Ciclovia Acquedotto Pugliese: Regione Puglia e Aqp recitano una farsa!

Sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese interviene il deputato pugliese del M5S Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazione alla Camera.

La ciclovia dell’acquedotto Pugliese è stata finanziata a dicembre 2015 grazie alle pressioni del Coordinamento dal Basso per la ciclovia dell’acquedotto pugliese, che ne ha promosso l’inserimento in legge di Bilancio e poter quindi beneficiare dei 91 milioni di euro stanziati per finanziare inizialmente solo le ciclovie Venezia Torino, Verona-Firenze, Grande raccordo delle biciclette a Roma

Gli annunci e i proclami di Acquedotto Pugliese e della Regione Puglia si scontrano nei fatti con la loro inerzia sul tema che dura da 2 anni: tali dichiarazioni hanno il sapore di slogan vuoti per il turismo e per la mobilità sostenibile perché privi di reale volontà politica e della visione di dare a questo progetto l’attenzione che merita”

Infatti, recentemente con una nota la società, ha negato il permesso per lo svolgimento della cicloesplorazione promossa dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia, un insieme di 66 associazioni e 26 imprese e migliaia di cittadini che promuovono il progetto, prevista per Settembre: un tour di alcuni giorni organizzato per percorrere la ciclovia nella sua interezza dalla fonte a Caposele in provincia di Avellino fino al capo di Santa Maria di Leuca, con lo scopo di documentare gli interventi per renderla fruibile e promuoverne la diffusione tra turisti e cicloamatori.
Anzi all’inerzia si aggiunge l’assurda ed evidente manifestazione della Società Acquedotto pugliese e della Regione Puglia di voler ostacolare nei fatti questo progetto: citare un regio decreto del 1904 per impedire l’unica iniziativa di promozione, tra l’altro a costo zero per le casse pubbliche, svolta da soggetti non istituzionali è un grave errore di miopia politica. Gli assessori Giannini e Capone non hanno compreso il valore di questa arteria che non è un percorso di 5 km per le domeniche fuori porta, ma un volano economico straordinario sinergico a tutte le iniziative di promozione turistica e alla reale destagionalizzazione del turismo del Sud Italia.

E mentre qualcuno si adopera per mettere i <<bastoni tra le ruote>> al progetto dopo aver siglato con il Ministero un accordo per la ripartizione di quelle risorse, le altre Regioni che credono davvero in queste iniziative e vogliono investire anche proprie risorse nel turismo sostenibile perché ne riconoscono l’enorme potenziale, si sono adoperate per accedere a quei fondi, ottenendo di ripartire quelle risorse anche per altre ciclovie di interesse nazionale.

Perdere due anni di vantaggio rispetto ad altre Regioni é demotivante ma é ancor più assurdo dover spiegare a questa giunta e ai vertici di Aqp che c’è una legge dello Stato che non chiede di realizzare una nuova infrastruttura, tantomeno di lastricare o cementificare una lingua di terra, ma finanzia la messa in sicurezza e la fruibilità di un’opera che esiste già, immersa nella natura, che attraversa località meravigliose, paesaggi naturali incontaminati, e attraversa perle turistiche piene di storia e di cultura.

Valorizzare e dare impulso al meritorio impegno al Coordinamento dal Basso delle associazioni per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese non solo è un obbligo di responsabilità sociale dell’azienda ma un atto doveroso dato che la Cicloesplorazione del 2016, la pubblicazione recente del libro e delle tracce gps, stanno incrementando esponenzialmente l’uso di questa ciclovia.

L’Acquedotto pugliese ha negato la propria collaborazione, contrariamente a quanto avvenuto nel 2016, fornendo la disponibilità al passaggio solo per qualche chilometro e per una sola giornata.
Già un anno fa sotto il coordinamento degli uffici tecnici di AQP ed a seguito di sopralluoghi congiunti, il percorso autorizzato comprendeva lunghi tratti accessibili e percorribili in sicurezza.

