Acqua: in Puglia costante crisi idrica.

La Regione Puglia è un territorio tristemente noto per le crisi idriche per mancanza di corpi idrici superficiali significativi. Per questo motivo vi è un eccessivo emungimento delle falde per scopi irrigui e industriali. Mentre i depuratori scaricano in mare, ci sono grandi di opere incompiute come l’invaso del Pappadai. 

E’ assurdo che ogni estate ci siano crisi idriche che creano disagi ai cittadini e agli agricoltori. Non si può definire <<emergenza>> perché l’emergenza è una situazione non prevista e temporanea, invece in Puglia la crisi idrica è una costante che tutti conoscono da molto tempo. Tutti i partiti tradizionali, non sono mai stati in grado di fronteggiare il problema nonostante fosse chiaro quello che andava realizzato: questi 30 anni di sprechi e inefficienze sono causati dalla malagestione di centro destra e di centro sinistra!

Gran parte dei depuratori pugliesi sono sottodimensionati, oppure hanno una depurazione minima con scarichi in mare di milioni di metri cubi di reflui.

I depuratori sono l’emblema di questa situazione paradossale e costituiscono un problema sia ambientale, sia di spreco di risorse idriche che finiscono in mare. Bisognerebbe garantire la massima depurazione possibile e il riutilizzo per scopi agricoli e industriali. In questo modo verrebbero recuperata gran parte dell’acqua e le attività produttive potrebbero rifornirsi di acqua affinata a prezzi più contenuti invece del prelievo in falda con una conseguente ulteriore salvaguardia della stessa meno soggetta a inutili emungimenti.

L’invaso del Pappadai in agro di Monteparano è costato oltre 200 milioni di euro e per costruirlo ci sono voluti 25 anni e ancora oggi non è completo. La sua funzione è quella di raccogliere le acque provenienti dal fiume Sinni in Basilicata per rifornire le campagna salentine. Tuttavia l’acqua proveniente dal Sinni attualmente è intercettata dall’Ilva che la utilizza per i processi industriali.

Ma oltre allo spreco di acqua c’è quello di denaro pubblico dell’invaso del Pappadai: decine di anni per costruirlo, centinaia di milioni di euro per realizzarlo parzialmente e ad oggi del tutto inutilizzato. Ovviamente, il governo nazionale e regionale invece di completare e mettere in funzione questa indispensabile infrastruttura a servizio di tutti i pugliesi, hanno preferito sperperare le nostre tasse in altre grandi opere inutili. Una vergogna su cui c’è un silenzio inaccettabile!

E poi non dimentichiamo che queste continue crisi idriche sono causate anche da impianti come l’Ilva che centro destra e centro sinistra hanno difeso con provvedimenti speciali dopo aver preso i finanziamenti dalla famiglia Riva! Lo stabilimento siderurgico assorbe una quantità impressionante di acqua che è risorsa indispensabile per gli usi civili e per gli agricoltori salentini, ma nessuno ha il coraggio di razionalizzarne l’uso alla grande lobby dell’acciaio!

Incidenti stradali: strage sulle strade pugliesi.

Una strage! Ogni anno gli incidenti stradali causano in Puglia centinaia di vittime e decine di migliaia di feriti: numeri di una guerra che in Italia miete quasi 4.000 persone ogni anno.

Le ragioni sono almeno di 2 tipi: la mancata osservanza del codice della strada per negligenza e imperizia con comportamenti irresponsabili, dall’altra l’eccesso di veicoli sulle nostre strade (troppe merci ancora trasportate con tir e un elevato tasso di motorizzazione privata) e l’assenza di adeguata e specifica formazione ulteriore per gestire situazioni impreviste

Quindi, per un verso è ormai unanimemente ritenuta indispensabile ogni iniziativa volta alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica rivolta al pubblico adulto: ad una massiccia serie di campagne di informazione rivolte ai più giovani, non corrispondono altrettante iniziative volte a cambiare il modello culturale prevalente della <<distrazione costante da smartphone>>.

La mia proposta per l’istituzione di Centri per la Guida Sicura è fondamentale migliorare la capacità di guida attraverso ulteriori corsi teorici e pratici, che simulino situazioni di emergenza, rivolti sia alle aziende pubbliche e private sia a privati cittadini: la partecipazione a tali corsi è agevolata attraverso sconti sull’assicurazione e un bonus sui punti della patente.

