FSE, Metropolitana e Alta Velocità: alcuni chiarimenti!

FSE E METROPOLITANA

Da mesi, contro il catastrofismo generale, ho rilanciato gli sforzi profusi dalla società del gruppo FSI per rilanciare il trasporto nel sud della Puglia e finalmente risultano evidenti anche all’opinione pubblica i cambiamenti che l’azienda delle FSE sta intraprendendo per raggiungere i livelli di servizio che si addicono ad un paese civile ed europeo, con il supporto di Regione e Governo per il rinnovo dei mezzi e gli interventi infrastrutturali.
Gli anni passati in questo periodo venivamo subissati da familiari di studenti arrabbiati per l’assenza o la carenza di servizio mentre oggi la situazione è nettamente diversa grazie ad un potenziamento delle attività attuali e di quelle pianificate.
Queste novità evidenziano altresì il disinteresse della politica ad ogni livello finora sul trasporto pubblico, che ha messo l’Italia sul podio tra i Paesi Europei con i mezzi più vetusti e inquinanti e altissima propensione dei cittadini a usare l’auto privata. Speriamo che la Regione e le aziende portino avanti tali politiche, costantemente anche nei prossimi anni, perché è evidente che non è sufficiente abbassare i valori medi: circolano ancora troppi mezzi obsoleti, rumorosi e malandati e vanno sostituiti regolarmente ogni anno quando arrivano alla fine del loro ciclo di vita.
Inoltre, per non ingenerare false aspettative, dobbiamo dire che, nonostante tale dicitura sia riportata in documenti ministeriali, non si potrà avere affatto la metropolitana di superficie in provincia di Lecce: l’elettrificazione delle linee (da cui rimane esclusa la zona di Casarano e Gallipoli), la loro velocizzazione con la soppressione e l’automazione dei passaggi a livello, l’aumento degli standard di sicurezza attraverso l’adozione dei sistemi in uso sulla rete ferroviaria nazionale, non sono condizioni sufficienti per avere un servizio metropolitano reale, dato che sarà infrastrutturalmente impossibile avere più di due treni ogni ora, senza raddoppi di binari (almeno parziali, al momento non previsti). Quindi un servizio di trasporto ferroviario regionale rapido, capillare, intermodale, interoperabile ma certamente senza treni ogni 10-15 o 20 minuti come ci si attende da una metro o un tram.

VELOCITÀ ALTA e non ALTA VELOCITÀ

La velocizzazione della linea adriatica, che non è l’alta velocità dato che i treni non viaggeranno oltre i 200 km/h, con interventi tecnologici, soppressione dei passaggi a livello, raddoppio dei binari tra Termoli e Lesina è già prevista nel contratto di programma 2017-2021 tra Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti e Rete Ferroviaria Italiana (la società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano che si occupa dell’infrastruttura), proprio in questi giorni all’attenzione delle Commissione Parlamentare di cui sono Vicepresidente, e prevede investimento pluriennale per la realizzazione dell’opera finalmente deliberata anche con il consenso della Regione Molise che ne aveva chiesto una variante.
Assicuro pertanto che il progetto andrà avanti celermente attraverso la redazione del progetto definitivo di Italfer (la società di ingegneria del gruppo FSI) e poi del bando di gara per l’esecuzione con conseguente appalto e realizzazione nei tempi previsti per legge.

Allo stesso modo la linea veloce (che non è l’alta velocità con treni a 300 km/h) Napoli-Bari/Taranto, ha tutti gli stanziamenti necessari ed RFI sta proseguendo la realizzazione dell’infrastruttura con grande impegno e slancio per superare il deficit infrastrutturale del sud del Paese.
L’assessore Regionale invece dovrebbe occuparsi di chiedere a RFI un nuovo tracciato per il nodo Nord di Bari, magari con un tracciato che passi dall’aeroporto di Bari, stanziare risorse economiche per aiutare le amministrazioni locali a realizzare sovrappassi e sottopassi che consentano di chiudere i passaggi a livello e stanziare risorse per la riqualificazione delle ferrovie regionali! Su questi temi che sono di visione a 10-20 anni e delineano il miglioramento della qualità del servizio sul medio-lungo periodo non c’è alcun segnale. Evidentemente sarà il M5S alla guida della Regione Puglia a breve a programmare questi fondamentali interventi per i cittadini

TRENO SOPPRESSO

I lavori lungo la linea adriatica sono necessari per adeguare la linea a standard di maggior velocità e per il trasporto merci dai porti del sud, tuttavia non è accettabile che proprio per via della loro prevedibilità con ampio anticipo, l’utenza di centinaia di persone si trovi ad affrontare disagi incomprensibili a causa di assenza totale di comunicazione di Trenitalia.

