Ciclovia dell’Acquedotto pugliese: ritardi colpa della Regione Puglia

Dopo oltre 3 anni di inutile attesa il presidente Emiliano e l’assessore Giannini cercano di scaricare le proprie responsabilità su altri!

La verità è che la Regione Puglia doveva avere un ruolo di guida e ad oggi, mentre altre Regioni stanno passando alla progettazione definitiva, la nostra rimane a fare sterile polemica invece di utilizzare soldi stanziati per restituire la fruibilità a cittadini e turisti di un’opera straordinaria importanza per lo sviluppo sostenibile dei nostri territori!

È dovuta intervenire la Corte dei Conti con dei rilievi formali e il Ministero dei Trasporti minaccia giustamente di revocare i fondi a causa della inerzia e incapacità di chi amministra la nostra Regione!

Ciclovie: ritardo inaccettabile della Puglia. Rischio danno economico

Poco dopo il nostro approdo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbiamo confermato lo stanziamento di 361,78 milioni di euro per la nascita del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche (SNCT), ritenendo strategico, per il destino economico di tante aree del Paese, lo sviluppo di queste infrastrutture e della mobilità dolce.
Con stupore, tra le 10 ciclovie, quella dell’acquedotto che vede la Puglia capofila (insieme a Basilicata e Campania), per la progettazione e la realizzazione, pur avendo ricevuto i primi finanziamenti da parte del Ministero per la redazione dello studio di fattibilità tecnico-economica, latitano nella trasmissione dei progetti, nonostante numerosi solleciti inviatigli dalla competente Direzione generale del Mit, dimostrando scarsa collaborazione e profondo disinteresse per opere utili allo sviluppo della mobilità sostenibile. Opere che, per altro, porteranno certamente posti di lavoro e opportunità economiche per i territori attraversati dalle ciclovie.

I ritardi, imputabili unicamente alla Regione, potrebbero determinare importanti rilievi della Corte dei Conti, costringendo il Ministero a chiedere indietro i fondi già erogati, con il rischio di un importante danno economico per i territori interessati dalle ciclovie e questo è inaccettabile!
A dicembre 2015, per la legge di Bilancio 2016, un fronte ampio e trasversale, con un lavoro intenso del “coordinamento dal basso per la ciclovia dell’acquedotto pugliese” e il supporto mio e di altri colleghi parlamentari, riusci a smuovere il Governo di allora per far rientrare questa infrastruttura tra i finanziamenti delle prime 4 ciclovie (insieme a quelle del VenTo, del Sole e Grab).
Dopo oltre 3 anni (nel frattempo le ciclovie del SNCT sono diventate 10) ancora non si è riusciti a passare alla progettazione definitiva, come invece accaduto per il Grab.

Modifiche al Codice della Strada

A differenza di quanto riportato in questi giorni da quasi tutti i media, a volte con scandalosi “copia e incolla” di giornalisti distratti che hanno alimentato la disinformazione dei colleghi svogliati e superficiali, le modifiche non sono affatto concluse ma siamo appena alla prima fase. Un confronto ampio e approfondito con tutti i portatori di interessi.

Per fortuna qualche professionista serio si è preso la briga di verificare la situazione:

P.s per chi fosse interessato a seguire i lavori QUI trova i video delle audizioni tenute finora.

QUI i link alle proposte di legge di iniziativa parlamentare.

E infine QUI i documenti depositati durante le audizioni.

Da aprile i primi effetti della legge di bilancio

Le critiche all’azione di governo erano largamente attese come era prevedibile fossero assolutamente strumentali.

È evidente che gli effetti della legge di bilancio cominceranno a produrre i propri effetti sulla qualità della vita degli italiani da aprile e saranno registrati dalle statistiche nella seconda metà dell’anno. Semmai i dati certificano il fallimento delle politiche di austerità e precariato dei governi precedenti.

Le misure adottate sono di politica espansiva e tendono a rilanciare i consumi interni, riattivare il mercato del lavoro attraverso una politiche virtuose di reinserimento e di formazione.

È altresì evidente che le risorse stanziate per le manutenzioni nelle aree urbane e nelle province con la semplificazione sul codice degli appalti daranno impulso all’economia.

Abbiamo inoltre stanziato alcuni miliardi aggiuntivi per infrastrutture che consentiranno di avviare e concludere centinaia di opere utili su tutto il territorio nazionale.

Siamo davanti a cambiamenti epocali che i cittadini attendevano da 30 anni: la legge anticorruzione, lo stop al gioco d’azzardo, il taglio delle pensioni d’oro, il taglio dei vitalizi, il taglio ai compensi dei parlamentari, i referendum propositivi, l’abolizione del quorum, la legge sull’acqua pubblica,… insomma una serie di provvedimenti che costituiscono una visione meritocratica e di fiducia per gli italiani e gli investitori in cui l’Italia.

TAV, M5S: serietà è valutare rischi, previsti investimenti importanti per opere davvero utili

È francamente deprimente veder ridurre la questione Tav a una sterile discussione tra chi dice ‘Sì’ al progresso – che sono poi gli stessi che dicevano ‘Sì’ a Ruby nipote di Mubarak e al Ponte sullo Stretto – e chi dice ‘No’. Non sono certo argomentazioni serie, né tanto meno sono queste le variabili da valutare per decidere su un’opera del genere. ‘Ridiscutere integralmente l’opera’ è quello che abbiamo concordato nel contratto di Governo e ricordiamo che i lavori per il tunnel del tav Torino-Lione non sono mai iniziati: a dispetto di quanto sostenuto dal ministro Salvini, non esiste neanche un cm di linea ferroviaria.

Il ministro Toninelli invece ha giustamente avviato un’analisi costi-benefici che finalmente ci consentirà di capire se l’opera è sostenibile, anche dal punto di vista economico, per evitare ulteriore spreco di soldi pubblici. Questa attenta valutazione tecnica denota grande senso di responsabilità con cui affrontiamo in maniera pragmatica e non ideologica ogni problema.
La stessa responsabilità che ci ha portato a concentrare l’attenzione sulle opere davvero utili per il Piemonte e per il Paese intero. In Legge di Bilancio abbiamo stanziato 250 milioni per i ponti del Po e abbiamo un piano di circa 600 milioni che andranno ad Anas per il rifacimento di strade e viadotti piemontesi. Inoltre, nei 13 miliardi del contratto di programma con Rfi, sono già stati stanziati fondi per il trasporto pubblico locale e per la messa in sicurezza e il potenziamento di nodi autostradali, ferroviari e aeroportuali. E se il Tav non si dovesse fare, i soldi risparmiati saranno certamente investiti per la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle infrastrutture fondamentali del territorio.

Sono queste le ‘grandi opere’ da portare avanti perché sono le uniche utili davvero: hanno un grande impatto sulla vita quotidiana dei cittadini e possono davvero portare quel ‘progresso’ tanto sbandierato a parole dalla vecchia classe politica ma mai realmente realizzato.