Per altro verso, ho avanzato continuamente proposte sulla mobilità sostenibile che spingerebbero sempre più persone a scegliere mezzi collettivi, condivisi e sostenibili al posto delle auto private: la gratuità del trasporto pubblico locale per disoccupati e studenti, la possibilità di detrarre interamente il costo dell’abbonamento, l’ammodernamento dei mezzi pubblici e il potenziamento del trasporto pubblico locale e regionale, norme per favorire la pedonalizzazione, l’uso della bici, il car sharing e il car pooling e il trasporto di merci su rotaia.

Il PD nazionale invece di risolvere questo problema ha approvare norme di facciata e inefficaci, l’istituzione dell’omicidio stradale e l’istituzione della giornata delle vittime, mentre ha congelato da 4 anni altre importanti misure come la revisione del codice della strada e ignora le nostre proposte!

Tasse aeroportuali: non arrivano soldi ai Comuni.

Dal 2003, quando il Governo ha istituito per legge l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sugli aeromobili, pari ad un euro per passeggero imbarcato, ci sono stati talmente tanti aumenti che attualmente si sfiorano i dieci euro a passeggero. Per la Puglia sono coinvolti i Comuni di Bari, Bitonto, Brindisi, Foggia e Grottaglie.

E’ gravissimo che ai Comuni delle aree aeroportuali non vengano trasferite le risorse spettanti pari al 40 per cento! Parliamo di milioni di euro mancanti nelle casse degli enti locali che contribuiscono a creare gravi danni per i loro bilanci!

Da un comunicato del Ministero dell’Interno si apprende di qualche sporadico e misero trasferimento, ma anche di sospensioni nei pagamenti, mentre i Comuni continuano a tagliare servizi perché versano in difficoltà finanziarie. A quanto ammontano le cifre dovute e quanto tempo ancora ci vorrà perché arrivino tutti i soldi dovuti dal Governo ai Comuni?

Ci sono enti locali, destinazioni turistiche, già penalizzate da questi aumenti, che hanno diritto a ricevere quanto dovuto per questo ho presentato un’interrogazione in modo che il Governo provveda a trasferire subito i soldi per impedire che la situazione si aggravi ulteriormente. Ad oggi, come in moltissimi altri casi, non ha ancora risposto!

Collegamenti con Puglia: le proposte che Emiliano ignora!

In Puglia esiste l’Agenzia per la Mobilità dove ci sono dirigenti e funzionari pagati profumatamente con soldi pubblici eppure la situazione dei trasporti in Puglia è disastrosa. Emiliano non riesce a garantire il trasporto pubblico regionale ai pugliesi. Le colpe sono dei partiti di centro-destra e centro-sinistra che da oltre 20 anni non amministrano la Regione: non esiste l’integrazione modale e tariffaria e non esiste un coordinamento. Il PD sia a livello nazionale che a livello regionale è colpevole dello sperpero del denaro delle nostre tasse

Ora Emiliano sposta l’attenzione sui servizi a mercato, i treni Freccia, ma dove può essere determinante non interviene. La Regione non ha mai fatto rispettare i contratti di servizio con le società di trasporto regionale: non ha mai contestato un solo disservizio!

I pugliesi e i turisti hanno bisogno di corse puntuali e frequenti per evitare il ricorso alle auto private. Migliorando l’offerta del trasporto regionale, e aumentando i collegamenti veloci che la regione può pagare come gli intercity, i cittadini verrebbero abituati ad utilizzare maggiormente i treni locali e di conseguenza nel tempo avremmo anche la domanda sufficiente affinché i servizi a mercato, cioè i treni Freccia, siano remunerativi per Trenitalia.

Solo per fare alcuni esempi, gli interventi importanti per i trasporti pugliesi sono il raddoppio della linea adriatica, l’adeguamento ai sistemi tecnologici automatici che garantiscono la sicurezza di tutti i convogli e l’elettrificazione delle linee ferroviarie regionali, l’integrazione modale e tariffaria, la soppressione dei passaggi a livello, l’ammodernamento del parco mezzi,  la gratuità del trasporto per studenti, disoccupati e anziani, l’adozione immediata dei sistemi di trasporto intelligente (ITS). Il M5S da oltre 4 anni propone in tutte le istituzioni queste soluzioni che vengono deliberatamente ignorate.

