Ho sottoscritto gli impegni del documento redatto dal sindaco Potì contro il progetto TAP

Stamattina al Comune di Melendugno, i candidati del M5S hanno sottoscritto gli impegni del documento redatto dal sindaco Potí contro il progetto TAP.

Lo abbiamo sottoscritto per coerenza, perché nel nostro programma elettorale già prevediamo di spegnere entro il 2020 tutte le centrali a carbone senza nessun nuovo gasdotto: oggi possiamo importare il doppio del gas di cui abbiamo necessità. Abbiamo già “centrali a turbogas” pronte ad entrare in funzione e le teniamo spente nonostante le paghiamo come “energia di scorta”. Vogliamo arrivare al 2050 senza utilizzare nessun combustibile fossile: per questo abbiamo previsto di dare impulso alle fonti rinnovabili (un settore ucciso dagli ultimi governi di cdx e csx), ai sistemi di stoccaggio e alla ricerca.

Per noi non è sbagliato solo l’approdo del gasdotto, ma l’esistenza stessa del progetto, considerando che i politici di carriera, quelli “competenti”, non sono stati capaci di venirne a spiegare la sua necessità ai cittadini sul territorio e in Parlamento.

Al Governo cancelleremo il decreto “Sblocca Italia” che ha reso il TAP infrastruttura strategica (oltre a permettere la costruzione di altri inceneritori, infrastrutture inutili e altre porcate). Rimetteremo in discussione l’accordo trilaterale (con Albania e Grecia) e in Europa pretenderemo di definanziare questa opera dannosa e pericolosa.

Nel nostro programma c’è la chiusura di ilva con bonifica e riconversione economica del territorio. Questa è l’unica decarbonizzazione reale e possibile.

I cittadini italiani non dovrebbero credere agli impegni scritti o verbali in campagna elettorale, ma guardare i voti espressi e gli atti ufficiali già presentati e la coerenza con il programma elettorale perché solo questo è il contratto che fa fede tra gli eletti e gli elettori.

Diffidate da chi vi ha dato dimostrazione di non essere credibile. Il 4 marzo potete decidere se essere parte del problema o della soluzione.

Sostengo le battaglie contro il CETA

Come candidato del M5S ontinuo a sostenere la battaglia contro accordi commerciali internazionali opachi che danneggiano la nostra economia, la nostra salute, le nostre produzioni di qualità, i diritti dei nostri lavoratori…
Anche gli esponenti di altre forze politiche firmano questi impegni peccato che hanno sostenuto o sono in coalizione con coloro che hanno sostenuto direttamente, negli anni precedenti, i Governi che volevano sottoscrivere tali accordi (vedi TTIP)

La coerenza non si ottiene con una promessa, la credibilità non si guadagna con uno slogan.

Codice appalti da rivedere. Norme più chiare per gli operatori.

Sono intervenuto ieri all’incontro sul codice degli appalti organizzato da ANCE, l’ordine degli ingegneri e quello dei geometri, per ribadire la posizione del m5s. Qui segue una sintesi del mio intervento.

Siamo assolutamente concordi con la necessità di una revisione sostanziale del nuovo codice degli appalti con un regolamento chiaro che dia certezza agli operatori del settore.

Per noi, gli imprenditori e i professionisti sono onesti e vanno sostenuti non intralciati da mille norme e adempimenti burocratici. Per questo abbiamo lanciato il sito leggidaabolire.it che raccoglie il disboscamento di 400 norme inutili cominciando con abrogazione di studi di settore, split payment, redditometro e spesometro, che invece di combattere la corruzione hanno imbrigliato il tessuto produttivo.

Certamente bisogna perseguire i disonesti, incrociando le banche dati della PA e anche con l’introduzione degli agenti provocatori sotto copertura. Non come hanno fatto i governi negli ultimi 25 anni, garantendo impunità ai colletti bianchi con decreti svuotacarceri, depenalizzazioni dei reati fiscali e scudi fiscali per il denaro portato all’estero da corrotti ed evasori. Serve una seria legge sul conflitto di interessi e una legge anticorruzione, con il Daspo per tutti coloro che operando nella pa o con la pa sono colpevoli di corruzione.

Infine, per favorire il 95% del tessuto produttivo italiano costituito da pmi, dobbiamo ripartire da investimenti in manutenzione sulle innumerevoli piccole opere utili al territorio su dissesto idrogeologico, riqualificazione patrimonio urbanistico e gli altri interventi necessari che creano ricchezza con un moltiplicatore di occupazione, invece di credere che il rilancio dell’economia passi per le grandi opere inutili e dannose come il Mose, il terzo Valico di Giovi, la Orte Mestre, la pedemontana veneta e lombarda, l’alta velocità Torino Lione, il nuovo aeroporto di Firenze,… che sono pure le opere dove spesso si annida malaffare, corruzione, speculazione, devastazione del territorio e che assorbono tutte le risorse che potrebbero essere destinate a migliorare le infrastrutture al sud Italia.