Alla nuova richiesta di eventi come la Cicloesporazione, distintasi per successo di pubblico ed operatori, c’è stato un diniego assurdo. Non vi è alcuna motivazione reale in ordine alla sicurezza della integrità della infrastruttura e dei ciclisti, atteso che la ciclovia è percorsa quotidianamente da un numero crescente di persone per turismo, a piedi, in bici e a cavallo che non possono arrecare pregiudizio di alcun tipo ai luoghi interessati. Nè sussistono situazioni di pericolo ed al massimo sarà sufficiente segnalare il pericolo o adoperarsi per porre in sicurezza quei pochi punti di intersezione con le strade ad alto flusso veicolare.
Invece, di porre assurdi divieti di transito e veti pretestuosi, Regione e Acquedotto dovrebbero adoperarsi per rimuovere gli ostacoli alla fruizione dell’intero percorso!

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese può divenire una incantevole “via verde” con i suoi straordinari paesaggi naturali che non hanno bisogno di alcun intervento. Esorto pertanto l’Acquedotto pugliese, la più grande azienda idrica d’Europa, custode di un patrimonio infrastrutturale, storico e culturale che appartiene all’Italia tutta ed al Mezzogiorno in particolare, a consentire la fruizione della Ciclovia anche grazie agli eventi promossi dal Coordinamento e dalle comunità locali, dando seguito alle richieste cariche di enormi aspettative che giungono da ogni parte d’Italia e dall’estero.” – conclude il deputato – “Questa è la via per garantire immediatamente un’economia sostenibile con ricadute economiche sui territori: abbiamo un tesoro ed è irragionevole tenerlo chiuso in un forziere!”.

Progetto 4usMobile

Oggi all’hotel Patria viene presentato il progetto 4usMobile. Un’altra startup di mobilità sostenibile che sfrutta le piattaforme informatiche e auto elettriche per dare un servizio di trasporto condiviso.
La mobilità sta cambiando, le esigenze e le aspettative di pendolari e turisti stanno crescendo e la politica deve governare e coadiuvare questo cambiamento.

Intervista sulla Gazzetta del Mezzogiorno

1. Onorevole De Lorenzis, la senatrice Bellanova dice che, a giudicare dai primi atti, il Governo Conte è pessimo e che a dettare la linea è Salvini. Come replica?

Al suo posto mi preoccuperei di un’analisi del voto. Poi avrà l’estate per studiare la differenza tra pil e produzione industriale e approfondire cosa voglia dire sviluppo sostenibile e cercare i dati dei consumi di gas degli ultimi 15 anni.
Se questo è il livello dell’opposizione, il Governo e il Paese non hanno nulla da temere.

2. Lei come giudica la politica sull’immigrazione portata avanti dal ministro dell’Interno?

La politica sull’immigrazione è quella portata avanti dal Primo Ministro Conte che a Berlino e nelle altre sedi internazionali ha posto seriamente all’attenzione dei partner Europei lo sforzo solitario del nostro Paese. È quella che chiede dei centri degli organismi internazionali per il riconoscimento dei richiedenti asilo nei Paesi di transito e ove possibile di origine che evitino viaggi della speranza e assicurare ogni tutela invece a chi scappa da persecuzioni e guerre, diminuendo da 2 anni a 2 mesi il tempo di permanenza e bloccando chi lucra su tragedie umanitarie. In sole due settimane abbiamo incassato l’impegno Germania e indotto finalmente anche Francia e Spagna a aiutarci nella gestione di questo problema: un risultato storico e un cambio di metodo assoluto.

3. Cosa potrà fare invece il ministro Barbara Lezzi per il Sud e per il Salento in particolare, non avendo un dicastero con portafoglio?

Ho sentito critiche sterili e strumentali da personalità molto note che fanno finta di dimenticare che nessun ministro con la delega al mezzogiorno, al sud o alla coesione sociale ha mai avuto portafoglio. Il potere di chi ha creato danni al Sud e ha scelto di non tutelare le Regioni meridionali, per esempio non pretendendo il rispetto della clausola del 34%, non dipende dalla mancanza del portafoglio al dicastero. Il Ministro Lezzi è persona capace, competente e determinata: mix di qualità assenti finora in chi l’ha preceduta nel suo ruolo. Finalmenre abbiamo qualcuno che ha la ferma volontà e la libertà, insieme agli altri suoi colleghi ministri, di colmare le storture finora deliberatamente portate avanti al Sud in danno di tutti gli italiani.

