Approvato emendamento M5S, finanziata la Ciclovia dell’Acquedotto.

ciclovia-acquedotto-per-tuttiGrazie all’impegno del M5S in Aula e in Commissione, alla partecipazione di comitati e associazioni, alla condivisione delle idee e dei progetti, si realizza finalmente una politica più concreta per una mobilità sostenibile, interconnessa e più sicura, con risorse pari a 91 milioni di euro in tre anni. ciclovia acquedotto pugliese

Tra le quattro ciclovie turistiche prioritarie, grazie ad un mio emendamento alla Legge di Stabilità 2016 approvato a dicembre 2015, è stata inserita anche la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese che si estende da Caposele (AV) a Santa Maria di Leuca (LE), e che vede coinvolte ben tre Regioni: Campania, Basilicata e Puglia.

Anche se, come proposto, avremmo voluto il riconoscimento della rete BicItalia, continuiamo così, vigiliamo sulla corretta destinazione delle risorse e chiediamo ulteriori finanziamenti e provvedimenti per garantire una mobilità sostenibile e sostenere il settore del cicloturismo!

MSC Crociera nel porto interno di Brindisi: serve chiarezza!

msc brLo scorso 27 luglio la nave da crociera “Magnifica” della Msc Crociere è entrata di poppa nel porto interno di Brindisi ed ha attraccato per la prima volta alla banchina Carbonifera, sotto la ex Stazione Marittima di Brindisi. Come noto si tratta di una nave di 52 metri di altezza per 293 metri di lunghezza, 13 ponti per una media di 2500 passeggeri.

Le operazioni sono state precedute da uno studio nautico con prove effettuate al simulatore di navigazione, ove è stata appurata la fattibilità  dell’ingresso della nave nel bacino portuale che costeggia l’intero lungomare Regina Margherita. Nel dettaglio si è provveduto al posizionamento dei due pontoni per distanziare la nave dalla banchina per un totale di 5 metri e successivamente con due rimorchiatori dell’impresa Barretta, i suoi sistemi di navigazione ed un pilota del porto al timone si è assistita ed agganciata la Magnifica per aiutarla ad ormeggiare, di poppa, nel porto interno. maxresdefault

Si tratta di un’operazione che indubbiamente è foriera di benessere economico per la bella città di Brindisi, ma occorre fare chiarezza sui costi e chi li abbia sostenuti e soprattutto sulla sicurezza delle operazioni stesse. Inoltre la vicenda sollecita a porre l’attenzione sulla questione di una modifica dell’altezza del cono di atterraggio visto che, questa volta, in considerazione dell’altezza della Msc Magnifica nettamente superiore a quella del cono di atterraggio stabilito dall’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile) per il porto di Brindisi, è stata ottenuta un’apposita deroga per il transito nel porto medio e l’attracco nel porto interno; la medesima deroga di cui fruisce anche la Società Grimaldi per l’attracco delle sue unità. 

Per questa ragione è stata depositata un’interrogazione chiedendo al Ministro di fare chiarezza ed eventualmente valutare una possibile modifica dell’altezza del cono di atterraggio a Brindisi.

Stabilità: Renzi impone Tempa Rossa a Taranto, ulteriore regalo alle lobby del petrolio!

tempa-rossa1L’emendamento del Governo, presentato il 13 dicembre alla Legge di Stabilità 2015, manifesta la volontà del premier Renzi e della partitocrazia di procedere, senza intoppi, alla realizzazione del progetto Tempa Rossa. Aspra denuncia del M5S

Con l’emendamento presentato sabato scorso, il Governo vuole che il regime di “autorizzazione unica” di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico varrà anche per “le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie, ai terminali costieri e alle infrastrutture portuali strumentali allo sfruttamento di titoli concessori esistenti, comprese quelle localizzate al di fuori del perimetro delle concessioni di coltivazione di idrocarburi”. In sostanza, si tratta del progetto Tempa Rossa per Taranto. L’autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio, rilasciata dalla stessa amministrazione, comprende la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera e l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio dei beni in essa compresi nonché la variazione degli strumenti urbanistici e dei piani di gestione e tutela del territorio comunque denominati.

