Lettera all’AD di Trenitalia

Logoav3dnAlla c.a. Amministratore Delegato Trenitalia S.p.A Ing. Vincenzo Soprano Piazza della Croce Rossa n. 1 00161 ROMA segreteriacdati@cert.trenitalia.it

 

Oggetto: prenotazione obbligatoria del posto per gli abbonati per i treni AV Frecciarossa e Frecciargento

Gentile Ing. Vincenzo Soprano,

numerosi pendolari hanno manifestato il proprio disagio in merito alla recente novità introdotta da Trenitalia relativamente alle condizioni di viaggio degli abbonati alle tratte ad Alta velocità. Infatti, dal primo luglio 2015, per utilizzare l’abbonamento sui treni Frecciarossa e Frecciargento sarà obbligatorio prenotare il proprio posto entro la partenza programmata del treno sia per l’andata, sia per il ritorno. Inoltre i Carnet di 20 prenotazioni per abbonati AV non saranno più utilizzabili sui treni Frecciarossa e Frecciargento. Pur sapendo che i treni “Freccia” sono servizi a mercato, la scelta, seppur legittima dal punto di vista aziendale, parrebbe incomprensibile nell’ottica dei servizi erogati alla cittadinanza/utenza. Tale modifica, che ad un primo sommario esame sembrerebbe migliorare le condizioni di viaggio degli abbonati – in quanto, secondo quanto pubblicizzato da Trenitalia, consentirebbe loro di viaggiare seduti gratuitamente – avrà in realtà un impatto negativo sulle condizioni di vita dei pendolari che, per motivi di lavoro, di studio o per impegni non prescindibili, sono costretti a viaggiare quotidianamente.

Sul sito internet di Trenitalia è specificato che l’utente che non provvederà ad effettuare la prenotazione del posto, oltretutto operazione lenta e laboriosa, non

sarà ammesso a bordo dei treni AV pena il pagamento di ulteriori 8,00 euro a partire dal 15 luglio 2015. Nella stessa data terminerà la verifica dei flussi di traffico dopo l’entrata in vigore delle nuove regole, statistica che potrebbe essere sfalzata perché non terrà conto di alcune categorie di pendolari che non utilizzeranno il servizio in quel lasso di tempo. Trenitalia ha inoltre stabilito che per ogni corsa verranno messi a disposizione degli abbonati un numero limitato di posti. Questa previsione rischia dunque di precludere alla maggior parte degli abbonati la possibilità, nelle ore di punta, di salire sul treno e costringerli quindi ad effettuare una prenotazione in un orario non più confacente alle proprie esigenze di vita.

Per capire la gravità del provvedimento in oggetto è importante evidenziare che la maggior parte degli abbonati lavora in luoghi distanti dalle stazioni di arrivo (molti pendolari proseguono il viaggio su ulteriori treni regionali), per cui arrivare in un certo orario nella città servita dal treno ad alta velocità diventa di importanza cruciale per essere puntuali, ad esempio, sul luogo di lavoro.

Risulta di tutta evidenza come vi siano delle fasce orarie molto più utilizzate di altre (quelle cosiddette di punta). Le nuove condizioni di viaggio, a fronte del pagamento di un cospicuo abbonamento, non garantiscono il diritto alla fruizione del servizio acquistato proprio durante tali fasce orarie. Probabilmente questa scelta non avrebbe destato tanto clamore se, almeno negli orari di punta, ci fossero altri treni con tempi di percorrenza simili, con prezzo ed uno standard di servizio (carrozze pulite e non sovraffollate) adeguati.

Al fine di scongiurare il verificarsi dei disagi sopra individuati, con la presente chiediamo di modificare il regolamento nella parte dove si prevede che i passeggeri che non abbiano effettuato la prenotazione, seppur in possesso dell’abbonamento, non possano salire sul treno o, comunque, di porre in essere qualsiasi soluzione atta a garantire ai possessori di abbonamento la possibilità di continuare ad usufruire del servizio anche negli orari di punta, quantomeno nelle condizioni attualmente in essere.

