ETR 700: il chiarimento da parte di Trenitalia

In riferimento all’articolo di qualche giorno fa apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno, mi sono immediatamente interessato e Trenitalia fa presente quanto segue:

“I treni ETR 700 sono stati acquistati in numero di 17 unità da Trenitalia con acquisto di opportunità a condizioni particolarmente favorevoli”.

Sul piano tecnico, il treno è perfettamente adatto a circolare sulla rete del sistema ferroviario nazionale ed è stato dotato degli apparati tecnici di sicurezza e segnalamento necessari per circolare in Italia.

Anche al fine di assicurare i migliori livelli di confort, in linea con quelli dell’ Alta Velocità, i treni sono stati completamente rinnovati, intervenendo, tra l’altro, anche sull’impianto di climatizzazione delle carrozze.

Per quanto riguarda le toilette il numero originario presente a bordo era di 5, adatto per percorsi di breve-media durata. In previsione dell’utilizzo sull’intera tratta Milano-Lecce è stata definita una modifica per estendere a 7 il numero di toilette, in linea con gli standard attuali di altri treni AV.

Sopralluogo sui cantieri della Metro C Colosseo

Stamattina insieme a Paolo Romano e Davide Serritella abbiamo effettuato un sopralluogo sui cantieri della Metro C Colosseo per verificare la progressione dei lavori con Roma C, Roma Metropolitane e Roma Servizi insieme alla commissione mobilità del Comune.
Abbiamo annunciato che in legge di bilancio il M5S ha depositato la proposta di finanziare con 90 milioni di euro la manutenzione straordinaria delle linee A e B e altri 55 milioni di euro per l’acquisto di treni per la metro e la revisione della progettazione del completamento della linea C.
Per noi la mobilità sostenibile è soprattutto dare alternative alluso dell’auto privata e il TPL deve essere protagonista di questa visione.
Ringrazio Enrico Stefàno e Linda Meleo per averci dato questa occasione di condivisione.

Manovra: contributo fino a 6 mila euro a chi rottama vecchie auto. Mobilità sostenibile unica alternativa

Con gli emendamenti alla legge di Bilancio, promuoviamo ancora di più la mobilità sostenibile, da sempre al centro delle battaglie del MoVimento 5 Stelle. In particolare, tra le nostre proposte in manovra c’è quella di dare un contributo del 20%, fino a 6mila euro, a chi rottama vecchia auto euro zero.

Nel caso di rottamazione dei veicoli euro 1, il contributo scende a un massimo di 4mila euro e, per gli euro 3 o euro 2, a un massimo di 3mila euro. Misure come queste vanno nella direzione di una graduale diminuzione dell’inquinamento delle nostre città. Una misura importante nella strategia complessiva più ampia della mobilità sostenibile. Ridurre il tasso di motorizzazione e sostituire l’uso dei motori a combustione con quelli elettrici per migliorare l’impatto sulla nostra salute e la qualità della vita nelle nostre città, è l’unica alternativa possibile.

Sostegno a mobilità sostenibile nella legge di Bilancio

La mobilita’ sostenibile e’ una delle stelle per il MoVimento 5 Stelle, da sempre al centro delle nostre battaglie.

Non ci puo’ essere alcuna mobilita’ sostenibile senza sicurezza stradale: per questo, nella legge di bilancio prevediamo lo stanziamento di 300 milioni di euro per il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale dei prossimi 3 anni. Inoltre abbiamo stanziato 15 milioni di euro per il triennio dal 2019 al 2021, per continuare a verificare che i veicoli (autoveicoli, motocicli, ciclomotori e bici elettriche) rispettino i livelli dichiarati di emissioni inquinanti e siano conformi alle normative.

Nell’ottica di una graduale riduzione dell’inquinamento delle nostre citta’ abbiamo anche previsto incentivi per chi acquista un’auto elettrica e da’ in rottamazione il proprio veicolo diesel o benzina.

Vogliamo premiare anche chi non riacquista nessuna autovettura e contribuisce a ridurre il numero di autovetture circolanti: abbiamo previsto un buono mobilita’ di 500 euro da spendere per l’acquisto di biciclette e per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, oppure fino a 3.000 euro di credito da spendere utilizzando il car sharing.

Abbiamo poi stanziato 50 milioni all’anno per il rinnovo del parco veicolare per le merci e previsto l’esenzione dal pagamento per le tasse di occupazione di aree pubbliche per le zone con colonnine di ricarica elettrica.

Per il trasporto intermodale delle merci di lunga percorrenza abbiamo proposto 80 milioni di euro all’anno, per incrementare la quota delle merci che viaggiano su ferrovia e via mare invece che su tir e furgoni. Ancora, ci sono 1,5 miliardi di euro aggiuntivi per il piano strategico della mobilita’ sostenibile, i percorsi ciclo turistici di valenza nazionale e altri 800 milioni in 3 anni per il trasporto pubblico locale.