L’autorizzazione, inoltre, sostituisce, anche ai fini urbanistici ed edilizi nonché paesaggistici, ogni altra autorizzazione, concessione, approvazione, parere, atto di assenso e nulla osta comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire e ad esercire tutte le opere e tutte le attività previste nel progetto approvato, fatti salvi gli adempimenti previsti dalle norme di sicurezza vigenti. Infine, l’autorizzazione produrrà gli stessi effetti previsti per le concessioni di coltivazione e ricerca di idrocarburi previsti dal decreto Sblocca Italia, rivestendo carattere di interesse strategico e di pubblica utilità, urgenti ed indifferibili. Le disposizioni si applicano, su istanza del proponente, solo alle opere rispetto alle quali sia già stato adottato un decreto di compatibilità ambientale. Quindi, per Tempa Rossa a Taranto, si tratta della VIA già rilasciata ad ottobre 2011 con Decreto del Ministero dell’Ambiente dov’era assente il parere della Regione Puglia guidata da Nichi Vendola (SEL). Un parere favorevole giunto un mese dopo, assieme ai pareri sempre favorevoli di Provincia e Comune di Taranto, tutti a guida PD.

Sarà, poi, il Presidente del Consiglio, in caso di mancata ‘intesa’ con le regioni e gli enti territoriali, l’unico a poter decidere, concentrando una serie di prerogative autoritarie che ricordano tempi bui, che speravamo ormai passati. Con un altro emendamento, si tappa la bocca agli enti locali che vogliono fermare questa deriva autocratica perché ci sarà anche la possibilità che le Regioni possano raggiungere il pareggio di bilancio con le royalties, anziché usarle per le opere di compensazione. Un regalo che consentirà di recuperare una parte dei tagli a scapito del territorio. Con questa disciplina contabile, saranno scoraggiate quelle Regioni che avevano intenzione di impugnare il decreto Sblocca Italia. Renzi pensa ancora ad avvelenare Taranto, l’Italia e l’ambiente. Infatti, nel testo dell’emendamento manca solamente la dicitura ‘Tempa Rossa’ per formalizzare esplicitamente la volontà dei partiti e delle multinazionali che sfruttano i combustibili fossili di penalizzare ancora il sud Italia. Un emendamento ‘ad aziendam’ disumano, viste le criticità ambientali in cui versa Taranto a causa delle industrie presenti, ed allo stesso tempo incomprensibile, visto che il greggio Tempa Rossa, estratto in Basilicata, è di pessima qualità, tanto che dovrà esser portato altrove per la sua lavorazione. Il Governo, per giunta, accelera le autorizzazioni, nonostante manchi ancora il ‘Rapporto definitivo di Sicurezza’ su Tempa Rossa. L’emendamento non sembra scritto da tecnici dello Stato Italiano ma da tecnici di Eni, Total e Shell in quanto, anche nella relazione illustrativa, l’approccio è il medesimo che si legge nella propaganda di queste multinazionali del petrolio che tentano di convincere le popolazioni meridionali che questa nefandezza porti dei vantaggi.

Ancora una volta Renzi viene utilizzato come un burattino nelle mani delle multinazionali che cercano un modo per una veloce realizzazione del progetto Tempa Rossa sorvolando sulla sempre maggiore opposizione delle popolazioni locali. Un progetto che umilia i cittadini di Puglia e Basilicata, uniti nella sventura di aver eletto amministrazioni a guida PD incapaci di proteggere i beni comuni e colpevoli della svendita del territorio al miglior offerente. Il M5S si pone accanto a chi combatte da anni la realizzazione di questi progetti che ancorano l’Italia al Medioevo, mentre il Governo ignora ogni proposta di reale innovazione con il miglioramento dell’attuale modello economico. Per questi motivi voteremo contrariamente all’emendamento del Governo e non daremo mai la fiducia ai partiti.

Per denunciare queste manovre invitiamo tutti i simpatizzanti, gli attivisti del M5S a partecipare senza simboli e bandiere, alla manifestazione a Taranto convocata dagli studenti venerdì 19 dicembre.

Visita parlamentare alle infrastrutture dei trasporti in Puglia

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Pres. Michele Pompeo Meta

IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni

Camera dei Deputati

-Sede-

e p.c.

Pres. Michele Emiliano

Presidente Regione Puglia

Lungomare N. Sauro, 33 – 70121 Bari

presidente.regione@pec.rupar.puglia.it

Roma 9 dicembre 2015

Oggetto: Richiesta missione in Puglia per la verifica dello stato delle infrastrutture trasportistiche e dei relativi servizi.

