Taranto perde gli Intercity per Roma

hqdefaultL’11 dicembre 2016 è stato inaugurato il viaggio del Frecciarossa . Dalla stampa si evince che dal prossimo contratto di servizio con Trenitalia, verranno soppressi le due coppie di treni Intercity che da Taranto, attraverso la Basilicata, giungono fino a Roma. 

E’ una vergogna! I politicanti in questi giorni avevano osannato il nuovo Frecciarossa senza considerare Taranto probabilmente perderanno due coppie di Intercity con Roma. Per cui il Frecciarossa fino a Napoli va alla stessa velocità degli Intercity con un costo del biglietto più elevato ma vengono tolte due coppie di treni giornalieri che effettuano il servizio “universale” cioè grazie alla copertura dello Stato nel contratto di servizio con Trenitalia.

Se il servizio sperimentale del Freccia non sarà ritenuto remunerativo verrà cancellato unilateralmente, facendoci sprofondare nel più assoluto isolamento! Infatti i servizi a mercato come i Freccia, a differenza degli intercity devono sostenersi con i ricavi dei biglietti. Per queste ragioni, ho presentato un’interrogazione al Ministro Delrio

maxresdefaultQuesto è l’ennesimo schiaffo alla Puglia e alla Basilicata in aggiunta ai tagli e ai disservizi degli ultimi anni operati da tutti i Governi! Presto avremo un Governo del M5S: l’unico in grado di garantire finalmente a tutti il diritto alla mobilità!

Trasporti in Puglia: arrivano i tagli.

trasporto-pubblico-regione-annuncia-abbonamenti-g-141516Basta con i tagli alle corse di trasporto pubblico! Da Manfredonia a Foggia, da Taranto a Bari, dal Salento al Gargano i pugliesi reclamano più corse e un trasporto migliore. E’ chiara la volontà politica: come avvenuto per la sanità, i tagli al servizio di trasporto pubblico, giustificati con la menzogna del ridotto numero di utenti, serve ad aumentare le corse da parte dei privati! E’ la dimostrazione che i cittadini pugliesi vogliono il trasporto pubblico e molto più probabilmente le sue inefficienze, causate volontariamente, li spingono a soluzioni di trasporto privato!

Il diritto alla mobilità non può e non deve essere assoggettato a logiche di mercato. I costi per servizi che garantiscono trasporto pubblico locale e regionale devono essere garantiti dalla fiscalità generale! Non si può cercare di fare cassa sui diritti dei cittadini.

20140628_104643-1024x768E’ evidente che i partiti da oltre 20 anni hanno gradualmente indebolito e privatizzato il servizio: sono tutti responsabili e a pagare è sempre la cittadinanza! I tagli alle linee sono figli dei tagli al fondo nazionale per il trasporto pubblico locale: il M5S ha ripetutamente proposto di aumentarlo dato che ogni anno mancano oltre 1,5 miliardi di euro. Solo il Governo del M5S a breve potrà garantire ai cittadini il diritto alla mobilità e un servizio di trasporto pubblico degno di un Paese civile!

I Frecciarossa non risolvono i problemi dei pendolari.

downloadPresentato il rapporto di Legambiente “Pendolaria 2016” con una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario pendolare in Italia dalla quale risultano dati non confortanti per la Puglia. Secondo l’ultimo rapporto Pendolaria, dal 2010 al 2016 in Puglia ci sono stati tagli del 3,6% sul settore ferroviario con un aumento tariffario del 11,3%. 

I dati ci danno ragione! Tagli ai servizi e aumenti tariffari per il trasporto ferroviario. Sono dati che certificano il fallimento della classe politica dei Governi nazionali e di quelli regionali, che continuano a ostacolare la diffusione del trasporto ferroviario, la sua diffusione e la sua sicurezza. Non stupisce che tra le 10 linee peggiori in Italia ben due siano in Puglia, rispettivamente la linea ionica Reggio Calabria – Taranto e la tratta Bari – Martina Franca – Taranto. Queste sono ben indicative della situazione pugliese che nel complesso subisce da decenni tagli alle corse, con treni sempre meno frequenti. La situazione è poi precipitata, in quanto la mancanza di idonei standard di sicurezza, ha spinto l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria ad imporre ulteriori limitazioni alla velocità dei convogli!

