Parlamento e ora lo vediamo chiaramente alla prova dei fatti – e ad imporre la prevalenza di criteri meritocratici e pubblici nella scelta di coloro che sono chiamati a gestire la cosa pubblica.

Infatti quella di oggi è una proposta per noi inaccettabile.

L’ennesima proposta inaccettabile di un Governo che fra numerosi cittadini professionisti onesti, liberi e capaci, non manca neanche un’occasione per proporre nomi già noti nell’entourage politico – ma soltanto questo, di per sé, potrebbe non essere un male, se non fosse che – questi nomi troppo spesso brillano non per curricula di esperti ma per i fallimenti conseguiti nella gestione della cosa pubblica.

Questa volta il Ministro Delrio ha proposto la nomina di Sergio Prete alla guida dell’Autorità di Sistema Portuale di Taranto. Prete che è Presidente dell’Autorità portuale a Taranto dal 11 Giugno 2011 e dal 17 febbraio 2012 è anche Commissario del Porto.

Bene, questa volta i fallimenti nella gestione sono stati accertati e certificati direttamente dalla Corte dei Conti europea!

diego in aulaSi perchè, oltre ad esser stati bacchettati per gli investimenti nei porti e per i ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, la Corte ha criticato aspramente proprio la gestione del Porto di Taranto. Numerosi sono i fallimenti di gestione: la lentezza nel completamento dei progetti e dei lavori come il collegamento ferroviario alla rete ferroviaria nazionale e la bonifica di terreni; la sottoutilizzazione del Porto a causa dell’affidamento ad un armatore che ha preferito concentrarsi nel Pireo. La Corte ha addirittura evidenziato che per Taranto, a causa della errata comunicazione dell’Autorità portuale, la capacità disponibile effettiva per i container è superiore a quanto indicato dall’autorità portuale.

Come è possibile prescindere da ciò? Quale sprovveduto farebbe gestire i propri bene a chi abbia conseguito un tale fallimento?

sergio-prete-289x300Noi teniamo ad una gestione efficiente delle autorità portuali e nel caso specifico del Porto di Taranto. Vorremmo vedere i frutti del mezzo miliardo di investimenti che in questo ultimo decennio hanno interessato il porto. In questa sede, dovrebbe essere preoccupazione di tutti, colleghi, proteggere le capacità portuali. Noi intendiamo con questa dichiarazione da una parte lanciare un messaggio al Ministro Delrio per auspicare un ripensamento del metodo di nomina adottato, e dall’altra impedire che le realtà portuali vengano contemporaneamente piegate ai ricatti delle grandi industrie, spesso inquinanti, e che siano gestite ancora da chi ha contribuito a creare le difficoltà del settore portuale.

Pertanto, il voto del Movimento 5 Stelle è contrario.

Nomine alle Autorità di sistema portuali: nessuna trasparenza. Nomina di Prete a Taranto è assurda!

porto-tarantoIn Commissione Trasporti alla Camera siamo tornati a discutere sul metodo di selezione dei curricula e anche sulla specifica nomina di Sergio Prete a presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio.

Lo sapevamo già da mesi che ci saremmo imbattuti in proposte inaccettabili da parte del Governo perché, fin dalla discussione in aula di questa aberrante riforma portuale, avevamo denunciato che così si accentrano i poteri di nomina e si legittimava l’assenza di trasparenza cancellando ogni criterio meritocratico nella scelta di coloro che sono chiamati a gestire la cosa pubblica, per di più in settori strategici come quello portuale.sergio-prete

Infatti oggi, quel metodo sbagliato genera una proposta che ci trova assolutamente contrari. Prete, infatti, è Presidente dell’Autorità portuale a Taranto dal 11 Giugno 2011 e dal 17 febbraio 2012 è anche Commissario del Porto, ma in questo tempo ha collezionato solo fallimenti nella gestione sono stati accertati e certificati direttamente dalla Corte dei Conti europea!

Si tratta di ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, lentezza nel completamento dei progetti e dei lavori come il collegamento ferroviario alla rete ferroviaria nazionale e la bonifica di terreni e ancora la sottoutilizzazione del Porto a causa dell’affidamento ad un armatore che ha preferito concentrarsi nel Pireo, errata comunicazione dell’Autorità portuale sulla capacità disponibile effettiva per i container.