Spettabile Presidente Meta,

le difficili condizioni in cui versano le infrastrutture dei trasporti e dei relativi servizi resi nella Regione Puglia sollecitano l’accorata richiesta di svolgere quanto prima una missione per visitare e verificare in loco la situazione dei trasporti al fine di una più consapevole ed efficiente programmazione delle infrastrutture e dei servizi di trasporto. A tal fine, si propone un itinerario che consenta di verificare specificamente le attuali condizioni dei trasporti pugliesi.

hqdefaultOltre alla visita dei servizi aeroportuali e portuali di Bari, già precedentemente programmata, occorre infatti verificare in loco specifici servizi che attualmente presentano maggiori difficoltà, come quelli ferroviari da Bari a Taranto, caratterizzati da malfunzionamenti dovuti a strutture e mezzi ormai fatiscenti, cattive condizioni anche igieniche, continui ritardi e gravi mancanze nel sistema della sicurezza dei passeggeri, oltre che del personale, come d’altronde accade in altre parti della Regione, per diverse aziende di trasporto.

Taranto presenta gravi difficoltà anche rispetto ai servizi aeroportuali e portuali che devono essere oggetto di specifica verifica. Si pensi, invero, al sistema infrastrutturale ed intermodale del porto di Taranto, segnato anche dalla grave questione del dragaggio e dello smaltimento dei fanghi, oltre che della movimentazione, scarico, stoccaggio e detenzione di pet-coke.

Dalla città ionica si potrebbe raggiungere il Salento a bordo delle Ferrovie del Sud Est (che oggi si trovano al centro dell’attenzione della magistratura e del Parlamento con la proposta di commissariamento avanzata nella Legge di Stabilità) o altre parti della Puglia servite dall’azienda delle Ferrovie Appulo Lucane per verificare le condizioni gravemente disagiate dei relativi servizi che, specie nella stagione estiva e nelle località a maggiore vocazione turistica, ma anche nell’utilizzo ordinario dei pendolari durante il resto dell’anno si sono rivelati insufficienti a soddisfare la domanda. Si verificano troppo frequentemente sospensioni improvvise dei servizi con conseguenti disagi alla mobilità dei cittadini spesso costretti ad utilizzare mezzi sostitutivi, pur essendo stato acquistato recentemente nuovo materiale rotabile (sul quale pure sono aperti diversi filoni di inchiesta della magistratura) che in gran parte giace in deposito, quando essi non rimangono in panne o sono soggetti a eventi che ne causano l’esplosione e l’incendio, come avvenuto più volte nell’arco dell’ultimo anno agli autobus per il trasporto degli studenti. Sottolineo che, oltre alla vetustà dei mezzi di trasporto con motore a combustione e delle carrozze ferroviarie, merita l’attenzione della nostra Commissione notare che le infrastrutture ferroviarie secondarie sono in gran parte ancora non elettrificate, come del resto in tante Regioni del Sud Italia, rendendo quindi risibili i benefici ambientali e alla salute pubblica attribuibili al trasporto pubblico collettivo come quello ferroviario.

Appare dunque urgente che si constatino personalmente le situazioni rilevate al fine di adottare nella sede competente tutte le azioni utili volte al miglioramento del servizio affinché le risorse previste per il sistema pugliese nell’ambito del Programma Operativo nazionale – Infrastrutture e reti 2014-2020, adottato dalla Commissione Europea siano utilizzate in modo mirato, trasparente ed efficiente.

Ulteriori problematiche riguardano lo stato della realizzazione degli interventi di potenziamento, ad esempio della direttrice Napoli/Bari/Taranto/Lecce, e raddoppio tra cui quello più importante del tratto ferroviario Termoli-Lesina lungo la direttrice adriatica e dei servizi ferroviari connessi.

Sui servizi incide anche la realizzazione dell’itinerario Alta Capacità Napoli – Foggia – Bari, compresa la questione dell’arrivo del servizio Frecciarossa fino a Lecce, con le idonee ed opportune dotazioni infrastrutturali mentre paradossalmente FSI procedo alla dismissione di aree come lo scalo merci di Surbo.

Tuttavia, le carenze si rilevano anche in altre aree della Regione, come si potrebbe constatare partendo in treno dalla provincia sud di Lecce per raggiungere l’aeroporto di Brindisi, facente parte dell’area Mediterraneo/Adriatico, che manca di collegamenti adatti a favorire i flussi turistici, nonché quelli del bacino di utenza dei residenti nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, dato che non esiste un collegamento ferroviario intermodale, seppur più volte richiamato in diversi documenti e tavoli di confronto istituzionali, i collegamenti con autobus non sono funzionanti durante la domenica e durante i festivi.