In un’epoca in cui mandare sms, email e notificare eventi in tempo reale, non costa alcunché e si può raggiungere la cittadinanza in tanti modi è surreale la superficialità con cui non sia stata gestita la situazione tanto da paragonare gli effetti a quelli di una emergenza.

 

Incontro al MIT con i rappresentanti di FIAB Onlus

Ieri ero con il ministro Danilo Toninelli e i rappresentanti di FIAB Onlus, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, per discutere della mobilità del nostro Paese e delle norme da modificare per facilitare un cambiamento culturale e di abitudini che si traduca in un mix quotidiano efficiente di modalità di trasporto diverse, combinate con intelligenza per rendere migliore la qualità della vita degli italiani.
Il Ministro a margine dell’incontro mi ha rappresentato la volontà di riformare integralmente il codice della strada (ormai in molte parti incoerente e troppo incentrato in una visione automobile-centrica) e pertanto proseguire il percorso legislativo, già avviato nella scorsa legislatura, che delega il governo alla revisione totale del testo.

TAP tra fantasia e amnesie

Fantasiose le ricostruzioni del manager di TAP, dott. Scheppati, secondo cui non vi è alcun impatto ambientale. Non potendo ignorare l’inquinamento di falda che la sua società ha causato avvelenando l’acqua del sottosuolo con metalli pesanti e sostanze tossiche come nichel, cromo, arsenico, vanadio e manganese, le sue affermazioni devono essere frutto di pura fantasia o amnesia profonda.

O forse è un problema di scarsa conoscenza della lingua italiana se “minimizzare l’impatto” o “annullarlo” per lui vuol dire non aver svolto forse adeguate indagini geomorfologiche e dell’ambiente marino e dover quindi affrontare due varianti al progetto: hanno costruito il pozzo di spinta in una palude e l’accesso al mare in un habitat marino da preservare.
Parla ancora di necessità per l’Italia del gas, evidentemente dimenticando colpevolmente che il nostro Paese ha una capacità di importazione doppia rispetto agli attuali consumi (130 miliardi di metri cubi): potremmo spegnere oggi tutte le centrali a carbone e a olio combustibile senza dover importare la punta di uno spillo di ulteriore gas.

I loro standard di sicurezza sono cosi alti che hanno progettato la centrale di decompressione, un impianto che brucerà gas con ulteriori emissioni in atmosfera, con gravissimo pericolo in caso di esplosione per chi abita nelle abitazioni prossime alla stessa, a poche centinaia di metri dai centri abitati di Melendugno, Vernole e Castrì.

Altra grave amnesia o cosciente elusione della realtà: il gasdotto è pagato per svariate centinaia di milioni di euro anche con soldi pubblici, cioè soldi dei contribuenti europei, pertanto pure italiani che non avranno alcuna riduzione del costo delle loro bollette.

Se si raccontasse agli italiani la verità invece di ripetere continue mistificazioni certamente rimarrebbe solo lui a favore di questa infrastruttura.

Mobilità sostenibile: oggi al lavoro in bici per rivoluzionare le città

Questa mattina abbiamo percorso 6 km in bici, attraversando Roma per puntare i riflettori sulla mobilità urbana e sulla necessità di rivoluzionarla.

Siamo orgogliosi di aver aderito alla giornata del Bike to work promossa dalla Fiab e sostenuta da Riccardo Iacona, conduttore del programma Presa Diretta su Rai 3. Con loro abbiamo discusso della necessità di diffondere in maniera capillare l’uso quotidiano della bicicletta, restituendo centralità a ciclisti e pedoni nell’attraversamento delle città. Se i nostri centri urbani attueranno questa rivoluzione, anche le persone cambieranno più facilmente abitudini scegliendo bici e mezzi pubblici e liberando le strade dai veicoli a motore, con tutti i vantaggi del caso.

Abbiamo fatto nostro lo slogan dell’iniziativa di oggi, “Cambia e vai!”, e in Parlamento siamo al lavoro per incentivare questa “rivoluzione dei pedali” e rendere concreto anche in Italia, quel modello di città realmente a misura di persona che tanto ci piace scoprire nei nostri viaggi all’estero.

Ferrovie Appulo Lucane, finalmente la guida è affidata ad una persona preparata, di specchiata moralità e indipendente dalla partitocrazia

Finalmente alle FAL arriva una persona preparata, di specchiata moralità e indipendente dalla partitocrazia: l’avv. Rosario Almiento!

Una persona che con autonomia dalla politica, esperienza giuridica e grande volontà di tutelare l’interesse pubblico generale è riuscita a rimettere in sesto il bilancio di una azienda di trasporto pubblico (solitamente carrozzoni inefficienti, come era Stp Brindisi nei 40 anni precedenti la sua nomina), migliorare la qualità del servizio e portare armonia nel rapporto con i dipendenti.