tabella-tagliOvviamente i politici di professione dei partiti, artefici di questo disastro, esultano agli annunci per i Frecciarossa a Taranto e a Lecce che sono solo specchietti per le allodole, essendo servizi a mercato che non possono e non devono sopperire alle esigenze dei pendolari! E’ evidente la mancanza di programmazione, pianificazione e attuazione di risorse e servizi per i trasporti pubblici dell’assessorato ai trasporti, dell’agenzia regionale di mobilità e delle Province! Il trasporto pubblico complementare al mezzo privato, è stato smantellato sistematicamente e volontariamente dai partiti, privandolo di coordinamento e di investimenti, nonostante le tante rassicurazioni e le molte poltrone che sul tema dovrebbero intervenire!

treni_pendolariI Governi PD, regionale e nazionale, come quelli precedenti, preferiscono spendere decine di miliardi di euro per le grandi opere inutili, come i trafori per l’alta velocità Torino-Lione ignorando le continue proposte del M5S. Abbiamo chiesto di incrementare il fondo per il trasporto pubblico locale, di stanziare risorse adeguate per l’elettrificazione e il rinnovamento dei mezzi autobus e treni, di fornire gli investimenti necessari per dotare i mezzi e l’infrastruttura della sicurezza indispensabile oggi inesistente, trasporti gratuiti per gli studenti e le fasce disagiate della popolazione. Le risorse ci sono. Insomma, per risolvere gli enormi disagi che patiscono i pendolari, i turisti e gli altri cittadini ogni giorno, per diminuire l’uso dell’auto privata con evidenti vantaggi sulla congestione dei centri urbani e lungo le arterie stradali, per diminuire le spese delle famiglie pugliesi, per vivere in un ambiente più salubre e soprattutto per garantire il diritto alla mobilità a tutti abbiamo bisogno prioritariamente di una infrastruttura efficiente e adeguata, un servizio pubblico ben pianificato con mezzi sicuri, coordinati, capillari, confortevoli, puliti, frequenti. Lo faremo appena al Governo ormai è solo una questione di tempo!

Il nuovo Governo Renzi-bis

Alla luce della nomina dei ministri del “nuovo” Governo, condivido con voi alcune riflessioni che non ho trovato nelle valutazioni dei colleghi e nelle considerazioni dei tanti commentatori politici.

Una premessa: è vero che il referendum tecnicamente non verteva sull’operato del referendum-costituzionale-ottobre-2016Governo Renzi e che solo una parte degli italiani hanno bocciato nel merito il quesito (dubito che la maggior parte sia sfavorevole all’abolizione del cnel, delle province e al contenimento dei costi delle istituzioni) ma è pur vero che il significato politico di questo referendum è dovuto non tanto alla personalizzazione fatta da Renzi, quanto alla presentazione della riforma da parte del Governo invece che, come logica costituzionale vorrebbe, da una forza politica in parlamento.
Una questione di metodo non banale che ha permesso di gettare nel caos istituzionale il nostro Paese (con una legge elettorale ritagliata per un assetto costituzionale che entra in vigore prima della conferma degli italiani).

renzi-boschi-referendum-costituzionaleDa questo si desume facilmente che paradossalmente le riforme costituzionali non sono la proposta politica di una soggetto politico che voglia discutere ma una imposizione di poteri extraparlamentari: ne è la riprova il comitato di 40 saggi extraparlamentare che si voleva insediare per le riforme nella primavera del 2013 e il tentativo di modificare la “serratura” della nostra Costituzione, l’art. 138!

Qual è il nesso con le vicende di questo fine settimana?

Questo parlamento risulta ancora moralmente illegittimo per qualunque provvedimento ordinario (figuriamoci per una legge elettorale o una riforma costituzionale) e tuttavia la priorità dei partiti (anche di quelli che dicono il contrario) non è quella di andare al voto!
Il giochino è sempre lo stesso: i media spingono nelle teste degli italiani che le urgenze dei cittadini (occupazione, economia, emergenze per dissesto idrogeologico,…), le scadenze e gli appuntamenti europei, le ripercussioni internazionali sui mercati impongono la necessità dell’esistenza di un governo, qualunque esso sia.

In realtà per risolvere i problemi degli italiani, per avere credibilità politica in UE e referendum-costituzionale-2016avere la solidità in ambito internazionale la necessità è esattamente l’opposto: avere un parlamento perfettamente legittimato dal punto di vista morale e costituzionale che possa poi dare origine alla formazione di un Governo su priorità condivise che corrispondono agli interessi degli italiani.