A Brindisi sarebbe opportuno anche verificare le condizioni del relativo porto interessato dalla vicenda della realizzazione dell’opera di banchinamento della spiaggia di Sant’Apollinare per consentire approdi portuali per navi Ro-Ro con problemi di compatibilità ambientale mentre il trasporto turistico da crociera mantiene un approdo indecoroso nella zona industriale.

Queste sono soltanto alcune tra le più rilevanti problematiche che interessano le infrastrutture ed i servizi di trasporto della Regione Puglia, non potendo citare tutte quelle di cui ho chiesto conto al ministero nelle mie interrogazioni, per cui mi pare doveroso sollecitare una specifica missione della Commissione da Lei presieduta, auspicando al riguardo anche la disponibilità del Presidente della Regione Puglia.

Chiedo, pertanto, che – nel calendarizzare nuovamente la missione in Puglia, già programmata per il 16 novembre u.s. e non ancora svoltasi – si tenga conto delle situazioni di disservizio evidenziate in premessa, volendo modificare la visita ai siti previsti estendendola anche in considerazione delle proposte evidenziate.

In attesa di un cortese riscontro, porgo

Distinti Saluti

Diego De Lorenzis

Capogruppo M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni

Porti: l’autoritarismo di Renzi bocciato dalla Corte Costituzionale!

IMG_1350La sentenza della Corte Costituzionale n.261 del 17 novembre 2015 dichiara l’illegittimità costituzionale parziale dell’art. 29, c. 1°, dello “Sblocca Italia” nella parte in cui non prevede che il piano strategico nazionale della portualità e della logistica sia adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni. La sentenza trova impreparati il Ministero e il Governo Renzi che a fronte di questa non hanno ancora dichiarato come intendono proseguire con la riforma portuale che ora rischia un blocco. Question Time del M5S mercoledì alla Camera dei Deputati. 

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Lo avevamo detto e ribadito in più occasioni. La nuova riforma portuale di Renzi rappresenta l’autoritarismo di un Governo che non è disposto a confrontarsi con i territori per comprendere quale siano le scelte opportune da compiere. La Corte Costituzionale, bocciando le modalità di adozione del piano strategico nazionale della portualità e della logistica, riconosce che non è prevista alcuna forma di coinvolgimento delle Regioni nella procedura di predisposizione del piano, in contrasto con le chiare indicazioni della giurisprudenza costituzionale. Non basta quindi che alle Regioni vengano relegati solo le funzioni di esprimere un parere sullo schema di decreto ministeriale relativo alla classificazione dei porti, l’intesa relativa alla nomina del presidente dell’autorità portuale o la partecipazione del Presidente della Giunta Regionale interessata o di un suo delegato al comitato portuale. Queste funzioni non possono essere considerate in alcun modo equivalenti al coinvolgimento, nella forma dell’intesa, nella predisposizione del piano strategico nazionale. piano nazionale porti

Il M5S farà un question time in commissione mercoledì, chiedendo al Governo come intende risolvere la situazione e che rischia di bloccare una riforma portuale pensata male e scritta in forma addirittura peggiore! Ancora una volta si “naviga” a vista, non c’è una visione complessiva e soprattutto mancano chiari criteri per definire le funzioni delle nuove Autorità portuali. La definizione delle sedi delle nuove Autorità di sistema, situazione, quest’ultima, che ha come diretta conseguenza una guerra campanilistica da parte dei territori interessati, preoccupati che queste nuove autorità siano, al pari di quelle passate, solo dei centri di potere per spartire risorse e appalti in maniera opaca e a porte chiuse, magari secondo logiche legate alle correnti politiche e non centri di coordinamento, programmazione, pianificazione e razionalizzazione per migliorare la competitività del nostro Paese, dei territori, per garantire anche maggiore rispetto dell’ambiente.

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Sono scandalose le dichiarazioni del Ministro Delrio quando fanno riferimento a mettere nei luoghi più “deboli” le Autorità di sistema dando seguito ad una sorta di elemosina, ma soprattutto confermando indirettamente le preoccupazioni che queste saranno centri di potere nella tipica logica partitica della prima Repubblica.

