Rapporto legambiente – Lecce: amministrazione incapace!

E’ stato pubblicato il 22esimo rapporto “Ecosistema Urbano” di Legambiente realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, che sulla base di 18 indicatori, stila una classifica di vivibilità delle città italiane. Gli indicatori di Ecosistema Urbano sono normalizzati impiegando funzioni di utilità costruite sulla base di alcuni obiettivi di sostenibilità. Lecce rispetto al 2014 perde ben 14 posizioni e si colloca all’89° posto su un totale di 104 città analizzate.

image1I dati pubblicati nel Dossier “Ecosistema Urbano” dimostrano che l’amministrazione Perrone nel migliore dei casi non sta lavorando. In realtà la situazione è che sta lavorando male, evidentemente allontanando la città da un contesto ideale a misura di cittadino. E’ triste sapere che una parte della popolazione ancora non può usufruire di una corretta depurazione dei reflui. I dati più preoccupanti sono quelli riguardanti i rifiuti, come più volte il M5S ha fatto notare, con buona pace dell’assessore all’ambiente. La raccolta differenziata, ferma al 17%, non solo dimostra l’inefficacia dei provvedimenti sin qui attuati dalla giunta Perrone, ma rivela anche che invece di agire l’amministrazione latita. La dimostrazione sta nel fatto che la produzione procapite di rifiuti da parte dei leccesi è di 614 kg all’anno, un quantitativo troppo alto. Eppure sia l’Unione Europea che la normativa italiana pongono come primo obiettivo la riduzione a monte della produzione dei rifiuti che si può concretamente attuare attraverso politiche virtuose che suggeriamo ancora: la defiscalizzazione degli esercizi commerciali dove vengono venduti prodotti sfusi, l’incentivazione dell’utilizzo di pannolini lavabili, la promozione dell’utilizzo dell’acqua pubblica nelle strutture pubbliche e private. Politiche, a costo zero o irrisorio, del tutto inesistenti nel Comune di Lecce.

image2Sul trasporto pubblico è scandaloso che il Comune non abbia fornito i dati in merito al numero di passeggeri trasportati annualmente e che non siano presenti i dati di percorrenza annua per abitante. Preoccupante è la percentuale di spostamenti privati motorizzati che si pongono al 73%, mentre altre città come quella di Bolzano sono al 30%. Il tasso di motorizzazione è fin troppo alto in quanto ci sono 67 autovetture circolanti ogni 100 abitanti contro le 46 autovetture ogni 100 abitanti di Genova. Grave è il tasso di incidentalità stradale pari a 7,18 ogni 100 mila abitanti mentre a Salerno è molto più basso, solo 0,75 ogni 100 mila abitanti. Persino l’estensione procapite della superficie stradale pedonale è solo di 0,31 metri quadrati per ogni abitante mentre a Verbania si arriva a 2,1 metri quadrati per abitante. Ancora, il livello di percorsi ciclabili è evidentemente artefatto: i leccesi non utilizzano le piste ciclabili perché troppo poco è stato fatto per diminuire realmente il traffico dovuto ai mezzi privati a motore. Infatti, non basta aumentare il numero di chilometri di piste ciclabili con qualche cartello sulle strade periurbane: i percorsi ciclabili realizzati senza criteri e senza alcun raccordo, disegnati sui marciapiedi, non sono utili a cambiare le modalità di trasporto dei cittadini! Anche su questi aspetti mancano totalmente le politiche virtuose da parte del Comune di Lecce, alcune delle quali sono praticamente a costo nullo per le casse pubbliche: una delibera del Sindaco per destinare anche alle biciclette l’utilizzo della corsia preferenziale riservata agli autobus oppure in prossimità degli incroci, arretrare di qualche metro la segnaletica orizzontale dello stop in modo da favorire nella parte più prossima agli incroci  il transito di bici in sicurezza. E’ davvero triste che gli assessori preposti facciano spallucce e se ne lavino le mani come se non fossero responsabili di quanto accade ai loro concittadini. 