In questo contesto di facciata, si consuma il finto rinnovamento di un Governo “Renzi II” sotto il prestanome Gentiloni!

L’incarico dato dal Presidente della Repubblica all’on. Gentiloni di formare un nuovo governo, come previsto dalla Costituzione, è l’ennesima farsa cui siamo costretti dai partiti! Tanto è vero che il “nuovo” Governo appena formato non è altro che una fotocopia di quello appena sconfessato al referendum! Persino Maria Elena Boschi, che aveva promesso le dimissioni in caso di vittoria del No, fa ancora parte della squadra di Governo!

È il solito teatrino delle segreterie partitocratiche cui già abbiamo assistito con Bersani, Letta e con Rmattarella-e-gentiloni-755x515enzi: a questi tavoli si dovrebbe parlare dei punti condivisi/condivisibili del programma di Governo mentre si riduce come sempre tutto al solito balletto del toto-ministri. In questo caso con l’aggravante che questo governo ha solo il mandato morale di una nuova legge elettorale (come doveva avere esclusivamente questo obiettivo, quello in carica al momento in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge elettorale Calderoli, chiamata Porcellum).

È una farsa alla quale non ci prestiamo e per questa ragione abbiamo disertato la consultazione con l’on. Gentiloni che avrà la fiducia dalla stessa maggioranza che appoggiava Renzi. E avrà anche gli stessi obiettivi:
– il salvataggio delle banche a dispetto dei risparmiatori
– tutelare gli interessi dei mercati finanziari e degli speculatori che vogliono mettere le mani sulle grandi aziende e risorse statali
– le multinazionali che desiderano più precarietà e meno diritti per i lavoratori.

Dichiarazioni di Delrio a Lecce. Passerella vergognosa!

delrio-in-difficoltaUna passerella arrogante! Il ministro che in Puglia nonostante le tante emergenze non ha mai tenuto alcun  incontro in 3 anni, ieri ha usato inopportunamente la sede della Prefettura per uno spot elettorale a tutte le autorità civili e militari del suo Governo in vista del referendum! Delrio ha pensato solo a magnificare alcuni interventi per coprire tutta l’inadeguatezza del suo Governo cercando di indurre la platea ad un consenso verso le scelte del suo Governo in vista del 4 dicembre!

Ha dimenticato di dire che la Corte Costituzionale ha appena bocciato la riforma dei servizi pubblici locali! Sul trasporto pubblico locale inoltre ha praticamente ammesso che continuano a mancare 1,5 miliardi di euro ogni anno tanto che sicurezza, investimenti, mezzi sono inadeguati. Sul rinnovo dei mezzi cita risorse, tra l’altro ampiamente insufficienti, ferme da un anno e mezzo, che quindi finora non hanno contribuito a sostituire un treno o un autobus in nessuna parte di Italia!

1976244_fse9Se avesse davvero voluto imprimere un cambiamento oggi alle Ferrovie Sud Est non avremmo continui disservizi (treni vecchi, poco frequenti, in ritardo, lenti e poco sicuri). Continua a giocare con le parole “metropolitana di superficie” e gettare fumo negli occhi con i servizi “frecciarossa” quando non garantisce servizi pubblici universali come il trasporto regionale, interregionale e gli intercity con continui tagli! passaggi a livello apertiSulla rete ferroviaria nazionale spaccia vecchi progetti programmati da anni come l’alta capacità Napoli-Bari, che non sarà Alta Velocità, come nuovi e dimentica di dire che si sprecherà 1,5 miliardi per accontentare la politica dell’irpinia e la voracità di qualche imprenditore. Sugli investimenti siamo ancora al binario unico tra Termoli e Lesina con fondi che vengono semplicemente posticipati da un anno al successivo! Nulla sui passaggi a livello da chiudere ovunque in Puglia per garantire velocità e sicurezza, nulla sui miliardi mancanti per garantire la vera efficienza del servizio ferroviario di tutta la Puglia attraverso interventi sulla parte Nord del nodo di Bari!

ss-275Sulla strada statale 275 è complice dei ritardi sulla messa in sicurezza visto che nonostante le nostre continue segnalazioni nelle interrogazioni parlamentari sulle tante irregolarità le ha volutamente ignorate, aspettando colpevolmente che le stesse fossero riprese dalla Procura e  dalla autorità “Anticorruzione”! Sulle Autorità Portuali tace sulla scelta singolare di averne 2 in Puglia ma soprattutto continua con le scelte da prima repubblica sulle nomine delle presidenze che vengono assegnate a persone note alle cronache giudiziarie o quando va meglio a persone prive dei requisiti tecnici previsti per legge!