Questo Governo manca di partecipazione sulla riforma portuale, è evidente, visto che le istanze di tutti i portatori di interesse, dagli armatori alle imprese di logistica internazionale, sono stata relegate ad un convegno governativo, gli Stati Generali della Portualità e della Logistica, organizzato a suo tempo dall’ex Ministro Lupi.

Questo metodo senza trasparenza e partecipazione delle Regioni e degli stakeholder, la mancanza di chiari criteri con cui si definiscono criteri e funzioni dell’Autorità di Sistema, l’assenza di selezione pubblica per le figure apicali delle autorità portuali, anche nella nuova concezione, e la perpetua mancanza di visione porterà anche questa riforma, al pari delle altre targate PD, come la finta abolizione delle province, delle sedi degli organi della giustizia e quella aberrante della Costituzione è destinata a fallire!

Morti per scontri sulle strade: non chiamateli incidenti!

La Strada Statale 379 è una strada a due carreggiate e a doppia corsia per carreggiata che da Fasano giunge fino a Brindisi. Nell’ultimo anno su questo tratto di strada vi sono stati dieci incidenti in prossimità  della zona masseria “La Macina” a Fasano, l’ultimo dei quali, avvenuto sabato 12 dicembre, ha causato la morte di cinque persone tra le quali un giovane di 21 anni e una bambina di appena 3 anni, in seguito allo sbandamento di un autotreno il cui rimorchio, ha invaso la carreggiata opposta andando a travolgere 3 veicoli che provenivano in senso opposto di marcia. “Il M5S chiede al Ministro dei Trasporti soluzioni tempestive per la sicurezza stradale attraverso una interrogazione, una mozione e una proposta di legge.”

ss379-300x238La strada statale 379 funzionale al collegamento tra due città  come Bari e Brindisi lungo la linea adriatica, è trafficata da un notevole numero vetture tra cui vi sono molti tir che spesso vengono coinvolti o sono causa dei sinistri stradali, l’ultimo dei quali ha avuto un epilogo tragico che ha commosso l’intera Puglia.

Questa estate altri due sinistri hanno visto coinvolti mezzi pesanti. In un caso due bambini a bordo di un’auto di una famiglia di turisti, sono rimasti feriti a seguito di uno scontro con un camion e qualche settimana dopo un altro camion che trasportava frutta, si è ribaltato sulla sede stradale nella stessa zona, fortunatamente senza feriti.

Consci dell’alta incidentalità di questa arteria e di altri tratti stradali bisogna prendere provvedimenti immediati e garantire una maggiore sicurezza. L’importanza di questo tratto stradale è rilevante perché sia i cittadini che le merci sono costretti a passare da questa strada che collega il versante adriatico della Puglia.  “Troppe volte, però, si assiste per strada a comportamenti scorretti, come ad esempio sorpassi azzardati o distanze minime di sicurezza non rispettate, visto l’assidua presenza di questi giganti della strada, con danno non solo delle famiglie distrutte ma anche con enormi costi sociali. Il tutto avviene anche perché in Italia non si vuole trasferire il trasporto merci dalla strada alla ferrovia e al mare, cosa che non solo gioverebbe a liberare dal traffico le strade, ma avrebbe anche un minor impatto ambientale”

10-incidenti-300x54Chi crede che siano fatalità o spera di riuscire a ridurre il numero di vittime solo con strumenti repressivi o scarsamente deterrenti come l’inasprimento delle pene per omicidio colposo è un illuso.

Per questi motivi da una parte chiediamo al Ministro Delrio, con un’interrogazione, quali iniziative intenda adottare per migliorare la sicurezza stradale nelle arterie di competenza statale in tutta la Regione Puglia e su tutto il territorio nazionale, valutando anche provvedimenti volti a ridurre il traffico dei mezzi pesanti a favore del trasporto merci su ferrovia e via mare. Dall’altra presenteremo una mozione per chiedere impegni precisi come quello eluso da molti enti locali di impegnare le risorse derivanti dai proventi delle multe per le infrazioni al codice della strada e in ultimo presenteremo, a mia prima firma, una proposta di legge per la diffusione dei corsi di guida sicura. La sicurezza non può più aspettare!

