Il M5S vuole dare soluzioni ai problemi degli italiani!

Quando diciamo che i partiti non sono solo irresponsabili ma proprio colpevoli di non voler cambiare lo status quo e dare soluzioni ai problemi degli italiani!

Riguarda il Video dell’intervento del Capo politico del M5S, Luigi Di Maio

Un messaggio importante per voi.

Bisogna tornare al voto il prima possibile. Tutti parlano di inserire un ballottaggio nella legge elettorale, ma il ballottaggio sono le prossime elezioni. Quindi dico a Salvini, adesso chiediamo insieme di andare a votare, e facciamolo finalmente questo secondo turno a giugno. Visto che i partiti hanno paura del cambiamento. Allora facciamo scegliere ai cittadini tra rivoluzione e restaurazione.

Publiée par Luigi Di Maio sur Lundi 30 avril 2018

Sulla Tap questione di merito e di legalità

La battaglia No Tap non è mai stata una questione ideologica ma sempre di merito e di legalità. I cittadini dentro e fuori le istituzioni devono far sentire la propria voce e quella della propria comunità in maniera pacifica e non violenta.
Credo che il sequestro di oggi sia la dimostrazione più evidente della infondatezza di chi accusa il M5S di aver cambiato opinione sul gasdotto o chi lamenta la nostra presunta lontananza dal territorio.
Ringrazio gli attivisti che studiano le carte e ci danno il materiale per assolvere bene al nostro ruolo, i cittadini che ci sostengono e la magistratura che indaga, come è doveroso, senza alcun timore di una multinazionale dal potere e dai mezzi enormi.

Visita al cantiere Tap

Come avevamo preannunciato nei giorni scorsi, abbiamo portato avanti le azioni che avevamo anticipato a Melendugno.

Una nostra delegazione ha incontrato Venerdì scorso il prefetto di Lecce, dott. Palomba, per chiedere la sospensione dei lavori di Tap nelle more della formazione del nuovo Governo e dell’esito dell’incidente probatorio che deve stabilire l’applicazione della direttiva Seveso.

Ieri, invece ci siamo recati sul cantiere in località “Le Paesane” per appurare lo stato dei luoghi e verificare le attività in corso da parte della società TAP.

DEF e infrastrutture di trasporto

La Puglia non è certamente isolata dal punto di vista infrastrutturale ma certamente tutto il Sud Italia resta fortemente penalizzato dalle scelte miopi dei Governi che si sono succeduti finora.

Intanto, c’è un problema di allocazione di risorse che per decenni sono state dirottate al Nord per grandi opere inutili, semplicemente per spendere soldi in grandi appalti che finivano nelle tasche delle soliti “prenditori” e troppo spesso in corruzione.

Si continua a dire che al Sud arriverà l’alta velocità ma nessun treno arriverà a oltre 250 km/h nelle nostre regioni e questa concezione sposta il dibattito pubblico su un falso problema giacché il diritto alla mobilità non viene certo garantito con l’arrivo del frecciarossa a Lecce a 100 km/h.
Semmai le risorse di cui il Sud è stato privato avrebbero consentito di avere già realizzate almeno da 10 anni reti tranviarie e metropolitane nelle città, una maggiore offerta di servizio di trasporto pubblico urbano, extraurbano e regionale, una elettrificazione delle linee ferroviarie e un loro ammodernamento in sicurezza con conseguente aumento della velocità, la chiusura dei passaggi a livello e il raddoppio delle tratte ferroviarie, non solo locali come quella sulla linea adriatica ancora a binario unico.

Visita al centro universitario Corelab presso Ecotekne di Lecce

Ieri mattina insieme ad Antonella Laricchia e Michele Nitti ho visitato il centro universitario Corelab presso Ecotekne di Lecce, un polo di dove ingegneri in team con altri profili professionali creano soluzioni innovative con la collaborazione di aziende di rilievo internazionale come partner industriali. Un modo solido di creare occupazione ad alta specializzazione anche grazie a spinoff e startup.
Ringrazio il prof. Corallo per averci invitato a conoscere questa realtà del nostro territorio.

