Metropolitana di Bari: ora apertura fermata Cecilia subito!

Già a giugno 2015 doveva esser inaugurata la fermata “Cecilia” che consente il prolungamento della metropolitana dalla stazione di Bari centrale fino al quartiere San Paolo ed invece la stazione è rimasta chiusa finendo nel degrado e in uno stato di totale abbandono.

Avevo già presentato un’interrogazione per capire le sorti di questa vicenda e avere chiarimenti sull’apertura della fermata della metropolitana e, come latita il Governo locale che lascia una stazione pronta ancora chiusa, latita anche il Governo nazionale che non mi ha ancora dato alcuna risposta!

Allora, facendo anche rete con i colleghi portavoce in Regione, mi sono impegnato direttamente per capire le difficoltà per le autorizzazioni e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie ha comunicato che non è necessaria alcuna ulteriore autorizzazione di sua competenza per dare avvio al servizio sulla linea interessata!

L’Agenzia Nazionale per la sicurezza delle ferrovie, infatti, con una lettera ha indicato alla Ferrotramviaria – società che gestisce l’infrastruttura ferroviaria – alcune misure da adottare ma che non impediscono l’apertura della fermata e l’erogazione del servizio.

Ora ci aspettiamo l’immediato regolare funzionamento del servizio di trasporto anche per la fermata Cecilia perché il Ministro Delrio non può parlare di cura del ferro e poi lasciare marcire infrastrutture già pronte per cui stati spesi milioni di euro pubblici! I cittadini hanno diritto ad avere un servizio di trasporto pubblico funzionante ed efficiente. 

Nuovo incidente all’ENI di Taranto

Nella notte tra il 31 marzo e il 1° di aprile si è verificato un incidente alla raffineria ENI di Taranto. L’incendio che ne è scaturito ha distrutto tre mezzi dei vigili del fuoco e danneggiato seriamente la torre “topping”. L’Arpa ha segnalato alla Procura che ENI non rispetta la prescrizione AIA che obbliga il gestore a contattare immediatamente l’Agenzia regionale in caso di incidenti. 

Assurdo, ennesimo incidente presso uno stabilimento dell’ENI. Ancora una volta è evidente che la raffineria di Taranto non è un impianto sicuro: esistono sempre dei rischi che non possono mai essere eliminati completamente!

I danni limitati non ci devono impedire di trarre le ovvie conseguenze: è stato solo casuale che l’episodio non abbia procurato danni molto maggiori e irreparabili. Non possiamo indignarci solo quando c’è da piangere le vittime.

La gravità dell’accaduto è pure peggiorata dalla considerazione che ENI ha violato la legge, ignorando l’obbligo di contattare immediatamente l’ARPA. In attesa che la Magistratura faccia presto chiarezza, il Governo non può e non deve minimizzare!

Questo disastro è l’ennesimo motivo per opporsi al progetto “Tempa Rossa”. Purtroppo il Governo PD, come quelli precedenti, continua ad insistere con questo obsoleto e insensato modello energetico, che mette a rischio la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. La Politica deve pianificare la sostituzione delle fonti fossili: per questo il  M5S nel suo programma prevede al 2020 di non usare più il carbone e al 2040 di non usare più il petrolio. Vogliamo un’Italia autosufficiente energeticamente e indipendente dai grandi speculatori e dai Paesi non democratici, le cui fonti di energia siano esclusivamente rinnovabile da produzione distribuita!

TAP: TAR su espianto degli ulivi. Sospensione merito del M5S

Il Tar del Lazio ha sospeso l’autorizzazione all’espianto degli ulivi nell’area del cantiere Tap di Melendugno (Le), dopo il ricorso, proposto dal M5S e approvato dal Consiglio regionale, della Regione Puglia. Il Tar ha sospeso l’espianto, in attesa della discussione dell’istanza cautelare in Camera di Consiglio fissata per il giorno 19 aprile 2017. 

Grazie alla determinazione e al gioco di squadra del M5S tra parlamentari e consiglieri regionali, è stato sospeso l’espianto degli ulivi al cantiere TAP. E’ vergognoso che Emiliano abbia perso 10 giorni, consentendo illegalmente l’espianto di oltre cento ulivi senza autorizzazione, sempre impegnato nella campagna elettorale per la sua personale scalata al partito, invece di assolvere ai suoi compiti. Quindi il merito di queste due settimane ulteriori di tregua è solo merito nostro!

La truffa del TAP è ormai evidente. Ogni giorno che passa sempre più cittadini si rendono conto dell’inutilità del TAP voluto da questo Governo di marionette al servizio delle lobby delle fonti fossili. Per costruire il TAP non vi è alcuna motivazione logica a beneficio degli italiani.