Processo ILVA: il ministro chiarisca su nuova battuta d’arresto

20141013_121416Nuova battuta d’arresto nel processo storico “Ambiente Svenduto” a carico di tre società del gruppo Ilva e di altri 44 imputati visto che già l’udienza prevista per il giorno 21 ottobre 2015 è stata rinviata per omessa notifica e l’udienza prevista per il giorno 1 dicembre 2015, è saltata per lo sciopero degli avvocati penalisti. Tra gli imputati vi sono gli ex presidenti di provincia di Taranto e Regione Puglia, Gianni Florido e Nichi Vendola, l’avv. Francesco Manna, all’epoca dei fatti capo di gabinetto del governatore Vendola, il dirigente della Regione Puglia, l’ing. Antonello Antonicelli, il professor Giorgio Assennato, direttore generale di Arpa Puglia, l’ex presidente della commissione AIA del Ministero dell’Ambiente, Dario Ticali messo in quel ruolo dall’allora ex Ministro Prestigiacomo, il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, l’ex assessore della giunta Vendola e ora consigliere regionale sempre in forza al PD, Donato Pentassuglia, il deputato di Sel ed ex assessore regionale Nicola Fratoianni, l’ex assessore all’ambiente della Provincia di Taranto di centro sinistra, Michele Conserva. A bloccare questa volta il processo facendolo ritornare alle indagini preliminari sarebbe stato un vizio di forma, una mancata apposizione sul verbale del nominativo dei legali di una decina di imputati. Il vizio di forma potrebbe inficiare il corretto svolgimento del processo in quanto una eventuale eccezione sollevata in un successivo ricorso in Cassazione, potrebbe pregiudicare il processo stesso. Tuttavia, l’eccezione sollevata dall’accusa era connessa ad un’ipotesi di nullità relativa che, invece, la Corte d’Assise ha riqualificato, come richiesto dalla difesa, in nullità assoluta, per cui si è disposto che gli atti vengano nuovamente inviati al giudice dell’udienza preliminare, che tuttavia potrebbe esprimersi diversamente da quanto già fatto dal GUP, Vilma Gilli. Il M5S chiede chiarezza al Ministro Orlando.

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Il vizio di forma potrebbe inficiare il corretto svolgimento del processo in quanto una eventuale eccezione sollevata in un successivo ricorso in Cassazione, potrebbe pregiudicare il processo stesso. Tuttavia, l’eccezione sollevata dall’accusa era connessa ad un’ipotesi di nullità relativa che, invece, la Corte d’Assise ha riqualificato, come richiesto dalla difesa, in nullità assoluta, per cui si è disposto che gli atti vengano nuovamente inviati al giudice dell’udienza preliminare, che tuttavia potrebbe esprimersi diversamente da quanto già fatto dal GUP, Vilma Gilli.

Il processo “Ambiente Svenduto” è un importante procedimento non solo per i reati in tema di ambiente e salute pubblica che vengono contestati agli imputati, ma potrebbe rappresentare anche dal punto di vista dell’opinione pubblica un ripristino dello stato di legalità per i cittadini e i lavoratori, non solo di Taranto ma di tutta l’Italia, per cui sorge il rischio che questi bruschi rallentamenti del processo possano incidere sull’accertamento dei fatti e delle relative responsabilità.

Questa è la terza sospensione del processo in pochi mesi: troviamo sconcertante che su un procedimento tanto importante per la cittadinanza si possano commettere errori tanto grossolani. Vorremmo che il rispetto delle regole e delle leggi non ci sia esclusivamente quando la giustizia cerca la verità ma anche quando un’azienda causa la malattia e la morte a centinaia di italiani!

Sono oltre 800 le parti civili tra cui vi sono parenti di operai deceduti e centinaia di privati cittadini, soprattutto residenti del quartiere Tamburi, a ridosso dell’Ilva, che quotidianamente hanno respirato sostanze inquinanti. Confidiamo nel corretto svolgimento del processo ma non si può negare che queste sviste, apparentemente così di poco conto, fanno perdere fiducia alla cittadinanza nei confronti delle istituzioni. Per questo motivo si chiede al Ministro Orlando se abbia intenzione di inviare gli ispettori al fine di accertare le responsabilità della presunta svista descritta e come, per quanto di propria competenza, intenda garantire, nel rispetto del principio della separazione dei poteri, la regolare prosecuzione del processo. Taranto ha bisogno di giustizia che per troppo tempo è stata negata: questo processo potrebbe in parte sanare la totale mancanza di fiducia che i cittadini provano nei confronti delle istituzioni, auspichiamo che d’ora in avanti il processo vada avanti celermente!