Infine, desideriamo segnalare un ulteriore aspetto di criticità segnalatoci da più pendolari dell’Alta velocità ovvero l’impossibilità di ottenere un duplicato dell’abbonamento in caso di smarrimento o furto, nonostante il titolo di viaggio sia nominale. Chi, per esempio, perde l’abbonamento o viene borseggiato, ne deve acquistare uno nuovo a prezzo pieno! Non si comprende quale sia la ratio di una simile norma e chiediamo pertanto che sia consentito di poter stampare almeno una copia ulteriore dell’abbonamento.

Le osservazioni di cui alla presente sono state anche formalizzate con due interrogazioni a risposta scritta – nn. 4-09473 e 4-09519 – depositata a prima firma del deputato Luigi Di Maio rispettivamente lo scorso 15 giugno e lo scorso 18 giugno 2015, che Le alleghiamo.

E’ fondamentale tutelare gli utenti di un servizio appartenenti ad una categoria di persone già particolarmente vessate dalle grandi distanze e che si trovano a doverle percorrere obbligatoriamente ogni giorno.

In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti.

Roma, 25 giugno 2015

Dep. Mirella Liuzzi

Dep. Diego De Lorenzis

Dep. Michele Dell’Orco

Dep. Luigi Di Maio

Incontro con A.D. di FFSS: rassicurazioni per i cittadini di Foggia!

 10419468_428141767368746_5427240083818998301_nSi è svolto nella giornata di ieri 23 giugno un incontro tra l’ing. Elia, Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane e i portavoce M5S, Diego De Lorenzis, segretario IX commissione Trasporti della Camera dei Deputati e le neo elette al consiglio regionale pugliese Rosa Barone e Viviana Guarini in merito alla vicenda della bretella ferroviaria di Foggia sul tratta Bari-Napoli.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’Amministratore Delegato di FS ha rassicurato i 5 stelle ribadendo che la riattivazione dell’infrastruttura prescinde dai servizi ferroviari che servono Foggia che rimane un’importante stazione utilizzata significativamente ogni giorno da moltissimi cittadini. 

E’ stato un incontro rassicurante. L’ing. Elia ha dimostrato grande disponibilità nel chiarire le perplessità circolanti in queste settimane in Puglia ed ha anche più volte ribadito che la stazione di Foggia non vedrà un peggioramento del servizio ferroviario vista l’importante “domanda” che il capoluogo dauno manifesta. Da qualche settimana, si era infatti diffusa la notizia che l’entrata in funzione di questo collegamento ferroviario, avrebbe implicato la perdita di treni in sosta alla stazione di Foggia.

L’intervento di “ripristino itinerario merci Napoli Bari a Foggia” consiste nella riattivazione della bretella di raccordo fra le linee ferroviarie Foggia – Bari e Foggia – Napoli e permetterà di non far transitare, sostare e movimentare, all’interno della stazione di Foggia, i treni merci provenienti da Bari e Taranto e diretti verso Battipaglia. Essendo una infrastruttura aggiuntiva e non sostituiva, permette agli operatori ferroviari una possibilità ulteriore: in futuro, potrebbe esser utilizzato anche per i treni passeggeri qualora una domanda maggiore si aggiungesse a quella destinata a servire il bacino di Foggia ma non a discapito della stessa, con treni quindi aggiuntivi rispetto agli attuali che collegano Roma con il capoluogo dauno.

Scopo prioritario dell’intervento è quello di evitare che merci, anche potenzialmente pericolose, debbano sostare e/o essere movimentate nella stazione di Foggia, collocata in pieno centro abitato. Come conseguenza verrà a determinarsi anche una riduzione dei tempi di percorrenza complessivi dei treni lungo l’itinerario Bari – Caserta.