Stop ai lavori in attesa del nuovo governo per stemperare il clima

Ieri sul Quotidiano di Lecce, ho espresso la gravità di quanto sta accadendo a Melendugno, cercando di mettere in luce la grande responsabilità che ha avuto la politica nel determinare questo attrito fortissimo tra cittadini e personale in divisa.

Le recenti dichiarazioni del Presidente Emiliano rispetto alla mancanza delle condizioni di dialogo (dando quindi ragione ad esponenti del Governo) in un evento pubblico dopo le sue favole sulla necessità del gasdotto e sull’erronea localizzazione dell’approdo (affermando tra l’altro “la zona industriale di Brindisi è già compromessa”), che hanno generato ovviamente la contestazione e il risentimento dei presenti, sono irresponsabili e gettano benzina sul fuoco in una situazione già tesissima.
Altresì è assurdo che un Governo dimissionario e non più politicamente legittimato continui ad esacerbare ribadendo la prosecuzione dei lavori al cantiere.
È compito della Politica trovare soluzioni condivise con il territorio per evitare inutili e dannose contrapposizioni con i cittadini e addirittura tra Istituzioni.

Comunicato stampa in risposta alle dichiarazioni del Prefetto

 Le riflessioni sul benessere socioeconomico del territorio esposte ieri dal Prefetto Palomba in occasione del convegno organizzato dalla UIL sono decisamente difficili da accettare proprio per la funzione di grande responsabilità nel sistema istituzionale e per la grande esperienza nel ricoprire tale ruolo.
Certamente, è indubbio e ampiamente condivisibile che ciascun cittadino rivesta un ruolo fondamentale e imprescindibile per tutelare e diffondere la legalità e che tutti i soggetti debbano essere uniti per combattere le illegalità e difendere il territorio. Ma è proprio in questa ottica che la storia ha dimostrato che i “treni si perdono” proprio quando le infrastrutture si realizzano in condizioni di rischio di illegalità. La tesi secondo cui vengono perse preziose occasioni quando i cantieri di certe opere restano ferme non è accettabile, semmai è esattamente il contrario: centinaia di miliardi spesi in corruzione e malaffare sono soldi delle tasse degli italiani sottratti per l’arricchimento di pochi che viziano la leale concorrenza, la sicurezza dei lavoratori, la serenità degli utenti, le casse pubbliche.

Rifarsi poi all’alta velocità, che in realtà è altra velocità, rispolverando l’idea del frecciarossa come idea di modernità e di efficienza, vuol dire ignorare, non solo che sia un servizio a mercato, ma dimenticare il disastroso servizio pubblico regionale e intercity che finanziamo con quattrini pubblici, e soprattutto trascurare le priorità dei cittadini che usano quotidianamente linee ferroviarie obsolete e poco sicure col paradosso di dover pure mantenere 2-3 auto a famiglia.

La situazione drammatica di estrema difficoltà di tante, troppe, famiglie pugliesi è l’effetto di una politica spesso incapace, quando non addirittura collusa, che ha usato talvolta proprio questa leva per giustificare ogni nefandezza di certa imprenditoria. La vicenda della ss 275 ha dimostrato, e continua a dimostrare tuttora, da una parte la poca lungimiranza della classe politica per cui la parola “sviluppo” passa soltanto per cementificazione selvaggia che travolge qualsiasi regola e controllo e dall’altra il ruolo della cittadinanza attiva come presidio di legalità: proprio questa esperienza di sentinelle per la salvaguardia dei beni comuni rappresenta una esperienza dalla quale trarre profondo insegnamento e cui ispirarsi. Invece, continuiamo ad assistere ad opere inutili, se non addirittura dannose, come TAP, imposte dall’alto, decise in qualche segreta stanza, la cui strategicità non è mai spiegata pubblicamente semplicemente perché inesistente.
Il benessere socioeconomico può essere duraturo solo se è il frutto di scelte condivise, investimenti capillari in opere utili e diffuse, che diano ai cittadini servizi essenziali e accessibili e quando la politica crea condizioni lungimiranti di programmazione dell’assetto del territorio consentendo a ciascun cittadino di essere informato, libero da condizionamenti e pertanto non ricattabile.
La politica ha pertanto il compito urgente di ridefinire un quadro normativo certo e durevole dove il rischio di illegalità sia minimizzato e le energie imprenditoriali liberate da eccessivi e insensati controlli burocratici, ma allo stesso tempo che in presenza di condotte scorrette, puniscano severamente e celermente coloro che hanno danneggiato la società.
Le istituzioni tutte oggi più che mai, ispirandosi alla nostra carta costituzionale, hanno il dovere ineludibile e improcrastinabile di dare concretezza a quei principi e a quei valori che sono il fondamento del nostro vivere insieme.