 

FSE: Ministro e Regione unici responsabili!

photo_2015-11-17_16-53-04Non si arrestano le critiche alla gestione delle Ferrovie Sud-Est. La rete ferroviaria, con i suoi 474 km. di linea, costituisce, dopo le Ferrovie dello Stato (cui è interconnessa), la più estesa rete omogenea italiana, attraversando le quattro province meridionali della Puglia, collegando fra loro i capoluoghi di Bari, Taranto e Lecce, nonché 85 Comuni del loro circondario; nel comprensorio a sud di Lecce sono l’unico vettore su rotaia. Il servizio di trasporto pubblico dovrebbe essere assicurato anche con il vettore automobilistico, su relazioni, nella gran parte integrative e/o sostitutive del vettore ferroviario, a servizio di oltre 130 Comuni, da Bari sino a Gagliano del Capo.

Il sistema di trasporto delle Sud-Est dovrebbe consistere in un efficiente e capillare collegamento fra città. cittadine, paesi e contrate pugliesi, insostituibile per i lavoratori dell’industria, dell’agricoltura, del terziario e per gli studenti oltre ad essere una preziosa risorsa per il turismo sostenibile pugliese. Invece ogni giorno si hanno notizie di disservizi, inefficienze, sporcizia, grandi ritardi, vetture obsolete e diversi scandali di cui nessun politico a fino ad ora pagato.

photo_2015-11-17_16-52-57Dal 1985 è iniziato uno scarica barile sulle responsabilità tra i due enti, Regione e Ministero dei Trasporti, che ha portato all’attuale situazione. Questo balletto di responsabilità e la mancanza di trasparenza, infatti sono le cause, oltre delle numerose inefficienze, anche degli scandali, come quello dei famosi treni d’oro o dei processi a carico del vertice, Luigi Fiorillo. Centinaia di milioni di euro di debiti che oggi vengono certificati da chi avrebbe dovuto vigilare! Il Ministero prima riconferma l’ex ad Fiorillo e ora lo sostituisce con un consiglio di amministrazione accompagnando la scelta con tanti buoni propositi, dimenticandosi che ha approvato per anni i bilanci di FSE.

Anche la Regione, guidata per oltre 10 anni dal centro sinistra, fa finta di svegliarsi sebbene abbia avuto finora la responsabilità diretta della gestione di FSE. Nonostante la grave situazione i due enti continuano a darsi la colpa reciprocamente, mentre alla cittadinanza viene negato un servizio dignitoso per il diritto alla mobilità e contemporaneamente si infierisce sui lavoratori.

Nel ribadire la posizione M5S a favore di un trasporto locale che deve rimanere pubblico, come è stato confermato dagli italiani nel referendum del 2011 rinnoviamo le richieste al ministro e al nuovo presidente del CDA, per cominciare a fare trasparenza: la pubblicazione immediata di tutti i bilanci per gli anni pregressi, delle informazioni riguardanti il numero di dirigenti e personale amministrativo rispetto al numero di assunti del personale tecnico e viaggiante, dell’ammontare di spese in consulenze e in premi produzione, dell’entità degli stipendi e delle buone uscite dei dirigenti e delle posizioni apicali.

Aeroporto di Firenze: denunciamo progetto poco chiaro e danno erariale!

unesco-firenze-m5s-thumb-534x271-54447Il nuovo aereoporto di Firenze è un progetto, non solo insostenibile dal punto di vista ambientale, ma comporta costi in costante lievitazione e non meglio specificati. Un’operazione sottoposta alla valutazione di impatto ambientale e che comprometterà l’ecosistema dell’aerea. Cui prodest?

Ne parleremo venerdì 4 dicembre alle ore 10.00 a Firenze, Sala Gonfalone Viale Cavour 2, durante la quale presenteremo un dossier di denuncia con atti di diffida e un esposto alla Corte dei Conti.

02e63dc6cdcc179535b5a567cde107f3Interverranno: Luigi Di Maio, M5S, vicepresidente della Camera dei Deputati, Diego De Lorenzis, commissione Trasporti alla Camera, Giacomo Giannarelli consigliere regionale, Silvia Noferi consigliera comunale, Gianfranco Ciulli, coordinamento Comitati per la salvaguardia della piana, Paolo Baldeschi dell’Universita di Firenze.