TAP: solo falsità dagli altri partiti

Su Tap solo falsità e menzogne da parte di tutte le forze politiche. La grande ipocrisia è mascherata da una discussione inutile sull’approdo che tutti sapevano non si sarebbe potuto modificare dopo la ratifica dell’accordo tra Grecia, Albania e Italia approvato con il benestare della viceministro Bellanova, le bugie del ministro Franceschini e di tutto il PD.
L’inutilità del gasdotto per gli italiani è evidente ma a molti conviene raccontare bugie come Emiliano e D’Alema: l’Italia oggi ha già disponibile il doppio del gas di cui necessità, tanto che il m5s al Governo chiuderà tutte le centrali a carbone e a olio combustibile entro 2020 senza un nuovo gasdotto o rigassificatore!
Inoltre, la verità è che quest’opera non ha ancora tutte le autorizzazioni e che la sua realizzazione sarebbe impossibile senza il decreto “Sblocca Italia” che vogliamo abrogare subito quando saremo al Governo.
Per questo, nessun politicante e nessun esponente di Governo ha voluto e potuto sostenere un dibattito pubblico aperto con cittadini, esperti e il m5s, preferendo nascondersi dietro a espressioni come “è un tubicino” o slogan vuoti come “porterà sviluppo” o “è un opera strategica”.
Siamo l’unica forza politica con una posizione coerente e condivisa a tutti i livello istituzionali e sappiamo che la decarbonizzazione reale passa da investimenti pubblici in energie rinnovabili, efficienza e ricerca creando per ogni 1 miliardo di euro oltre 17.000 posti di lavoro con risparmi enormi anche nel settore sanitario.

Restituzioni dei soldi degli italiani: onestà e coerenza!

Personalmente ho restituito 161.918,29 € (fondo ammortamento debito pubblico e fondo microcredito) e rinunciati altri 6.012,90 € (indennità di carica mensile di 222,70 €)

www.diegodelorenzis.it/trasparenza

Restituzioni dei soldi degli italiani: onestà e coerenza!Personalmente ho restituito 161.918,29 € (fondo ammortamento debito pubblico e fondo microcredito) e rinunciati altri 6.012,90 € (indennità di carica mensile di 222,70 €)www.diegodelorenzis.it/trasparenza

Publiée par Diego De Lorenzis sur Mardi 13 février 2018

Ss 275 – La storia infinita

Oggi dalle 15.00 alle 17.00 a palazzo Adorno, sede della giunta provinciale leccese (ma il PD non aveva detto di aver abolito le Province?), ho partecipato, in qualità di uditore, all’incontro convocato dalla Regione (era presente l’assessore ai Trasporti) con tutti i sindaci dei Comuni interessati dal secondo lotto (quello più a sud) alla presenza dei tecnici Anas, della Regione e della Provincia.

Anas ha illustrato 2 soluzioni: il nuovo, scusate nuovissimo, tracciato e la soluzione alternativa (richiesta dal Comune di Tricase) tramite l’adeguamento della “Cosimina”.

Entrambe prevedono solo 2 corsie.

La prima soluzione, quella a ovest, che passa tra Tricase e Lucugnano è un tracciato ex novo, l’ennesima rivisitazione del vecchio ben conosciuto progetto di Anas a 4 corsie. Prevede in termini quantitativi di consumo di suolo, diretto e immediato, un minor numero di km2 da espropriare, un tracciato più lineare (soluzione più corta di 1 km e più economica di circa 20 milioni di euro) con un ingombro totale di 18-19 metri (incluso i canali di raccolta delle acque meteoriche a valle dei margini con pendenza nei tratti sopraelevati) a fronte di oltre 30 metri (se non erro) previsti con la “vergogna delle vergogne” (il vecchio tracciato a 4 corsie).
Questa prima ipotesi raccoglie la richiesta (formulata negli incontri precedenti) di avere una infrastruttura già predisposta ad un eventuale raddoppio a 4 corsie (qualora in futuro ne ricorrano le condizioni, secondo taluni sindaci!). E infatti mantiene una fascia di salvaguardia da abitazioni e altri siti per un vincolo totale di 30 metri (trasversale al senso di percorrenza)…

La soluzione che riutilizza la strada esistente, c.d. Cosimina, che passa a est di Tricase (verso mare), è leggermente più lunga (1 km) e paradossalmente impegna un maggior consumo di suolo, dato il maggior numero di svincoli coinvolti, già esistenti. Essi verranno convogliati in complanari per non avere accessi diretti e a raso; da questo deriva, immagino, anche il maggior costo. Quindi di fatto raddoppia la “Cosimina” (per il Comune di Tricase il vantaggio è non rimanere “chiuso” tra due arterie a scorrimento nel caso si adottasse la prima soluzione).