Insomma, una bugia dietro l’altra: stiamo ancora aspettando i 2 miliardi promessi dopo la tragedia di Andria per la sicurezza ferroviaria delle tratte regionali! I cittadini non hanno bisogno delle favole di Delrio e di tutto il Governo Renzi: se avessero agito bene non ci sarebbe bisogno del Presidente del Consiglio in tutte le trasmissioni tv ad ogni ora e dei suoi ministri in questi incontri vergognosi! Il capitano di sventura Renzi ha paura di essere messo alla porta dagli Italiani: con i suoi colonnelli Delrio e Bellanova, ammaestrati come segugi, si dovrebbero vergognare di usare le sedi istituzionali come la Prefettura di Lecce per comunicazioni sull’operato del Governo davanti ad un pubblico ingessato e plaudente a meno di una settimana dal referendum sulla Costituzione! Queste operazioni sono moralmente inaccettabili e hanno il sapore di una propaganda di regime!

Delrio a Lecce: vergognosa propaganda di regime!

delrio-in-difficoltaIl Ministro Graziano Delrio fa tappa a Lecce per la campagna referendaria. Ecco come è stato accolto dalla città.

Il Governo non dovrebbe proferire parola sulla modifica della Carta Costituzionale che è la casa degli Italiani e pertanto materia esclusivamente del Parlamento. La gita dei membri del Governo dovunque in Italia sono eventi di propaganda del futuro regime! Sulle infrastrutture Delrio mente! E’ falso che l’attuale Costituzione impedisca che si facciano. Quando vuole, il Governo ha già imposto le proprie decisioni ai territori, come ad esempio con l’Alta Velocità Torino-Lione in Val Susa oppure il gasdotto TAP in Salento!

Se mancano i servizi nei trasporti la responsabilità è tutta dei Governi e dei Ministri, non della Costituzione! Renzi e Delrio continuano a tagliare i fondi per il Trasporto Pubblico Locale mettendo in crisi il settore. A questo si aggiungono le nomine calate dall’alto di emeriti incapaci messi a gestire le aziende di trasporto, le società aeroportuali o le autorità portuali esattamente con gli stessi danni delle nomine dei vertici delle Asl nella sanità. Voglio ricordare che l’Amministratore Unico di Ferrovie Sud Est, Fiorillo, nominato dal Ministero, è stato lasciato per decenni a spolpare l’azienda indisturbato e nessuno ha mosso un dito per controllare.

imagesL’inadeguatezza di Delrio e di tutto il Governo Renzi è evidente! La bocciatura della Corte Costituzionale della riforma dei trasporti pubblici, è l’ennesima riprova che l’Italia è governata da persone incapaci. La Costituzione non può essere modificata da questi ciarlatani, tantomeno utilizzata come parafulmine per coprire le loro plateali colpe di fronte ai tagli dei servizi ai cittadini! La Costituzione è l’ultima difesa del popolo italiano contro lo strapotere delle lobby ed è per questo che Renzi e il PD vogliono cambiarla, indebolendo i diritti di cittadini e lavoratori a favore di chi gli paga le campagne elettorali.  Per questo occorre votare NO il 4 dicembre!

Inquinamento nell’area jonico salentina: Governo irresponsabile!

photo_2016-11-25_18-39-42Governo irresponsabile! Non occorre l’ennesimo studio per comprendere la situazione allarmante che affligge le Province di Taranto, Brindisi e Lecce. Nell’area jonica salentina conosciamo sulla nostra pelle e su quella dei nostri familiari, come l’avvelenamento dell’aria stia peggiorando lo stile di vita. Lo sa bene anche il Governo che nonostante ciò continua a promuovere iniziative che incrementano le emissioni nocive e bocciano quelle virtuose che migliorerebbero la qualità dell’aria.