Infine, i consumi elettrici domestici sono troppo alti a Lecce, 1.200 kWh per utenza rispetto agli 896 kWh di Trento a dimostrazione che poco o nulla è stato fatto per l’efficientamento energetico degli edifici e bassissima è la potenza installata da fonte di energia rinnovabile (solare o termica) sugli edifici Comunali che si attesta a soli 3,1 kw ogni 100 mila abitanti contro i 30 kw ogni 100 mila abitanti di Padova che non certo è una città famosa per l’esposizione solare. Sconsolante è pure la cifra riferita al verde urbano leccese che è di soli 8,5 metri quadri per ogni abitante contro i 922,3 metri quadrati di Matera. Bassa è anche la percentuale di verde delle superfici delle aree protette insieme al verde urbano che si colloca solo al 13,4% del totale della superficie comunale contro il 72,1% di Messina.

Perrone la finisca con la politica degli annunci volta solo al consenso e le beghe di poltrone della sua maggioranza: non perda altro tempo prezioso per i leccesi e attui le misure serie e virtuose che Lecce merita anche copiando il nostro programma elettorale altrimenti se è incapace dia le dimissioni. 

 

Seconda deludente audizione alla Camera del commissario Silletti

cover Audizione informale in XIII Commissione (Agricoltura) alla Camera di Giuseppe Silletti, commissario straordinario per l’emergenza legata alla diffusione della Xylella fastidiosa http://webtv.camera.it/evento/8520

Il mio intervento: <<Premessa: ammettiamo per ipotesi che il nesso di causa-effetto tra il batterio e il complesso del disseccamento rapido dell’Olivo venga dimostrato in futuro dalla ricerca scientifica…

ulivi-secolari-salentoVettore

1 – stagionalità: la diffusione del contagio non dovrebbe essere galoppante attestato che il vettore in questa stagione non dovrebbe diffondersi

2 – potrebbe non essere l’unico e il batterio risulta ospite di altre varietà

3 – viene veicolato da animali domestici, selvatici, treni, automobili, autotreni,… perché nel piano non sono previste misure di contenimento e quarantena anche per tali esseri viventi e impedito lo spostamento di tutti i mezzi di trasporto?

Eradicazione

1 – Lei nella precedente audizione del 18 Marzo ha detto che l’eradicazione negli Stati Uniti non ha funzionato! Perché dovrebbe funzionare in Puglia?

2 – Linee guida internazionali

La “decisione di esecuzione della Commissione Europea del 23 luglio 2014 relativa alle misure per impedire l’introduzione e la diffusione nell’Unione della Xylella fastidiosa” ­ recepita dal decreto ministeriale n.2777 del 26 settembre 2014 ­ ha previsto che “nelle zone delimitate lo Stato interessato è tenuto a prendere qualunque altra misura in grado di contribuire all’eradicazione dell’organismo specificato, tenendo conto della norma del 1998 relativa agli Standard Internazionali per le Misure Fitosanitarie, n. 9 “Linee guida per programmi di eliminazione di patogeni”. E cosa prevedono queste linee guida? Il titolo del paragrafo è chiaro: “Effettuazione di analisi costi­/benefici dei programmi di eliminazione del patogeno”.

Cito sempre testualmente: “Una delle prime azioni da approntare è la preparazione di un elenco delle tecniche di eliminazione del patogeno più fattibili. Devono essere stimati i costi totali e il rapporto costi/­benefici di ogni singola strategia di tale elenco sia a breve e che a lungo termine. L’opzione di non intraprendere alcuna azione, oppure di seguire un approccio di gestione del patogeno, devono essere considerate quanto l’eliminazione del patogeno stesso. Tutte le opzioni fattibili devono essere descritte o discusse con i decisori. Devono essere illustrati i prevedibili vantaggi e svantaggi, compresi i costi­/benefici. Devono essere raccomandate una o più opzioni, riconoscendo che la decisione finale richiede considerazioni delle possibili opzioni tecniche, costi e ­benefici, la disponibilità di risorse e fattori politici e socio­economici.”

Non ci risulta che le autorità ministeriali/regionali italiane e il Commissario abbiano eseguito quanto stabilito nelle norme internazionali citate dalla Commissione Europea. >>

Ovviamente non c’è stato il tempo per avere una risposta dettagliata ed esaustiva. Attendiamo quanto promesso: una risposta scritta ad integrazione del contributo verbale dell’audizione.