Il M5S è al fianco dei cittadini a cui va il merito di non desistere in questa battaglia per la tutela del territorio, della propria salute e contro le speculazioni finanziarie, persone che non vogliono essere sudditi e che pacificamente e nel rispetto della legalità, ribadiscono convintamente “No TAP ovunque”.

TAP: Governo risponde al M5S. Espianto ulivi è illegale!

Il Governo ha risposto ad una mia interrogazione a risposta immediata alla Camera dei Deputati sulla vicenda TAP. Inaccettabile! Il Ministro non ha potuto smentire che le autorizzazioni per l’espianto degli ulivi non ci sono e che la competenza del loro rilascio è esclusivamente della Regione Puglia. Quindi silenzio totale sull’abuso di potere e sull’illegalità che il Governo ha compiuto: l’ente vigilante, la Regione Puglia, non ha dato parere favorevole alla prescrizione e il Governo ha ancora una volta valicato con prepotenza le proprie competenze stabilite dalla Costituzione italiana.

Attualmente l’Italia ha una capacità di importazione di circa 140 miliardi di metri cubi l’anno di gas, a fronte di un consumo nel 2016 di 70,9 miliardi di metri cubi.

Il Ministro Calenda ha solo ribadito menzogne che ho puntualmente smentito! Il TAP non serve alla sicurezza dell’approvvigionamento. TAP porta il gas dall’Azerbaijan, una dittatura che non rispetta i diritti civili, il gasdotto passa anche dalla Turchia e la stabilità geopolitica e la democrazia di questi paesi è paragonabile agli altri fornitori di gas come la Russia, la Libia e l’Algeria! Il Governo è smentito anche dalla stessa TAP, che ha confermato che il gasdotto non serve a diversificare le fonti di approvvigionamento ma a sostituirle. Infine c’è un aggravio immediato di costi: per collegare il TAP alla rete nazionale dei gasdotti, SNAM preleverà 270 milioni di euro dalle bollette degli italiani.

Siamo accanto ai cittadini che si sono mobilitati in maniera pacifica per contrastare questo scempio, che pretendono il rispetto della legalità e che difendono il nostro territorio, la nostra storia e il futuro delle prossime generazioni dalle speculazioni finanziarie.

Il Governo mente agli italiani. Questa è l’ennesima truffa avallata dai politicanti del PD. Tra un anno, se gli italiani lo vorranno saremo al Governo di questa nazione: toglieremo opere inutili come TAP e chiuderemo tutte le centrali a carbone entro il 2020!

TAP: mercoledì 5 aprile Question Time.

Il 5 aprile 2017 il Ministro dello Sviluppo Economico risponderà ad una interrogazione a risposta immediata alla Camera dei Deputati sulla vicenda TAP. L’Autorizzazione Unica rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico il 20 maggio 2015 vincola la costruzione del gasdotto al rispetto delle prescrizioni del Ministero dell’Ambiente. La Regione Puglia è ente vigilante per l’ottemperanza della prescrizione A.44, in merito all’espianto degli ulivi, che la ritiene non rispettata. Nonostante ciò, il Ministero dell’Ambiente con due note distinte, afferma il contrario. 

E’ inqualificabile che il Governo non rispetti le leggi vigenti e la nostra Costituzione con un abuso di potere che sottrae le competenze della Regione in maniera arrogante e prepotente: l’espianto degli ulivi è irregolare! Per favorire il TAP, il Governo non rispetta le leggi. L’ennesima insopportabile dimostrazione della facilità con cui si calpestano diritti degli enti locali e dei cittadini, per tutelare lobby.

Attualmente l’Italia ha una capacità di importazione di circa 140 miliardi di metri cubi l’anno di gas, a fronte di un consumo di nel 2016 di 70,9 miliardi di metri cubi, pertanto non è chiaro il motivo per cui il Governo intenda realizzare nuove infrastrutture per l’importazione del gas;

L’Italia non ha bisogno di TAP: lo dicono i dati.Durante il QT metterò all’angolo il Governo: TAP non serve a diversificare gli approvvigionamenti e non ci rende indipendenti dal punto di vista energetico. Oltre al danno la beffa: il costo di 270 milioni di euro per il collegamento di TAP alla rete nazionale SNAM sarà scaricato sulle bollette degli italiani. Per questi motivi gli italiani devono essere contrari a questo gasdotto a prescindere dall’approdo.

Il Gasdotto TAP è stato dichiarato di pubblica utilità e ha carattere di indifferibilità ed urgenza.

L’espianto degli alberi va bloccato perché irregolare e perché un sacrificio inutile dato che il progetto esecutivo non ha tutte le autorizzazioni per avviare i lavori di cantiere.

TAP non è strategico: il decreto “sblocca italia” va cancellato, per decarbonizzare le centrali come Cerano occorre chiuderle e rivedere la politica energetica del Paese puntando decisamente all’efficientamento energetico, alle fonti rinnovabili diffuse e alla ricerca!