Da una parte vi sono i servizi garantiti dal contratto di servizio tra Ministero dei trasporti e il vettore ferroviario per garantire il “servizio universale”, dall’altra c’è una importante domanda di utilizzo dei cosiddetti servizi a mercato, cioè i treni Freccia: questo perché la stazione di Foggia, serve lungo la direttrice adriatica e tra Bari e Napoli, e inoltre, a causa della sua posizione centrale, è utilizzata anche da moltissimi cittadini provenienti dalle zone limitrofe e dalla Basilicata. Il ruolo del M5S all’interno del parlamento e del consiglio regionale  potrà dare in quest’ottica un peso decisivo per il trasporto ferroviario in tutto il territorio pugliese, puntando a migliorarlo e intensificarlo. Continueremo a vigilare e ad informare la cittadinanza sull’evolversi della situazione perché riteniamo che il trasporto su ferro sia fondamentale, nell’ottica di spostare le merci dalla strada alla ferrovia, di ridurre l’uso delle auto private a favore del trasporto pubblico ferroviario e per collegare in maniera efficiente i comuni pugliesi. La promozione della ecosostenibilità dei trasporti e garantire il diritto alla mobilità rappresentano le scelte di coerenza che abbiamo da sempre nel nostro DNA e nel nostro programma elettorale.

FSE, Stazione di Bari: suoli inquinati, bonifica non pagata da FSE

Inquinamento FSE Bari

Aumenta il colossale debito di FSE senza alcun miglioramento.

Da recenti notizie stampa si apprende che una società che detiene un suolo di 23mila metri quadrati edificabili a ridosso della stazione di Bari Sud-Est e della ex fabbrica Fibronit  abbia chiesto al Tribunale di Bari il sequestro conservativo di una parte dei 79 milioni che la Regione deve alle FSE a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato, in quanto il deposito di carburante nella stazione di Bari avrebbe inquinato parte dei suoli e i proprietari delle aree, dopo aver completato la bonifica, chiedono di essere risarciti e la misura cautelare chiesta al giudice sia stata effettuata perché, secondo i richiedenti, le Ferrovie Sud-Est sono a rischio di fallimento.

Il Tribunale di Bari non ha concesso il sequestro, sebbene sia stato riconosciuto che FSE sia responsabile dell’inquinamento, motivando il diniego perché non vi è certezza sulla somma che la società immobiliare ha speso per la bonifica e aggiungendo che le FSE non possano fallire nonostante un debito di oltre 350 milioni di euro in quanto, secondo i giudici  si possa escludere che il governo centrale e regionale consentano che l’attuale situazione di precarietà finanziaria e patrimoniale sfoci nella decozione dell’ente e nell’annientamento dei livelli occupazionali. Il M5S con una interrogazione a prima firma De Lorenzis, chiede ai Ministri Delrio e Galletti di fare chiarezza sulla situazione delle FSE.

La situazione economica disastrosa in cui versano le FSE è diventata insostenibile. Un debito enorme di oltre 350 milioni di euro che da una parte nasconde le reali motivazioni di spese ingenti e dall’altra non permette un adeguato svolgimento del servizio di trasporto.

Ma la vicenda ci conferma anche che in Italia chi inquina non paga e la trasparenza manca sempre per cui a fronte di un inquinamento che sembrerebbe riconosciuto di FSE e provocato in circostanze non note, non si conoscono neanche i costi della bonifica effettuata per i danni che FSE ha prodotto.

A tutto ciò si aggiunge che tra i contenziosi con quasi 500 dipendenti e altri debiti non meglio specificati, non si conosce quando questi verranno ripianati ed inoltre lascia molto perplessi che la relazione dei revisori non è stata redatta in tempo utile per l’assemblea di approvazione del bilancio di FSE. Per questo nella interrogazione si chiede se la notizia del debito di 350 milioni di FSE corrisponda al vero e in quali anni e per quali ragioni tale debito sia stato accumulato e quali provvedimenti voglia intraprendere il Ministro dei Trasporti per appianare il debito di FSE ed evitare che la medesima situazione si presenti in futuro. Inoltre si chiede  per quale ragione la relazione dei revisori non è stata redatta in tempo utile per l’assemblea di approvazione del bilancio e  se quanto sostenuto dal Tribunale di Bari in merito all’impossibilità del fallimento delle FSE corrisponda al vero. Chiediamo inoltre se sia stato accertato che l’inquinamento nelle aree in oggetto sia dovuto al deposito di FSE e quali sono le motivazioni del suddetto inquinamento, quando questo sia accaduto e se Fse intenda o meno risarcire  le spese della società che ha operato la bonifica. Infine cosa intenda fare il Ministero, per quanto di propria competenza, per evitare o risolvere in breve tempo i contenziosi “seriali” con un terzo dei dipendenti della società di sua proprietà.