4. Su Tap c’è stato un mezzo passo indietro proprio nelle parole pronunciate dal ministro Lezzi. E le polemiche non si sono fatte attendere. Il gasdotto si deve fare e con approdo a San Foca?

Nessun passo indietro. Il ministro ha solo ricordato che il Parlamento ha ratificato degli atti e bisogna agire nelle sedi opportune per mettere in discussione i procedimenti autorizzativi: stiamo da sempre lavorando in questa ottica e oggi diamo tutto il contributo necessario a chi può far valutare degli elementi finora ignorati.

5. Tagli ai costi della politica. Anche questo è un cavallo di battaglia. Perché tarda ad arrivare ad esempio alla Camera presieduta dal suo collega di Movimento Fico?

Nessun ritardo. È il tempo minimo necessario per fare bene: le ultime nomine a completamento del Governo implicano la elezione di nuovi componenti nell’ufficio di Presidenza. È una delle nostre stelle polari e sarà approvata nelle prossime settimane dato che il provvedimento è già pronto.

Il mio intervento in aula sul tema Alitalia

Grazie Presidente, Membri del Governo e colleghi Deputati,

In questa legislatura, come in quella precedente, siamo costretti ad occuparci di una società in estrema sofferenza, la quale – deve esser chiaro a tutti – va imputata ad una politica industriale miope e incapace di progettualità, cui si somma una mala gestio che ha condotto all’insolvenza e che ha generato più volte gravi esuberi e cassa integrazione.

Alitalia è stata sull’orlo del fallimento a causa di operazioni (sempre avallate dai Governi dell’epoca) molto discutibili, che hanno eroso e dissipato gradualmente e inesorabilmente i beni e le risorse aziendali, fondamentali per il loro valore economico quantificato in miliardi di euro,
e soprattutto per quello strategico nella loro funzione aziendale, a tal punto da creare enormi problemi di sostenibilità economico-finanziaria all’azienda.

Se siamo giunti al terzo decreto dell’ennesimo salvataggio, sono state compiute scelte evidentemente irresponsabili o quantomeno poco lungimiranti.

In questi anni, le numerose operazioni di cessione, e le conseguenti trattative, non hanno allontanato a sufficienza la compagnia aerea dall’orlo del burrone rappresentato dal fallimento.

Come è emerso nel corso delle audizioni dei commissari, sono stati sistematicamente e deliberatamente stipulati contratti svantaggiosi:

  • per l’acquisto di carburante,
  • per il noleggio degli aeromobili,
  • per i servizi di manutenzione,
  • per il sistema di prenotazione dei biglietti
  • per i corsi del personale.
  • E infine, come se non bastasse, sono stati sottoscritti accordi incredibilmente penalizzanti, anche per la vendita degli slot in aeroporti importanti nel traffico europeo e internazionale e per i voli sulle rotte di lungo raggio.

Altre scelte, molto dubbie, hanno avuto, nel migliore dei casi, un effetto positivo superficiale e comunque di breve durata.

Alitalia è stata quindi ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria secondo quanto previsto dalla cosiddetta legge Marzano.

La situazione è complessa e delicata. In questo stato, occorre valutare molto attentamente gli interventi da porre in atto, per cercare di evitare che essi possano ulteriormente aggravare le già rilevanti conseguenze di questo contesto per lavoratori, creditori e, più in generale, per tutta la collettività.

Presidente, voglio approfittare di questa occasione affinché quest’aula rivolga un momento di attenzione ai lavoratori di questa azienda. Anche i commissari hanno dato atto, che si tratta di persone, di italiani, che hanno fatto un grande sforzo e hanno lavorato in un clima di assoluta collaborazione, pur avendo vissuto gli ultimi anni in un contesto di incertezza e preoccupazione che si protrae da tempo.

La relazione tecnica al provvedimento in esame afferma che la norma non determina nuovi oneri a carico del bilancio dello Stato, né alcun effetto finanziario, atteso che la nuova scadenza del finanziamento ricade nel medesimo esercizio precedentemente individuato.

Quindi tempo e non ulteriori aggravi.

