Acqua nel Salento, riduzione pressione: inerzia dei sindaci.

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E’ incredibile che i sindaci salentini siano impreparati sui problemi del servizio idrico annunciati con diversi mesi di anticipo: se ne sono disinteressati fino a quando i disagi dei cittadini sono diventati insopportabili e ora si lamentano per scaricare le proprie responsabilità.

La scarsità di acqua è una costante in Puglia, e in questi anni i sindaci non hanno intrapreso alcuna iniziativa nei propri Comuni per scongiurare i disagi per il mancato approvvigionamento idrico: favorire l’installazione di autoclavi e cisterne di accumulo negli edifici, soprattutto nelle case popolari; informazione ai cittadini per evitare gli sprechi di acqua; il riutilizzo reflui dei depuratori, solo per fare alcuni esempi.

L’impreparazione di questi sindaci è evidente quanto la ridotta disponibilità finanziaria dei Comuni e nonostante questo, in Regione, centrodestra e centrosinistra vogliono trasferire le quote di AqP agli enti locali con il rischio che per fare cassa i Comuni possano regalare ai privati su AqP. La nostra proposta invece ha l’obiettivo di trasformare AqP in un’azienda consortile con partecipazione dei Comuni, in modo da garantire la gestione pubblica, l’impossibilità di cedere le quote e esonerare i Comuni da realizzare investimenti insostenibili.

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