La cattiva gestione di FSE ha portato alla situazione che noi tutti oggi conosciamo, un disastro totale per un servizio che dovrebbe garantire il Diritto alla mobilità per milioni di pugliesi che è diventato un disservizio continuo. Il Governo parli chiaro e ci dica cosa intende fare per risolvere questa ennesimo scippo dei diritti dei cittadini.

20 motivi per Emiliano: assessorati e spartizione di poltrone

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1 – Con la strategia sono più bravi loro ma soprattutto fare un patto con un bugiardo disonesto ti porta al suo livello e hai la certezza che lo infranga.

2 – Alcuni italiani, inclusi degli attivisti, sono assuefatti da 20 anni di inciuci e finte emergenze create di proposito. Sono in crisi di astinenza: confondono la malattia con la cura.

3 – I media sono massicciamente contro di noi e mi dispiace che si dimentichi che i primi mesi in parlamento facevamo conferenze stampa affollatissime (c’erano tutti i media quando parlavamo di partenza commissioni prima formazione del governo, sblocco debiti pa con le imprese, spese militari F35,…) e non usciva neanche un trafiletto, ma paginate insulse su scontrini, nessuna pdl depositata,…

4 – Avere gli assessori, indipendentemente da quanti e quali, non serve se non hai una maggioranza che vota le leggi e gli impegni alla giunta

5 – Paradossalmente Emiliano potrebbe darci anche 3, 4 o 5 assessori, buttarci fango giorno e notte dicendo che siamo assetati di poltrone o che avendo assessori (ma non risorse economiche e maggioranza) non risolviamo i problemi e poi con un pretesto plausibile (e la stampa asservita) toglierceli dopo poco azzerando la nostra credibilità nazionale tanto faticosamente conquistata.

6 – Chi cede su questo argomento si pone fuori dal M5S e ci obbligherebbe per mesi nuovamente a far comprendere all’opinione pubblica che non è Beppe che manda via dei portavoce ma che alcuni non hanno capito i cardini imprescindibili del M5S  

7 – Alcuni aspetti, valori e regole nel M5S sono non barattabili, neanche mediaticamente, perché questo aprirebbe fratture insanabili (ovunque in Italia) all’interno azzerandoci nuovamente e dando fiato ai detrattori;

8 – Si comincerebbe anche a discutere degli indagati non candidabili, del nucleare, del finanziamento pubblico, delle sedi con tesoriere e segreterie piramidali, candidabilità in un Comune diverso dalla residenza, dimezzamento delle indennità, rinuncia alle indennità di carica, restituzione dei rimborsi non documentati,…

9 – I voti di quelli che votano PD o M5S e vogliono alleanza pure quando è evidente che non serve per governare (non serviva neanche a livello nazionale, bastava un Presidente della Repubblica degno di questo nome, cioè garante e imparziale, per poter seguire i precedenti storici e il M5S ricevere l’incarico di formare un governo) sono disinformati o bipolari: la nostra visione di Paese e di soluzioni per i cittadini sono antitetiche ai partiti. Incompatibili! Sarebbe impossibile da spiegare questa soluzione (a chi crede ad una rivoluzione e non ci abbandona)

10 – La mossa di “offrire” una poltrona, non serve solo a farci apparire come “quelli del no”, ma soprattutto a “spaccarci” (dividerci tra noi portavoce nazionali e voi alla regione, tra voi portavoce regionali, tra noi cittadini e Beppe) e lo dico per esperienza personale

11 – Emiliano si inchioda, lo dico sempre per esperienza, votando bene e presentando cose buone per i cittadini in Consiglio regionale (su TAP, sanità, energia, ambiente, imprese, trasparenza, aiuto alle famiglie, acquedotto, trasporti, turismo, democrazia diretta,…) come abbiamo fatto in questi 2 anni in Parlamento, accumulando credibilità e rispetto.