Si a Infrastrutture utili al Paese

Dopo gli scandali degli ultimi anni sulle grandi opere, Mose ed Expo per citare quelli più noti, le tragedie di Rigopiano, i terremoti di Ischia, L’Aquila, centro Italia, Emilia, il crollo del ponte a Genova, le alluvioni in Liguria, Puglia, Sicilia e Calabria è indispensabile una riflessione sull’impiego prioritario delle risorse in interventi di manutenzione del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico che sono anche quelli ad alta intensità di occupazione.

ANCE ricorderà che il vecchio codice degli appalti è stato definito dall’autorità anticorruzione uno strumento “criminogeno”, e nonostante le recenti modifiche, ribadisco che anche una sua necessaria ulteriore revisione è nell’agenda del governo.
Inoltre si dovrebbe avere un poco di memoria nel riconoscere le responsabilità delle aziende del settore nelle lungaggini, atteso che all’aggiudicazione delle gare sono le aziende associate che sempre presentano ricorso, generando contenziosi spesso inutili.

Quindi trovo davvero singolare che si continui con il solito ritornello che è tutto bloccato e che le richieste del M5S e dei cittadini di chiarimenti sull’utilità e sull’impatto di alcune opere abbiano intento dilatorio nello sviluppo del Paese.
A testimonianza di questo, faccio notare che il raddoppio della linea adriatica tra Termoli e Lesina è in fase di gara, lo stesso dicasi per il primo lotto della ss 275 tra Maglie e Otranto, ugualmente accadrà a breve per i tracciati delle Ferrovie del Sud Est che verranno modernizzati ed elettrificati, a cominciare dalle prossime settimane e per i prossimi anni. Sui porti di Brindisi e Bari sono previsti investimenti importanti nel contratto di programma tra MIT e RFI, appena approvato dal Parlamento, che prevede 13 miliardi di euro aggiuntivi. Sugli impianti di depurazione e quelli di smaltimento dei rifiuti le responsabilità sono della Regione che impone dall’alto senza concertazione impianti sovradimensionati, in una situazione di comodo per gestori di discariche e di inceneritori.
Per anni i partiti hanno illuso l’opinione pubblica con il mito dell’alta velocità, facendo immaginare treni oltre 250 km/h, mitizzando l’indispensabile velocizzazione delle linee, adriatica e Napoli/Bari, mentre tacevano degli sperperi sui trasporti regionali e si continua a parlare di “Metropolitana di superficie” nel Salento nascondendo che non ci saranno più di due treni ogni ora senza un raddoppio dei binari che va pianificato da ora per i prossimi decenni.

Questo evidenzia, oltre alla sistematica mistificazione della realtà, che la politica finora non ha avuto una visione strategica per il futuro che non passi esclusivamente da luoghi comuni: credere che la ricchezza arriverà costruendo solo autostrade e centri commerciali, quando le zone industriali non hanno la fibra ottica e siamo ancora penultimi in Europa sia nella diffusione di servizi digitali sia nella copertura di Internet ad alta velocità è miopia gravissima. E’ vero che parte della competitività del nostro Paese si fonda sui flussi di merci intercettati lungo “la via della Seta”, ma non ci sarà alcuna svolta se dietro le ZES c’è una guerra continua di campanili invece di uno scenario di obiettivi comuni e se i consorzi industriali continuano ad essere in buona parte carrozzoni inefficienti.

Per questo stiamo accelerando il programma di banda ultralarga e l’attenzione del governo sulle innovazioni come Intelligenza Artificiale, 5G, IoT, Blockchain, Industria 4.0, è massima: questi sono i settori che nei prossimi decenni genereranno ricchezza e posti di lavoro e determineranno se il nostro Paese sarà leader del mercato globale.

Assessore Giannini su Napoli-Bari dimostra ignoranza

L’assessore ai trasporti pugliesi, nel maldestro tentativo di sviare l’attenzione dalla sprecopoli delle spese pazze del nuovo palazzo della giunta, dal suo piano regionale dei trasporti antiquato che prevede ancora bacini di traffico basati sui confini amministrativi delle province e dalla incapacità della Giunta di un rilancio del trasporto regionale efficiente, sostenibile e attento alle esigenze dell’utenza, preferisce parlare a sproposito.