Treni sospesi al sud per maltempo: il Governo latita!

foggia maltempo 15 ottobreIl M5S torna nuovamente sul problema della sicurezza sulle tratte ferroviarie e lo fa in occasione dell’ennesima sospensione delle corse al sud a causa dei problemi causati dal maltempo. Il 15 ottobre 2015, RFI ha diramato diversi comunicati in cui informava della sospensione del traffico ferroviario sulla linea Caserta – Benevento, per i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha investito la Campania e sulla circolazione ferroviaria perturbata delle regioni Campania, Puglia e Basilicata. Tra l’altro, sulla tratta Foggia – Caserta, la circolazione è stata interrotta per i danni provocati dalle abbondanti piogge. Sulla Foggia-Potenza il maltempo ha invece causato l’allagamento dei binari nei pressi di Cervaro (FG), dove si sono già verificati problemi analoghi negli anni passati anche a causa della poca cura e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Sul dissesto idrogeologico e sulla messa in sicurezza delle tratte ferroviarie in zone con pericolosità idrogeologica, il Governo Renzi continua a latitare e a subirne le conseguenze sono soltanto i cittadini. Ancora maltempo e ancora treni sospesi, sempre nelle stesse zone, a dimostrazione che poco o nulla è stato fatto per prevenire il verificarsi di disservizi e incidenti.

deragliamento treno cervaraOccorre infatti ricordare che , per esempio nella zona di Cervaro, 2 anni fa, c’è stato il deragliamento di un  treno a seguito dell’esondazione del fiume Carapelle; nonostante il tempo trascorso con l’arrivo della stagione autunnale, si ripresentano i medesimi disagi sulla circolazione ferroviaria. In quella occasione si è provveduto ad una interrogazione parlamentare alla quale non è mai giunta risposta da parte del Ministero dei Trasporti. Gli effetti di tale noncuranza invece  è sotto gli occhi di tutti: basta guardare quante corse siano state sospese.

La miopia politica del governo Renzi impedisce allo stesso di concentrarsi sulle vere opere utili in Italia che sono rappresentate anche da tantissimi piccoli interventi urgenti di manutenzione e prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Interventi non più rinviabili ma messi da questo governo in secondo piano rispetto a grandi spese per opere inutili come le costosissime ed esclusive tratte ferroviarie per l’alta velocità. Oggi sappiamo che non solo gli interventi sul dissesto idrogeologico sono urgenti per salvaguardare i territori ma anche possono rappresentare uno straordinario motore per la nostra economia creando molti più posti di lavoro rispetto la costruzioni di nuove, enormi ed inutili opere. Per ogni miliardo di euro investito in interventi contro il dissesto idrogeologico si possono creare fino a sette mila posti di lavoro contro i cinquecento che ne verrebbero creati con lo stesso investimento per le grandi opere inutili.

Per questi motivi si chiede in questa nuova interrogazione quali sono i danni causati dal maltempo sulle tratte ferroviarie e a quanto ammonta il costo dei danni in termini economici ed inoltre quali provvedimenti il Ministro Delrio intenda adottare al fine di limitare ed evitare in via definitiva nel prossimo futuro disagi simili. Infine, si chiede se a fronte di eventi meteorologici che non sono da ritenere eccezionali, in quanto sempre più frequenti, siano previsti lavori nelle aree in oggetto per evitare in futuro, sospensioni e disagi e se il Ministro possa escludere il rischio del ripetersi di situazioni analoghe in caso di medesime o più abbondanti precipitazioni. I cittadini e il territorio non possono più aspettare, Renzi e Delrio si sbrighino a rendere sicure le infrastrutture ferroviarie.

Il consumatore digitale tra innovazione, informazione e sicurezza

invito consumatore digitale tra innovazione informazione e sicurezza_per contenuto eventoMartedi 20 Ottobre 2015 alle 15.00 presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio si è svolta la conferenza dal titolo “Il consumatore digitale tra innovazione, informazione e sicurezza”. L’appuntamento, è stato trasmesso in diretta sulla webtv della Camera, è stato organizzato da Google e Altroconsumo, in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare Innovazione, e vuole essere un momento di confronto e discussione in occasione dell’avvio del progetto “Vivi internet al sicuro”.

Qui il link del video.