12 – Cominciamo a raccogliere pdl e mozioni di altre regioni da presentare e calendarizzare in modo da metterli all’angolo con i fatti cioè con atti e voti

13 – Dobbiamo aiutare attivisti e cittadini a fare rete sui temi, ad aiutarvi a essere propositivi con atti: interrogazioni, mozioni, pdl (non solo a organizzare eventi, sondaggi su fb, a pretendere di partecipare in scelte comunicative,…)

14 – Qualcuno crede che spiegando in conferenza stampa o in tv con un confronto diretto ne usciremmo vincitori. Ricordo che nell’uso della tv non è cambiato nulla (all’inizio eravamo impreparati e soli, poi ci siamo sempre andati con parsimonia dettando noi le condizioni, no ai pollai in talk show ma solo confronti con limitati ospiti sui temi)

15 – Per due anni ci siamo sgolati in ogni piazza, banchetto, giornale e trasmissione per spiegare la posizione sulla finta offerta di Bersani (incluse sue dichiarazioni di burattino). Non era una scelta a priori, ma a posteriori: sarebbe stato come prendere un caffè con chi ti ha svaligiato casa e violentato la famiglia! Ora con Emiliano non cambia nulla.

16 – Con quello che hanno fatto in parlamento i partiti (scuola, jobs act, decreti non attuati, fiduce continue, legge elettorale, schiforme incostituzionali, confusione con le province, sblocca italia, svuota carceri, spese militari, incandidabili e arrestati salvati in parlamento, sblocca italia, ratifica tap, missioni internazionali di guerra camuffate, spartizione di cariche come presidenze commissioni e questori, mafia capitale, immigrazione e altre emergenze, mose, expo, tav, sprechi vari, finta abolizione dei costi della politica e del finanziamento partiti, anticorruzione fasulla,tentato salvataggio di B, eliminazione del voto ai cittadini per province e Senato, …) le persone che si lamentavano di mancato accordo (per lo più votanti PD che credevano che che Berlusconi fosse il male assoluto, oppure votanti m5s non convinti o non consapevoli del nostro programma e della nostra storia dal 2007, ma votanti d’opinione senza sapere che abbiamo sempre detto “mai accordi con i ladri e i bugiardi o loro maschere”) hanno capito perché abbiamo sempre promesso e mantenuto di rifiutare accordi e alleanze

17 – Se a Roma tutto va male, come sembra, Marino si dimette e si vota presto nella capitale; la maggioranza di Renzi scricchiola (dopo solo 12 mesi) e noi cresciamo sempre: non per i consensi ma perché mettiamo nuove persone nelle istituzioni.

18 – Emiliano non avrà maggioranza solida come non l’ha avuta Vendola (ma noi non eravamo dentro purtroppo) perché tra correnti (in lista ha messo di tutto) e pretese dei suoi sodali avrà difficoltà (soprattutto se cade il governo nazionale) a mantenere un equilibrio tra le forze che lo sostengono.

19 – Consolidiamoci in Puglia con rete di portavoce comunali e di attivisti come accade in altre regioni.

20 – Facciamo esperienza (serve tantissimo fare opposizione e capire meccanismi) così poi quando toccherà a noi (è solo questione di tempo basta non essere superficiali e lasciare che si rovinino da soli) saremo forti e consapevoli da non sbagliare un colpo (non abbiate fretta, siamo sempre un virus lento ma inesorabile)!

Credo che 20 spunti bastino per riflettere…

Pet-Coke scaricato a Taranto: dove va a finire?