Tempo che il nuovo Governo avrà a disposizione per ascoltare i commissari e tutte le parti in causa, al fine di adottare tutti gli interventi necessari, in primis quelli volti ad acquisire maggiori informazioni.

Infatti, a seguito dell’ammissione della società all’amministrazione straordinaria, si è assistito ad un vero e proprio vuoto informativo, confermato anche nel ciclo di audizioni recentemente svoltesi al Senato.

Infine, proprio sull’importanza di avere chiarezza e sufficienti informazioni per operare scelte consapevoli, vorrei ricordare che al provvedimento sono state apportate modifiche importanti, grazie alle quali i commissari dovranno produrre una dettagliata relazione nel segno di una trasparenza indispensabile che finora è mancata. Per questo, non posso non rivolgere un ringraziamento ai colleghi senatori per il loro lavoro di ascolto e ai colleghi deputati per aver previsto tale intervento.

Per queste ragioni il Movimento 5 Stelle voterà a favore di questo provvedimento: il Parlamento e il Governo hanno la possibilità di intervenire e lavorare, durante questi ulteriori 3 mesi, dedicando a tale vicenda tutta l’attenzione che merita.

Rivedi il mio intervento alla Camera

Grazie Presidente, Membri del Governo e colleghi Deputati! In questa legislatura, come in quella precedente, siamo costretti ad occuparci di una società in estrema sofferenza, la quale – deve esser chiaro a tutti – va imputata ad una politica industriale miope e incapace di progettualità, cui si somma una mala gestio che ha condotto all’insolvenza e che ha generato più volte gravi esuberi e cassa integrazione.Alitalia è stata sull’orlo del fallimento a causa di operazioni (sempre avallate dai Governi dell’epoca) molto discutibili, che hanno eroso e dissipato gradualmente e inesorabilmente i beni e le risorse aziendali, fondamentali per il loro valore economico quantificato in miliardi di euro, e soprattutto per quello strategico nella loro funzione aziendale, a tal punto da creare enormi problemi di sostenibilità economico-finanziaria all’azienda.Se siamo giunti al terzo decreto dell’ennesimo salvataggio, sono state compiute scelte evidentemente irresponsabili o quantomeno poco lungimiranti. In questi anni, le numerose operazioni di cessione, e le conseguenti trattative, non hanno allontanato a sufficienza la compagnia aerea dall’orlo del burrone rappresentato dal fallimento.Come è emerso nel corso delle audizioni dei commissari, sono stati sistematicamente e deliberatamente stipulati contratti svantaggiosi:per l’acquisto di carburante, per il noleggio degli aeromobili,per i servizi di manutenzione, per il sistema di prenotazione dei bigliettiper i corsi del personale. E infine, come se non bastasse, sono stati sottoscritti accordi incredibilmente penalizzanti, anche per la vendita degli slot in aeroporti importanti nel traffico europeo e internazionale e per i voli sulle rotte di lungo raggio. Altre scelte, molto dubbie, hanno avuto, nel migliore dei casi, un effetto positivo superficiale e comunque di breve durata. Alitalia è stata quindi ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria secondo quanto previsto dalla cosiddetta legge Marzano. La situazione è complessa e delicata. In questo stato, occorre valutare molto attentamente gli interventi da porre in atto, per cercare di evitare che essi possano ulteriormente aggravare le già rilevanti conseguenze di questo contesto per lavoratori, creditori e, più in generale, per tutta la collettività.Presidente, voglio approfittare di questa occasione affinché quest’aula rivolga un momento di attenzione ai lavoratori di questa azienda. Anche i commissari hanno dato atto, che si tratta di persone, di italiani, che hanno fatto un grande sforzo e hanno lavorato in un clima di assoluta collaborazione, pur avendo vissuto gli ultimi anni in un contesto di incertezza e preoccupazione che si protrae da tempo. La relazione tecnica al provvedimento in esame afferma che la norma non determina nuovi oneri a carico del bilancio dello Stato, né alcun effetto finanziario, atteso che la nuova scadenza del finanziamento ricade nel medesimo esercizio precedentemente individuato.Quindi tempo e non ulteriori aggravi. Tempo che il nuovo Governo avrà a disposizione per ascoltare i commissari e tutte le parti in causa, al fine di adottare tutti gli interventi necessari, in primis quelli volti ad acquisire maggiori informazioni. Infatti, a seguito dell'ammissione della società all'amministrazione straordinaria, si è assistito ad un vero e proprio vuoto informativo, confermato anche nel ciclo di audizioni recentemente svoltesi al Senato. Infine, proprio sull’importanza di avere chiarezza e sufficienti informazioni per operare scelte consapevoli, vorrei ricordare che al provvedimento sono state apportate modifiche importanti, grazie alle quali i commissari dovranno produrre una dettagliata relazione nel segno di una trasparenza indispensabile che finora è mancata. Per questo, non posso non rivolgere un ringraziamento ai colleghi senatori per il loro lavoro di ascolto e ai colleghi deputati per aver previsto tale intervento.Per queste ragioni il Movimento 5 Stelle voterà a favore di questo provvedimento: il Parlamento e il Governo hanno la possibilità di intervenire e lavorare, durante questi ulteriori 3 mesi, dedicando a tale vicenda tutta l’attenzione che merita.https://youtu.be/1Zv8cv1d0HA