Vorremmo vedere i frutti del mezzo miliardo di investimenti che in questo ultimo decennio hanno interessato il porto. Dovrebbe essere preoccupazione di tutti, proteggere le capacità portuali. Noi intendiamo da una parte lanciare un messaggio al Ministro Delrio per auspicare un ripensamento del metodo di nomina adottato, e dall’altra impedire che le realtà portuali vengano contemporaneamente piegate ai ricatti delle grandi industrie, spesso inquinanti, e che siano gestite ancora da chi ha contribuito a creare le difficoltà del settore portuale.corte-dei-conti-europea

Per noi impensabile affidare la presidenza di un’Autorità tanto importante a chi ha contribuito a causare i problemi e le difficoltà che oggi vive il Porto. Per questo vogliamo nomi competenti e presentabili, proposti in modo trasparente!

Mobilità ciclabile: il Governo metta tutte le risorse necessarie!

downloadDopo una lunga attesa e la nostra interrogazione è stato pubblicato il bando di finanziamento per la mobilità sostenibile. 

Dopo aver sbandierato l’approvazione del c.d. Collegato Ambiente che prevede misure per la tutela della natura e dello sviluppo sostenibile, ci aspettiamo un impegno serio dal Governo!

E’ prevista la realizzazione di un Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro con 35 milioni di euro di competenza del Ministero dell’Ambiente per la riduzione del traffico, dell’inquinamento e della sosta in prossimità di istituti scolastici, università e sedi di lavoro con servizi e infrastrutture di mobilità collettiva e anche di ‘bike to work’, ‘bicibus’. Per questo a luglio il Ministro Galletti aveva firmato il decreto per l’assegnazione, attraverso un bando pubblico rivolto agli Enti Locali, dei 35 milioni di euro previsti.ambiente

Il bando pubblicato è ovviamente solo un timido passo, una misura del tutto insufficiente: l’azione del PD e del Governo, in particolare del Ministro Delrio e del Ministro Galletti, resta assolutamente inadeguata, ben al di sotto delle aspettative dei cittadini e degli enti locali su questo tema, e ovviamente rivela che sul tema finora si sono fatti solo slogan come dimostra chiaramente anche il recente rinvio in commissione della Legge sulla mobilità ciclabile!

Ora chiedo al Governo di mettere in Legge di Bilancio maggiori risorse economiche perché è evidente che 35 milioni sono una foglia di fico, utile solo a pulire la coscienza a chi continua a favorire petrolieri, concessionari autostradali, il trasporto motorizzato privato, grandi opere inutili e la lobby del cemento!

Il tempo delle promesse è finito: il Ministro Delrio confermi pubblicamente, con atti formali, che la mobilità dolce è davvero una priorità per questo Governo: stanzi immediatamente risorse adeguate, provvedendo anche a garantire un concreto sviluppo della mobilità sostenibile anche per gli enti comunali al di sopra dei 50.000 abitanti!

Sicurezza ferroviaria: necessario dispositivo antideragliamento.

Sulla sicurezza ferroviaria e sui dispositivi che aumentano la sicurezza del trasporti, finora troppe promesse e pochi fatti da parte del Governo.

antisvioFin dal 2009 era stato promesso di rendere obbligatorio l’installazione del dispositivo antisvio per il trasporto di merci pericolose in quanto capace di arrestare immediatamente e automaticamente il convoglio nel caso in cui una ruota del vagone perda il contatto con la rotaia! Erano i soliti annunci all’indomani della strage di Viareggio che ha causato 32 vittime a seguito del deragliamento di un treno carico di gpl in ingresso alla stazione. Poi come sempre il Governo dimentica promesse e vittime, come Delrio, dopo quella di Andria, aveva annunciato 1 miliardo e 800 milioni di euro svaniti nel nulla.

Siamo stanchi e preoccupati di assistere all’incapacità del Governo, per questo abbiamo interrogato il Ministro Delrio e, con una mozione, proponiamo l’obbligo, per il trasporto di merci pericolose, di installare il dispositivo antisvio ed ogni tecnologia capace di impedire il deragliamento, che risultano avere costi esigui e tempi brevi per l’istallazione. incidente_ferroviario-andria-corato

Se il Governo tiene alla sicurezza dei trasporti voti a favore della nostra proposta e si impegni affinchè l’Italia non sia fanalino di coda dietro altri Paesi, come la Svizzera, che hanno volontariamente installato il dispositivo, senza slogan ma con soluzioni concrete in nome delle troppe vittime di stragi annunciate che non possiamo più permetterci.