Questo Governo di colpevoli ha appena respinto le proposte che ho presentato alla legge di Bilancio che avrebbero migliorato significativamente la qualità dell’aria: detrazioni delle spese per il trasporto pubblico, l’aumento del fondo nazionale per il trasporto pubblico locale, risorse per la mobilità ciclabile, fondi per l’eliminazione dei passaggi a livello, sviluppo del verde urbano. Tutti interventi che avrebbero una ricaduta concreta e immediata sulle emissioni inquinanti dovute al settore dei trasporti puntualmente ignorati dal Partito Democratico.

photo_2016-11-25_18-39-33Infine, in Puglia non abbiamo bisogno della «carità» e della compassione di Roma per i nostri malati e per i disastri che i partiti hanno compiuto finora, bensì di cambiare modello di sviluppo chiudendo le fonti inquinanti come la centrale Enel di Cerano e l’Ilva a Taranto. L’ennesima dimostrazione che fino a quando non ci sarà il M5S al Governo, i diritti e gli interessi dei cittadini verranno sempre calpestati!

Referendum: dibattito a Lizzano.

castello_baronale_905c2aeb40980b57ad5386ba22c84aa4Giovedì 24 novembre alle ore 18.00 si terrà a Lizzano nella sala consiliare, il dibattito pubblico “Gli effetti della revisione Costituzionale”. Interverrò al dibattito inseme all’avvocato Stefano Pacifici, aderente al “Coordinamento per la Democrazia Costituzionale” ed al gruppo degli “Avvocati Anti-italicum”, al consigliere comunale del M5S Valerio Morelli e a Pasquale Marella esperto contabile di Lizzano. A moderare l’incontro sarà la giornalista Annamaria Calasso.

Questa riforma voluta dal duo Renzi-Verdini non servirà a ridurre i costi della politica! Se il PD  volesse realmente  ridurre i costi delle politica avrebbero potuto fare come noi senza approvare una legge. Nonostante questo gli abbiamo proposto una legge per dimezzare le indennità e restituire le spese non rendicontate ma ovviamente la casta l’ha bocciata.

photo_2016-11-24_18-52-34L’altra bufala è che con la riforma le leggi sono più veloci. Quando i partiti devono fare i propri affari e contro i cittadini  hanno approvato una legge in pochi giorni, gli esempi si sprecano: la riforma Fornero che ha sbattuto per strada oltre 300 mila persone senz apens, il “Jobs act” che ha reso il lavoro precario, il “lodo Alfano”, riconosciuto incostituzionale, per l’immunità alle quattro cariche più alte dello Stato, la “Buona Scuola” che ha distrutto la scuola italiana, la legge Boccadutri con cui i partiti si sono spartiti questo agosto ben 45 milioni di euro dei cittadini!

Giornata nazionale dell’albero: le nostre proposte

albero1Molti Comuni hanno celebrato la giornata nazionale dell’albero ma la verità è che tutt’oggi non abbiamo raggiunto una reale valorizzazione del patrimonio arboreo vanno promosse politiche di riduzione delle emissioni, di prevenzione del dissesto idrogeologico e di protezione del suolo ma manca un concreto impegno del Governo in questa direzione.

Esiste una legge degli anni ‘90 che impone la piantumazione di un albero per ogni nuovo nato e un resoconto sullo stato del verde pubblico urbano, ma molte amministrazioni la ignorano non essendo previste sanzioni o controlli! Già da tempo ho presentato un’interrogazione in Parlamento per verificare se i nostri Comuni rispettino questi obblighi su cui dovrebbe vigilare con maggiore effettività e trasparenza il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico ma non ho ricevuto alcuna risposta. Ho anche presentato una proposta di legge per migliorare la normativa esistente in modo da poterla applicare realmente con incentivi e poteri sostitutivi per attuarla.

piantare_alberi_nuovi_natiSono consapevole che spesso i Comuni sono in difficoltà per la scarsità delle risorse di cui dispone e i limiti imposti dal patto di stabilità, per questo ho proposto nella legge di bilancio di incentivare quei Comuni che provvedano a piantare un albero nel territorio comunale dopo ogni nuova nascita.

Inoltre due mesi prima della scadenza naturale del mandato,  il  sindaco ha l’obbligo di rendere noto il bilancio arboreo del proprio comune, indicando il numero degli alberi piantati e lo stato della manutenzione  delle  aree  verdi. La situazione per il verde pubblico a Taranto e a Lecce è disastrosa! E i sindaci sono senza dubbio bocciati! A Taranto non basta approvare un regolamento comunale se poi non lo si attua. Lecce ha avuto addirittura la bocciatura ministeriale per le percentuali bassissime di verde urbano sulle superfici comunali e di verde urbano pro capite!