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mercredi 20 juin 2018

DL Dignità: voti su temi importanti in Commissione Trasporti

Questo pomeriggio ho presieduto la IX Commissione per la seconda volta, con tanta emozione perché abbiamo affrontato temi importanti: abbiamo votato favorevolmente il parere sul dl dignità per la parte di competenza relativa alla pubblicità del gioco d’azzardo (inutile dirvi le argomentazioni penose improbabili e strumentali usate dalle opposizioni e che potete visualizzare in basso); inoltre abbiamo dato risposte al question time grazie al sottosegretario Michele Dell’Orco e lavorato sul recepimento di una direttiva UE per i requisiti sulle imbarcazioni per la navigazione interna.

Per rivedere l’intera seduta della Commissione Trasporti, CLICCA QUI.

Tap: serve accordo con la Lega, non è tra i punti del programma

Sul Tap è necessario un accordo con la Lega, perché non è tra i punti del programma: siamo certi di poter convincere Salvini che questa opera è inutile e dannosa.

Su questo tema la nostra posizione è nota e ci batteremo, come sempre abbiamo fatto in tutte le sedi, per difenderla!

Ne approfitto per ribadire che la strategia di Emiliano è assolutamente inaccettabile. Il gas di Tap non serve per decarbonizzare (potremmo spegnere le centrali a carbone domani senza importare un metro cubo di gas aggiuntivo): Ilva va chiusa (in ogni caso gli indiani di ArcerolMittal continueranno a usare carbone) e la centrale Federico II va chiusa immediatamente (e Enel ha smentito più volte la volontà e la convenienza di riconvertirla, anche perché esistono già centrali elettriche a gas che teniamo spente). Emiliano invece di sparare castronerie dovrebbe occuparsi di dismettere gli inceneritori e chiudere discariche con impianti di compostaggio aerobici pubblici e di prossimità (di piccola taglia) se vuole davvero decarbonizzare la Puglia. Magari, “aiutare” i pugliesi a mettersi pannelli fotovoltaici (per case e imprese) e solari-termici (per acqua calda sanitaria sopra ai tetti delle abitazioni civili).

Se Emiliano volesse decarbonizzare davvero, allora aumenterebbe i fondi per il trasporto regionale, in particolare quello ferroviario, e elettrificherebbe le tratte oggi ancora coperte da littorine Diesel, perché decarbonizzare vuol dire anche togliere auto dalle strade. Per questo potrebbe incentivare i comuni al car sharing e car pooling, al bike sharing, ad aumentare le ztl, le zone ciclopedonali e quelle a velocità ridotta (zone 10 e zone 20).
Se Emiliano avesse voluto decarbonizzare avrebbe stanziato soldi per la bretella ferroviaria con l’aeroporto di Brindisi e copierebbe le iniziative romagnole per far venire turisti in treno invece che in auto (come suggerisco da 5 anni), si preoccuperebbe di dare impulso alla ciclovia dell’acquedotto e alle ferrovie turistiche…
Ma mentre dorme continua a delirare su argomenti che non conosce o fa finta di ignorare!

Tap, De Lorenzis: “serve accordo con la Lega, non è tra i punti del programma”