pet-coke-tarantoA seguito delle diverse notizie a mezzo stampa e delle successive richieste di chiarimento dell’associazione Peacelink sullo scarico di oltre 400 mila tonnellate di Pet-Coke nel porto di Taranto, il M5S chiede chiarimenti ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente con una interrogazione parlamentare.  Il Pet-Coke  è un residuo solido prodotto della raffinazione del petrolio che nonostante le sue note proprietà inquinanti, è utilizzato a determinate condizioni come combustibile in raffineria, nella generazione elettrica, nell’industria del cemento, nell’industria del biossido di titani, mentre la quota restante viene utilizzata in settori non energetici come nell’industria dell’alluminio, calcinazione, ferro e acciaio, ecc. A Taranto le vicende note per l’utilizzo del Pet-Coke non sono nuove: dalle inchieste della Procura del 2011 sullo stoccaggio del materiale alla discarica Italcave spa fino al divieto imposto dall’AIA all’Ilva per l’utilizzo e la detenzione del Pet-Coke. Inoltre, ci sono grosse perplessità alle deroghe ai limiti di alcuni inquinati rilasciate dalla regione Puglia con pareri favorevoli dell’ASL Taranto, Comune di Taranto, Ufficio Regionale Rifiuti, Arpa e parere contrario del Comune di Statte con il mancato parere della Provincia di Taranto, al recente rinnovo dell’AIA della discarica Italcave spa.

Dove sono state stoccate e utilizzate le oltre 400 mila tonnellate di Pet-Coke giunte a Taranto dall’inizio del 2014 ad oggi? Possibile che il porto di Taranto venga utilizzato per il passaggio di questi materiali? Possibile che non si possa sapere dove vada a finire e come viene utilizzato la grande quantità di Pet-Coke giunta a Taranto? Come al solito nelle vicende tarantine che riguardano materiali inquinanti c’è sempre grande opacità nel rendere note le informazioni utili a tutelare l’ambiente e la salute pubblica, contro ogni logica di buon senso. A maggior ragione a seguito dell’AIA rilasciata all’Ilva che vieta l’utilizzo di Pet-Coke e delle note vicende giudiziarie del 2011 riguardanti la discarica Italcave sullo stoccaggio del Pet-Coke, ogni azione di trasporto ed utilizzo di questo micidiale materiale inquinante dovrebbe essere ben chiara e non è possibile che sia solamente la stampa e le associazioni a rivelare informazioni così importanti. La politica locale perché rimane in silenzio e ora saranno i Ministri Galletti e Guidi a rispondere!

Inoltre, in merito alla discarica Italcave, la regione Puglia, con il benestare del Comune di Taranto, l’ASL, l’Arpa, recentemente  non si è limitata a rilasciare l’ennesimo rinnovo dell’AIA ma ha anche autorizzato deroghe sui limiti per quasi tutti i parametri. D’altra parte la regione di centro sinistra in questi ultimi dieci anni ha permesso che rifiuti provenienti dalle altre province e dalle altre regioni fossero scaricati in questa enorme discarica dal volume complessivo superiore ai 6 milioni di metri cubi, nonostante la stessa discarica fosse in territorio martoriato come quello di Taranto e Statte.

Il riferimento è anche alla cosidetta operazione solidarietà di Vendola del 2010/2011 che ha permesso con protocollo d’intesa che i rifiuti campani fossero smaltiti nelle discariche del tarantino, operazione saltata in seguito all’intervento pacifico della popolazione locale che con carte e analisi alla mano dimostrò la violazione del protocollo stipulato tra le regioni a causa del percolato che colava dai tir in transito.

Per tutti questi motivi nella interrogazione si chiede ai ministri Galletti e Guidi se le attività di movimentazione, di scarico di Pet-coke nel porto di Taranto e di trasporto all’interno e all’esterno del porto, dello stoccaggio, della detenzione ed di utilizzo, rispettano la legge. Inoltre si chiede di chiarire quali siano le modalità d’utilizzo finale del Pet-coke, quali siano gli impianti interessati in eventuali processi produttivi e se questi sono autorizzati all’uso di Pet-Coke. Vogliamo sapere se gli impianti riceventi il Pet-Coke rispettano le normative vigenti in materia ambientale e se sono applicate tutte le precauzioni per tutelare la salute dei cittadini e dei lavoratori. Inoltre in merito alla discarica Italcave, chiediamo se le deroghe rilasciate alla discarica Italcave Spa con  rinnovo dell’AIA siano conformi ed opportune in un’area SIN ad alto rischio di crisi ambientale come quella di Taranto, che evidentemente non può e non deve essere più sede dello smaltimento dei rifiuti pericolosi di altre parti di Italia!”