Benissimo ha fatto il ministro Danilo Toninelli, con questa nomina, a dare il segno di discontinuità e rinnovamento che premia il merito, la capacità e la competenza.
Qualità e caratteristiche evidenti se si guardano i risultati (riportati in foto) che il presidente di “Stp Brindisi” (società 66,6 della Provincia di Brindisi e 33,4 del Comune di Brindisi) ha realizzato nel suo mandato di amministratore pubblico.

Ridicole appaiono le rimostranze sindacali di alcune sigle e di altri operatori del settore su impossibili “invasioni di campo” dei vettori automobilistici su quelli ferroviari soltanto perché le Fal non sono in Consorzio Cotrap cui appartiene invece Stp Brindisi, nascondendo ai cittadini che i km sostitutivi (le corse ferroviarie effettuate con autobus) appartengono a bacini differenti e che eventualmente messi a gara dalla Regione, sono regolati da contratti di servizio con la stessa Regione!

Ancor più risibili emergono le questioni di bottega, rappresentate da coloro che credono che l’organo di amministrazione sia una spartizione di poltrone. Di conseguenza propagandando l’idea che la provenienza geografica dei consiglieri nel cda sia garanzia della tutela di quei territori, che quindi sono considerati in competizione in una visione assolutamente miope delle funzioni attribuite ad un Cda, a maggior ragione se di una azienda pubblica che eroga servizi essenziali.

Poi addirittura l’assessore Giannini che farneticava di disastri potenziali nei cantieri per il cambio di presidente (con tale logica non si potrebbe eleggere alcun sindaco e nemmeno rinnovare vertici di nessuna azienda pubblica dalle municipalizzate a quelle di Stato), mentre ammetteva che ancora nel 2013, al suo arrivo dopo ben 5 anni di gestione Colamussi, le Fal erano tutt’altro che efficienti e contestualmente dimenticava il grave vulnus di avere un organo di indirizzo e controllo (presidente/cda) saldamente fuso all’organo di gestione (direttore generale).
Per chi lamentava un aggravio di costi, ricordo che queste nomine ristabiliscono il principio di legalità sancito dalle ultime normative in materia.

Ma la figura peggiore l’ha fatta il presidente Michele Emiliano che ha mostrato ancora la sua immensa “goffagine” istituzionale, intrisa di presunzione: ha pubblicamente attaccato il ministro senza fondamento, ben sapendo che non vi era alcuna richiesta formale dato che l’incontro era concordato per le vie brevi proprio con il fine di rendere più rapida l’interlocuzione (sempre lealmente auspicata dal ministro, che ha esercitato le sue prerogative previste per legge). Ha reso evidente che andava a Roma per sponsorizzare un nome, forte (?) della sua carica, e usava la preoccupazione della continuità dei cantieri solo come alibi per tale becero fine, arrivando anche a strumentalizzare le parole del Ministro Barbara Lezzi.

In questi giorni di sterili polemiche, di attacchi infimi e pressioni inutili, ho maturato con ancor più convincimento l’idea che la nomina dell’avv. Almiento è la scelta migliore semplicemente perché giusta per i pugliesi e i lucani.

Il tempo ovviamente dimostrerà agli scettici che il cambiamento non è lo spoil system o la difesa di interessi di campanile, ma liberare le migliori energie del Paese e metterle a servizio dei cittadini per migliorare la qualità della vita degli italiani.

Contratto MIT-RFI arriva in Parlamento

Martedì scorso la commissione Trasporti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica hanno ricevuto il nuovo contratto di Programma 2017-2021, parte investimenti (parte Servizi è affrontata in altro atto già discusso nella scorsa legislatura), tra MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) ed RFI (Rete Ferroviaria Italiana, la società del gruppo Ferrovie dello Stato Italiano) che trovate cliccando QUI.

È l’atto più importante del nostro Paese sulle infrastrutture ferroviarie perché definisce esattamente gli investimenti per il futuro immediato (5 anni) con una visione di medio lungo periodo (fino al 2026). In altre parole è fondamentale perché disegna una parte rilevantissima della nostra vita quotidiana: la mobilità e il trasporto (delle merci e delle persone) di lunga percorrenza. È qui che si tracciano le linee direttive relative a collegamenti, coesione territoriale, integrazione intermodale.

In un momento storico nel quale la tragedia di Genova evidenzia che parte degli spostamenti in auto diverrebbe superfluo se i cittadini avessero alternative convenienti (sostenibili, economiche, flessibili, comode, rapide, capillari), è fondamentale una riflessione sul sistema dei trasporti del Paese e sulle basi sulle quali si poggia: le sue infrastrutture.