Dov’è il bilancio arboreo del Comune per consentire ai cittadini una forma diffusa di controllo?

11130454_440302779480047_6170700606087471943_oNoi abbiamo una visione politica chiara di sostegno allo sviluppo del verde pubblico urbano per noi la priorità è quella di promuovere e tutelare l’ecosistema, la biodiversità e le specie arboree, anche per garantire l’equilibrio tra comunità umana e ambiente naturale favorendo l’adozione dei comportamenti ecosostenibili sia dei cittadini che degli amministratori pubblici.

Discarica in località parachianca: l’appello dei portavoce pentastellati salentini

Resta al centro del dibattito politico locadiscarica-abusivale la realizzazione della discarica per rifiuti speciali non pericolosi nelle cave in località Parachianca. Al riguardo, entrano nel merito della questione i parlamentari salentini De Lorenzis, Donno, Lezzi, Buccarella e i consiglieri regionali Casili e Trevisi che, insieme agli attivisti MoVimento 5 stelle di Lecce, puntano il dito contro la gravità delle condotte politiche del Comune di Lecce e della Provincia.

“La Provincia di Lecce, dopo un iniziale e propagandistico proclama di dissenso dal progetto di utilizzo a discarica di rifiuti speciali di parte delle cave in località Parachianca, ha organizzato una Conferenza di servizi sul tema, senza alcuna presa di posizione politica ufficiale, lasciando fare agli Uffici ed alla burocrazia, quasi fosse un Ente Territoriale di ratifica e non un Ente di governo del territorio.
Il Comune di Lecce, la sua maggioranza di centro destra e le minoranze fanno, se possibile, peggio della Provincia: l’assessore Guido a parole dice che il Comune è contrario alla discarica, il Sindaco è muto come un pesce, così come gli assessori. i Consiglieri del PD, dall’altro canto, dicono di fare opposizione, ma la realtà è ben diversa” affermano i portavoce.

Latina - Discarica Indeco presso Borgo Montello“Non si può di certo definire un buon risultato quello raggiunto dalle forze politiche che siedono in Consiglio Comunale: il Comune di Lecce non manderà alcun delegato alla conferenza dei servizi del prossimo 3 novembre, ma farà pervenire osservazioni scritte redatte dagli Uffici della burocrazia Comunale. In tutto questo, una presa di posizione politica di netta contrarietà alla scellerata iniziativa di devastazione ambientale di una area già compromessa da insediamenti industriali mal gestiti e ancor peggio controllati è davvero un miraggio nel deserto” proseguono i pentastellati.
“Il Presidente della Provincia di Lecce, il Sindaco della città di Lecce, il Presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione, hanno il dovere civico di opporsi, almeno una volta, allo scempio che si va perpetrando sul territorio e alla distruzione sistematica delle sue vocazioni. Va salvaguardata la salubrità dei luoghi e la salute dei cittadini, specie in un territorio tristemente conosciuto per l’alta incidenza tumorale.

Come se non bastasse, il Comune di Lecce e la Provincia hanno già un grave debito nei confronti dei leccesi. Il Comune, infatti, è riuscito a farsi escludere, per un mandato di rappresentanza in giudizio mal conferito dal Sindaco, dalla costituzione di parte civile nel processo penale sulla bomba ecologica piazzata in pieno centro cittadino dalla società Apisem spa. La Provincia, invece, ammessa alla costituzione di parte civile, ha pensato bene di non rassegnare le proprie conclusioni, dimenticandosi di presentare la richiesta di condanna per i danni” stigmatizzano i portavoce salentini.

discarica-di-bellolampoIl Sindaco di Lecce, in carica da quasi 10 anni, e i suoi valenti assessori, non sono riusciti a portare la raccolta differenziata al 65% entro il 31 dicembre 2012, come previsto dalla legge e fanno pagare ai cittadini un costo elevatissimo per la gestione dei rifiuti della frazione organica. É necessario che, a questo punto, si faccia uno sforzo: il Comune di Lecce deve diventare il megafono di un indirizzo politico e gestionale di netta opposizione alla discarica in località Parachianca, senza nascondersi dietro le osservazioni degli uffici tecnici. Non solo, esortiamo il governo territoriale ed i consiglieri di maggioranza e di opposizione a partecipare attivamente alla Conferenza dei servizi del 3 novembre, nel nome della difesa dei beni comuni e non degli interessi mercantili” concludono i pentastellati.