È evidente che entrambe le soluzioni, mantenendo l’attuale asse viario della ss 275, sono già un raddoppio dell’esistente, solo di fatto dislocato in maniera non adiacente.

L’assessore regionale ha insistito nel ribadire il proprio impegno a trovare le risorse necessarie per realizzare il tracciato su cui ci sia piena condivisione dagli enti locali: ha invitato, pertanto, a non preoccuparsi del “costo” dell’opera, ma a concentrarsi sulla “utilità” della stessa. Insomma, ha voluto sottolineare che per avere “presto” l’infrastruttura è necessario non avversarla, con ricorsi nelle sedi giudiziarie, paventando la possibilità di perdere i fondi finora stanziati (288 milioni di euro di cui però 244 sarebbero necessari solo per il primo lotto secondo quanto appreso dalla stampa!)

Tutti i sindaci hanno appoggiato la nuova ipotesi progettuale vicina al vecchio tracciato a 4 corsie, quella più a ovest, ad esclusione del sindaco di Tricase.

L’incontro si è concluso con la proposta di tenere un dibattito pubblico a Tricase per confrontarsi apertamente con i cittadini alla presenza di Anas e della Regione (con l’evidente intento di vincere le ritrosie e convergere sulla prima opzione).

In attesa che i progetti vengano resi pubblici (ovviamente verrà pubblicata solo la soluzione concordata e non quella alternativa), ci sono alcune questioni totalmente abbandonate…

La bonifica delle discariche rinvenute sulla proposta del vecchio tracciato quando verrà eseguita? Non è dato saperlo, il nuovo tracciato se ne allontana volutamente per non incappare nel vincolo di sequestro della magistratura, esistente sulle medesime.

La messa in sicurezza del tracciato attuale della ss 275 quando avverrà? Nessun accenno di questo da Anas, dalla Regione e dagli altri presenti, nonostante sia una questione dirimente per centinaia di cittadini ogni giorno.

La fluidificazione della mobilità veicolare sul tracciato esistente è una priorità? Nessuna parola da alcuno dei presenti, nonostante la questione sia nota e Anas stia intervenendo su tante strade statali con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria: neanche un centesimo per eliminare incroci, addirittura semaforici, come quello di Surano.

Le opere di compensazione (percorsi ciclabili intercomunali, barriere antirumore, piantumazione di alberi e aree a verde, riqualificazione della viabilità urbana vicino al tracciato attuale, chiusura di passaggi a livello con sovrappassi e sottopassi della viabilità esistente,…) di cui si è discusso in questi anni (previste e richieste formalmente non è dato sapere)? Neanche a parlarne: essendo un progetto ex novo, la mitigazione degli impatti (di questa nuova opera) sarà discussa a progetto definito.

Essendo un incontro per discutere soluzioni progettuali tecniche, nessuna parola anche sul potenziamento delle modalità di trasporto alternative all’auto!

Ognuno ne tragga le proprie riflessioni!

L’Ilva va chiusa: si svela il teatrino

Il teatrino sull’Ilva finalmente si svela per quello che è: l’ennesima offesa all’intelligenza oltre che alla salute dei cittadini di Taranto.
Un insulto connotato dalla sudditanza degli amministratori locali e regionali che hanno da sempre fatto finta di opporsi alle decisioni del Governo con voce flebile e il passo del gambero, prendendo però sempre il sostegno del partito ad ogni elezione.

Allo stesso modo questa farsa è intrisa dell’ipocrisia dei ministri che hanno approvato oltre 10 decreti dimenticandosi dell’emergenza sanitaria e ambientale che dovevano risolvere, certificata dalla procura con il sequestro dello stabilimento. Continuano a ricattare i lavoratori e le loro famiglie raccontando una favola dato che quello stabilimento non sarà compatibile con la salute umana neanche se il piano ambientale e le prescrizioni all’autorizzazione integrata ambientale dovessero essere completamente esaudite.

Per il M5S, che ha una sola posizione univoca e solida condivisa ad ogni livello istituzionale (dall’europarlamento fino al comune, da Roma ai consiglieri regionali), l’unica possibilità di rinascita per Taranto è la chiusura di Ilva e la BONIFICA del territorio! Questo permetterebbe anche di rilanciare l’occupazione dato che per ogni miliardo investito in fonti fossili e industria pesante come quella dell’acciaio si generano 600 posti di lavoro, mentre investendo quelle risorse in fonti rinnovabili e bonifiche gli occupati sarebbero 17.000 (fonte CRESME)