Come noterete l’atto che riguarda gli investimenti dal 2017 arriva al Parlamento nel 2018, dopo un lungo iter che prevede il vaglio preventivo di altri organismi (Corte dei Conti, Consiglio di Stato, CIPE Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica,…): questo perché storicamente si è voluto giustamente dare ai portavoce del popolo italiano l’ultima parola.

Ps: è possibile interrogare il portafoglio investimenti secondo i filtri cliccando QUI:
– “Programma” (*)
– “Progetto” (**)

Per i “Progetti” è inoltre possibile selezionare gli investimenti secondo una vista regionale.
Per ogni singolo “Programma” o “Progetto” sono disponibili link ai report con: descrizione, costi, tempi, risorse, ecc.

Una risposta a Salvini su Tap.

Volere il gasdotto per uno sconto in bolletta del 10%, vuol dire non avere argomenti e propagandare slogan sperando che il popolo ignorante abbocchi alle solite promesse che poi sono uguali a quelle di Emiliano e identiche a quelle volute per far accettare Ilva ai Tarantini (quando era azienda dj stato come italsider!) e le trivelle in Val D’Agri in Basilicata.

Un gasdotto che deroga alle direttive UE sulla concorrenza e il mercato non porta nessuna riduzione dei prezzi dell’energia e anche si potesse avere una riduzione della bolletta con un accordo “politico”, l’esperienza dimostra che l’effetto reale è un generale impoverimento testimoniato da bassi redditi procapite e altissime percentuali di disoccupati (molto oltre le medie del sud italia)

Una risposta a Salvini su Tap…Volere il gasdotto per uno sconto in bolletta del 10%, vuol dire non avere argomenti e propagandare slogan sperando che il popolo ignorante abbocchi alle solite promesse che poi sono uguali a quelle di Emiliano e identiche a quelle volute per far accettare Ilva ai Tarantini (quando era azienda dj stato come italsider!) e le trivelle in Val D’Agri in Basilicata.Un gasdotto che deroga alle direttive UE sulla concorrenza e il mercato non porta nessuna riduzione dei prezzi dell’energia e anche si potesse avere una riduzione della bolletta con un accordo “politico”, l’esperienza dimostra che l’effetto reale è un generale impoverimento testimoniato da bassi redditi procapite e altissime percentuali di disoccupati (molto oltre le medie del sud italia)

Publiée par Diego De Lorenzis sur Samedi 15 septembre 2018

L’autostrada del Salento solo un atto di propaganda

La mozione votata in consiglio regionale è un atto di “propaganda” che non serve ai pugliesi, tantomeno ai turisti. Come sempre, non siamo pregiudizialmente contrari a ulteriore infrastrutturazione e i colleghi in regione hanno voluto dimostrare posizione non ideologica di apertura per il bene dei pugliesi. Le stesse premesse della mozione approvata sono discutibili e per questo serve un ampio e serio approfondimento relativo ai flussi e ai problemi di sicurezza, poiché i dati di Arem e Anas sono scarsi e lacunosi e scandalosamente ancora non sono resi pubblici, nonostante le disposizioni di legge del codice dell’amministrazione digitale.

Le proposte avanzate sono la cura conseguente ad una diagnosi errata. È come sperare di spegnere un incendio gettando secchi di benzina. La prospettiva è assolutamente da capovolgere: la eventuale saturazione delle arterie stradali sono il sintomo di un eccesso di autovetture, non di una scarsità di infrastrutture. La creazione di strade e parcheggi attira solo più auto e congestione, non crea occasioni di mobilità alternativa come dimostrano gli ultimi 50 anni di storia del Paese con più alto tasso di motorizzazione europeo. Senza una necessaria analisi degli scenari alternativi ogni atto sulla mobilità è assurdo credere che maggiore cementificazione risolva il problema di congestione e di sicurezza.
Bisogna certamente investire nella messa in sicurezza dell’esistente e a tal punto esortiamo Anas e Arem ad indicare pubblicamente i punti neri (a maggior rischio) delle infrastrutture. La regione dovrebbe prevedere di recuperare risorse da investire nel rafforzamento del trasporto regionale ferroviario, collettivo e condiviso (car sharing, car pooling, tpl,…) sostenibile e intermodale che includa prioritariamente le bici nell’area metropolitana e urbana di bari: questo potrebbe anche più che dimezzare il flusso esistente tra bari sud e bari nord come dimostrano le iniziative in tal senso nelle tante esperienze europee e anche recentemente le iniziative adottate a Genova dopo l’interruzione del ponte. Con il ministro Toninelli abbiamo già ribadito che l’epoca in cui vengono realizzate grandi opere inutili e dannose per salute e ambiente, che sottraggono terreno fertile, spazio pubblico e risorse finanziarie ai cittadini per rimandarne o aggravarne i problemi, è finita.