Nel parere reso dalle commissioni parlamentari sul contratto tra MIT ed RFI, che assegna oltre 13 miliardi di risorse aggiuntive, è stato chiesto di valutare interventi volti a migliorare l’intervento del gestore del l’infrastruttura ferroviaria, anche prevedendo l’adozione, tra Apice e Orsara, del tracciato originario previsto da RFI in raddoppio in galleria sempre a 200 km/h e con eventuale risparmio di spesa, tra i 600 e gli 800 milioni di euro, intervenire per migliorare il trasporto regionale campano. Questo per rimediare ad un colpo di mano che la maggioranza incostituzionale della scorsa legislatura inserí solo per ragioni di consenso elettorale: la variante di Grottaminarda. Un intervento quindi che non comporterebbe nessun rallentamento, anzi semmai una velocizzazione ulteriore per i pugliesi, che senza la fermata Hirpinia utilizzerebbero un tracciato più corto e rettilineo.

Eventi metereologici estremi, morti, danni incalcolabili, disservizi e disagi: la solita storia

Non passa anno senza che qualche evento metereologico non lasci una lunga scia di morti, danni incalcolabili, disservizi e disagi per mesi alla popolazione.

Partendo dal presupposto che tali eventi sono frutto indiretto delle scelte degli ultimi decenni e che pertanto non sono da accettare con rassegnazione come tragedie ineluttabili, ma fenomeni complessi da governare su scala globale, è altrettanto evidente che abbiamo la responsabilità di effettuare scelte che avranno conseguenze nell’immediato e nel futuro meno prossimo.
Per questo, prima dei recenti fatti di cronaca di Genova e di questi giorni legati al maltempo, il Governo ha inteso imprimere un deciso cambiamento alla lotta al dissesto idrogeologico con un cambio di approccio storico.
Per uscire dalla gestione emergenziale, infatti, uno dei primi provvedimenti è stato il decreto di riordino dei ministeri che ha ridato le competenze su questo al ministero dell’ambiente, prima affidate alla presidenza del Consiglio.

È infatti nostra intenzione affrontare la questione del dissesto idrogeologico non più esclusivamente con interventi a posteriori alle tragedie causate da alluvioni, frane e allagamenti, come accaduto finora, ma, investire in prevenzione per evitare il ripetersi di tali drammatici eventi al fine di ridurre e mitigare il rischio, ridando quindi una attenzione costante a tali fenomeni e una programmazione ordinaria delle risorse e delle misure da attuare.

Quanto accaduto, in un Paese civile non è accettabile e una classe politica diligente e seria, oltre alle risposte nell’immediato, deve prendersi carico di scelte strutturali coraggiose. Gli interventi sulla prevenzione del dissesto idrogeologico hanno anche altri tre fattori positivi rispetto alle grandi opere inutili dei decenni passati che si sono rivelate cattedrali nel deserto, intrise di corruzione e sono state a vantaggio esclusivo per pochi grandi gruppi industriali: sono più “democratici” perché distribuiti sul territorio con importi singolarmente più bassi ma in numero elevatissimo, a vantaggio della concorrenza e delle pmi, sono ad alta densità di occupazione e sono degli investimenti dato che i danni hanno un costo per le casse pubbliche maggiore di decine di volte.

Infine, tutti gli interventi non possono prescindere da una riflessione generale sui cambiamenti climatici e sulla necessità di agire subito nel rispetto degli accordi internazionali siglati. Su questo il Governo e il Parlamento nei prossimi mesi metteranno in campo ulteriori interventi e strumenti per incidere su fonti di energia rinnovabile, efficientamento energetico e economia circolare,come confermano anche le norme previste in legge di Bilancio.

 

COMDATA, M5S: “Informazioni distorte e strumentali, con DL dignità ripristinati i diritti

Alcuni e la complice Confindustria hanno avuto il coraggio di diffondere l’ennesima bufala sul governo: a loro dire centinaia di lavoratori interinali perderanno il lavoro nel Salento a causa del Decreto Dignità. La verità è che la pratica del mancato rinnovo contrattuale è abituale per molte, troppe, aziende.

Dopo gli articoli apparsi nei giorni scorsi su alcuni quotidiani locali, abbiamo il dovere di smentire questa fakenews: non c’è stato nessun licenziamento da parte di Comdata, ai circa 130 lavoratori interinali è scaduto il contratto e non c’è stato rinnovo per l’abbassamento dei flussi di lavoro, così come accaduto ogni anno in questo periodo.

Questa operazione di puro sciacallaggio volta al continuo rovesciamento della realtà per screditare il MoVimento 5 stelle, anche a costo di perseguire tesi ridicole, rappresenta il maldestro tentativo di celare invece i risultati positivi del decreto: delle circa 300 persone cui è stato o sarà rinnovato il contratto quasi la metà , circa 120 lavoratori, saranno stabilizzati con un contratto a tempo indeterminato.

È ignobile attaccare l’unica forza politica che dopo anni di precarizzazione selvaggia, con il decreto dignità ripristina i diritti dei lavoratori; con gli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato si amplieranno presto tutti gli aspetti positivi di questa riforma.