Sversamento petrolio in Basilicata: 400 tonnellate.

Dopo questo sversamento si espande di certo l’area inquinata dei terreni lucani circostanti il Cova di Viggiano, insieme alla contaminazione delle falde acquifere sottostanti, e si rischia di dare da bere acqua inquinata e cibo contaminato da idrocarburi e abbiamo dovuto saperlo dalla stampa perché il Governo è del tutto assente!.

Il Governo addirittura se ne lava del tutto le mani come ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Galletti mente: la legge impone al Ministro la responsabilità di intervenire e il potere per farlo!

E’ come se il Governo avesse lasciato guidare la propria automobile in sua presenza a qualcuno che la utilizza per compiere una rapina o mettere una bomba: non vigilare e dichiararsi estraneo equivale ad una dichiarazione di complicità!

Ho presentato un’interrogazione perché pretendiamo chiarezza dal Governo ma siamo altrettanto certi che nessuno ci risponderà! Eppure, i cittadini hanno il diritto di sapere se l’Eni abbia informato subito le autorità competenti di ciò che succedeva, come hanno diritto di sapere quali siano le misure di prevenzione adottate e la situazione adesso. Esigiamo di sapere con trasparenza se vi sia pericolo per le popolazioni del territorio, per la salute pubblica e per la catena alimentare.

Scontro ferroviario FSE: colpa dei governi degli ultimi 20 anni.

Non si possono catalogare come “incidenti”: sono i sintomi di crimini perpetrati per decenni con il silenzio complice di tutti i partiti quando si mangiavano i soldi da investire sulla sicurezza ferroviaria. I colpevoli sono i Governi nazionali e regionali degli ultimi 20 anni e non certo il binario unico o dell’errore umano. Il M5S ha chiesto subito una informativa urgente in aula al Ministro Delrio e ha depositato una interpellanza sulla vicenda.

Tutti sanno gli annosi problemi di sicurezza sulle Ferrovie regionali e invece di interventi risolutivi il Governo si è lavato la coscienza con delle misure tampone, che hanno creato solo disagi come la diminuzione della velocitàIl colpa dei governi degli ultimi 20 anni ma quanto avvenuto dimostra l’insufficienza del suo intervento: le bugie del ministro Delrio vengono a galla!

I soldi per mettere in sicurezza le reti ferroviarie regionali, non solo pugliesi, ci sono, ma il PD preferisce sprecarli per faraoniche opere inutili dove si annida corruzione e malaffare invece di investire nella sicurezza dei cittadini sulle tratte regionali. Questo succede perché a guidare il Paese c’è un’accozzaglia di incompetenti che curano i profitti di pochi a scapito dell’interesse generale. Devono andare a casa immediatamente: gli italiano non possono rischiare per la loro inadeguatezza!

Autorità portuale di Bari: Delrio NON risponde su nomina Patroni Griffi.

Dopo aver denunciato da tempo l’assoluta mancanza di trasparenza e le numerose irregolarità ed illegittimità nelle procedure di nomina, sul caso di Bari, avevo posto quesiti specifici e puntuali sulla nomina del Professor Patroni Griffi che Delrio ha del tutto ignorato. 

Il Ministro ha deliberatamente dimenticato che la stessa Autorità Anticorruzione ha chiesto ulteriori chiarimenti sull’ipotesi di incompatibilità prevista dalla legge Gelmini in merito agli incarichi universitari! È evidente che si è voluto procedere secondo vecchie logiche affaristiche escludendo i cittadini e i loro rappresentanti dalla partecipazione democratica a scelte importanti per la vita politica ed economica

Esprimendo l’intesa sulla nomina di Patroni Griffi, anche il PD regionale è complice di questo ennesimo abuso di potere!

Il PD non solo quindi decide a porte chiuse ma nega persino i rilievi di un’autorità indipendente bloccando le prerogative costituzionali di verifica e controllo ai parlamentari, pur di portare a termine accordi interni pensando di poter gestire tutto come fosse un affare privato o di famiglia.