Interporto di Livorno: necessaria verifica!

Per l’Interporto di Livorno è necessaria la verifica della compatibilità dell’attività commerciale con quella di logistica. L’interporto A. Vespucci costituisce una importante interconnessione di potenzialità ed opportunità in località Guasticce, i cui trecento ettari rappresentano l’ideale retroterra portuale di Livorno e, con l’ampliamento della cinta doganale, l’Interporto finisce per costituire un ulteriore incentivo all’attività di logistica dell’area vasta costiera.

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Foto dal sito “Lanazione.it”

Realizzato con l’apporto di finanziamenti pubblici statali e comunitari, l’Interporto si è distinto nell’attività di logistica fino a quando nel 2012 è stata approvata una variante sia al Piano strutturale che al Piano urbanistico per consentire l’ampliamento delle funzioni ammesse nell’ambito dell’Interporto ricadenti nell’area dell’attività manifatturiera e commerciale. Eppure, da più parti si leva il monito ad un ripensamento e ad un approfondimento della questione tenendo in debito conto anche gli effetti territoriali, ambientali e paesaggistici nell’ambito territoriale interessato. Si tratta, infatti, di attività produttive di tipo artigianale ­industriale che implicano anche attività di recupero e riciclaggio che non risultano richiamate tra le nuove funzioni menzionate nel Protocollo d’intesa del 2013 concluso fra la Regione Toscana, la Provincia di Livorno, il Comune di Collesalvetti e l’Interporto A. Vespucci. Sul tema, non bisogna neanche trascurare che l’area territoriale generalmente interessata si colloca nel Sito di Interesse Nazionale (S.I.N) di Livorno per cui emerge una particolare sensibilità ambientale rispetto al quale deve imporsi una peculiare attività di prevenzione nell’ambito della tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività delle risorse naturali e del paesaggio. Per questi motivi, ho presentato un’interrogazione richiamando l’attenzione sia del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sia quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare al fine di verificare che, anche a seguito delle varianti apportate con l’ampliamento delle funzioni svolte, l’Interporto sia compatibile con la prioritaria funzione logistica prescritta dalla normativa nazionale in materia (legge n. 240 del 1990). E soprattutto valutare gli effetti territoriali, ambientali e paesaggistici conseguenti all’ampliamento delle funzioni dell’Interporto alle attività manifatturiera e commerciale e, se del caso, porre in essere specifiche verifiche al riguardo. Inoltre, in essa si chiede come si intende verificare se il detto ampliamento di funzioni possa comportare il rischio dell’avvio di una procedura di infrazione da parte della Comunità europea in quanto in contrasto con le finalità per le quali sono stati concessi i finanziamenti connessi alla programmazione comunitaria dei fondi strutturali.

S.S. 96, M5S: “perplessità sull’utilizzo dell’esplosivo per l’adeguamento stradale”. Depositata interrogazione parlamentare ai Ministri Delrio e Galletti.

Il M5S deposita una interrogazione parlamentare ai Ministri dei Trasporti e Ambiente per far luce sulla costruzione della strada statale 96, tratto di strada che unisce Bari a Matera, nel tratto che passa da Palo del Colle. Il problema nasce dalle modalità di costruzione della strada per cui la società proponente vorrebbe utilizzare dell’esplosivo per l’adeguamento stradale al fine di velocizzare i lavori. Forti perplessità da parte dei pentastellati che interrogano i Ministri con un atto a prima firma di Diego De Lorenzis della commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

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Si tratta dell’utilizzo di 50.000 chilogrammi di esplosivo, di 40.000 metri lineari di miccia detonante e di 5.000 detonatori, con un impatto rilevante sul territorio che  la «società Cooperativa Costruzioni», ai sensi dell’articolo 104 del regolamento, vorrebbe utilizzare e per farlo ha avanzato la richiesta di emissione del certificato all’autorità di Pubblica Sicurezza, il sindaco di Palo del Colle, D’altra parte ne il sindaco ne il consiglio comunale di Palo del Colle hanno mai ricevuto dai proponenti attraverso la documentazione della progettazione e tramite le conferenze dei servizi, notizie sull’utilizzo dell’esplosivo che sembrerebbe non esser stato vagliato neanche dalla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale per cui sono legittime le perplessità da parte del comune di Palo del Colle.

Il tracciato oltre a passare vicinissimo ai prefrabbricati della zona industriale di Palo del Colle, per cui sembra insensato utilizzare esplosivo in questa area, attraversa un territorio con molti vincoli ambientali e paesaggistici e quindi al Ministro Galletti si chiede di esplicitare se l’utilizzo di esplosivo debba essere sottoposto all’interno della procedura di VIA.

L’area è soggetta alla «Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio delle Lame ad ovest e a sudest di Bari», in quanto riveste notevole interesse perché è caratterizzato dalla presenza di gravine e lame che, con diverse dimensioni e rivestono particolare interesse sotto il profilo paesistico e naturalistico per la presenza anche dell’habitat naturale e dell’ecosistema ancora sufficientemente integri. Inoltre l’intervento di adeguamento stradale e realizzazione dello svincolo con la strada provinciale 44 (svincolo 2) intercetta una strada a valenza paesaggistica ed inoltre alcuni adeguamenti della viabilità urbana interessano testimonianze della stratificazione insediativa, e precisamente la Chiesa Madonna di fuso e la Chiesa Madonna delle Grazie.  L’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 interessa un’area a macchia ed inoltre l’area interessata dalla realizzazione dello svincolo strada provinciale 44 (svincolo 2) interessa l’area di rispetto del bosco ovvero della macchia.

A fronte di queste ed altre peculiarità territoriali il M5S chiede anche ai Ministri Delrio e Galletti se siano a conoscenza della vicenda e quali iniziative intendano promuovere al fine di garantire che la costruzione e l’adeguamento stradale avvengano con procedure che non rechino, anche teoricamente, danno all’area. In particolare si chiede al Ministro Delrio se vi sono rischi di perdere i finanziamenti per la costruzione dell’opera e in quali termini e tempi ed infine se ci sia la copertura economica di tutte le opere da realizzare e, in particolare, per la demolizione, a fine lavori, dei rilevati e viadotti attuali, come richiesto in conferenza di servizi.