Si punta al contratto di governo alla tedesca

Il risultato del 4 Marzo, al di là di ogni interpretazione di parte, ha evidenziato tre aspetti fondamentali. Innanzitutto il risultato elettorale conferma che gli italiani vogliono un governo che rappresenti la volontà popolare e abbia bocciato governissimi e governi tecnici
Poi, è altrettanto evidente che non vogliano un Governo che galleggi ma un esecutivo che si impegni in un cambiamento radicale rispetto alle politiche degli ultimi anni.
Infine, non meno importante, non sono interessati ai giochi di palazzo e al valzer di poltrone ma alla soluzione dei loro problemi quotidiani che attendono da decenni una risposta e che spesso nel passato recente si sono aggravati.

Forti di questo risultato, abbiamo imposto un metodo coerente, avviando interlocuzioni con tutti senza alcuna esclusione, dando finalmente seguito a quanto prevede la nostra Carta Costituzionale: la separazione del potere legislativo da quello esecutivo, “sganciando” le votazioni dei Presidenti di Camera e Senato dalla formazione del Governo.

Il centro destra per quanto si sforzi di apparire coeso è in realtà una coalizione che si è presentata agli italiani con 4 candidati Presidente del Consiglio e programmi differenti. La loro disaggregazione è divenuta ancor più evidente proprio durante le votazioni della seconda e della terza carica dello Stato e rimarcata proprio in occasione delle consultazioni presso il Quirinale dove ciascun leader di partito si è presentato singolarmente, sebbene il recente annuncio di presentarsi uniti al prossimo incontro con il Presidente della Repubblica.

Il Partito Democratico deve decidere se vuole dare una mano per risollevare l’Italia o fare l’aventino.

Il M5S, coerentemente a quanto detto in campagna elettorale, sente tutta la responsabilità di provare a dare un Governo al Paese.
Per questo non abbiamo escluso alcuna possibilità pur di dare soluzioni ai problemi degli Italiani attraverso l’attuazione di un programma preciso, concordato con le altre forze politiche anche nei tempi, nelle coperture economiche e nei modi, nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Per questo abbiamo avanzato la proposta di un contratto di Governo alla tedesca: auspichiamo una interlocuzione che permetta di trovare con altri una convergenza sulle soluzioni dei temi maggiormente urgenti per gli italiani.

Nonostante siamo gli unici ad aver votato contro questa legge elettorale, creata ad arte per consegnare il Paese a questo caos, non ci sottraiamo al dialogo che la situazione delicata impone, anzi lo abbiamo sollecitato fortemente, che coinvolga le forze presenti in tutto l’arco parlamentare. Continuiamo a porre una unica richiesta: trattiamo esclusivamente sulle soluzioni presenti nei programmi elettorali, non sulle poltrone.

Speriamo che nei prossimi giorni, la riflessione che il Presidente della Repubblica ha auspicato riesca a far maturare nelle altre forze politiche il medesimo senso di responsabilità per scongiurare lo scenario di ritorno al voto, che non ci spaventa ma che certamente non è auspicabile per gli italiani giacché significherebbe ancora posticipare quelle soluzioni che attendiamo da 30 anni.