FSE: treni costosi ma non in linea con gli standard UE. M5S a Vendola: è mancata trasparenza!

GDM_20150324_DeLorenzisTreniIl Ministero dei trasporti risponde ad una interrogazione, scaricando completamente sulla regione Puglia le eventuali responsabilità in merito alla commessa dei 27 treni  ATR 220 acquistati con fondi regionali da Ferrovie Sud Est (più 2 rivenduti senza bando di gara, ad un prezzo maggiorato alle ferrovie lombarde) su cui sta indagando la procura e pertanto si limita a riportare quanto l’Ufficio speciale trasporti e impianti fissi (USTIF) per la Puglia riferisce in merito.

Dalla disamina dell’USTIF risulta che i prezzi maggiorati siano dovuti al sistema di sicurezza SCMT (Sistema Controllo Marcia Treni), di cui i treni lombardi devono essere provvisti mentre quelli pugliesi sono privi. SCMT è un sistema per la sicurezza che attua la protezione della marcia del treno, controllando la velocità massima ammessa, istante per istante, tenendo conto dei vincoli relativi al segnalamento, alle caratteristiche dell’infrastruttura ed alle prestazioni del rotabile, sia in condizioni normali che di degrado, attivando la frenatura d’emergenza, in caso di superamento dei limiti di controllo. Restano i dubbi sugli alti costi di acquisto e sulla commessa alla Varsa.

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La candidata alla Presidenza Antonella Laricchia e i portavoce pugliesi di Camera, Senato e Parlamento Europeo incalzano la gestione Vendola: “Occorreva che un cittadino entrasse nelle istituzioni come parlamentare per conoscere l’esoso costo dei treni di FSE. Questa situazione si è creata per la completa mancanza di trasparenza nella gestione di FSE e della regione Puglia. Trasparenza sempre decantata da Vendola, evidentemente di fatto mai riscontrata. Infatti, qualsiasi responsabilità in merito ai treni acquistati dalla FSE è imputabile unicamente alla Regione. L’USTIF afferma che l’acquisto dei treni sia di circa 3,5 milioni di euro cadauno e non quasi 2 milioni di euro come si è appreso dalle fonti stampa, ciò significa che il costo per 27 treni non sia di 50 milioni di euro circa, ma di ben oltre i 90 milioni di euro.  I giudici  verificheranno certamente se tali costi siano effettivamente in linea con le quotazioni di mercato o se qualcuno si sia arricchito con i soldi dei cittadini.

“Solo i 2 treni acquistati da Ferrovie Nord di Milano tramite FSE sono dotati, con un sovrapprezzo di mezzo milione di euro cadauno, del sistema SCMT per rispondere al nuovo standard europeo di interoperabilità tra le reti ferroviarie. Per le FSE, la Regione ha preferito risparmiare sulla sicurezza dei cittadini. Gli utenti delle FSE non sono degni di avere sistemi di sicurezza e controllo che sono ormai standard nella UE?”

“Risulta sorprendente”conclude la candidata governatrice Antonella Laricchia – “che, secondo l’USTIF, la clientela abbia espresso un gradimento soddisfacente sulla flotta FSE. Sul sito del gestore ferroviario e dell’agenzia regionale della mobilità, non risulta pubblicata alcuna indagine che giustifichi tale affermazione. Parlando spesso con gli studenti e i lavoratori che regolarmente utilizzano il servizio di FSE, si ha un impressione diametralmente opposta. Resta comunque il fatto che questa vicenda mostra ancora ombre su cui si auspica che presto la magistratura possa fare chiarezza. Per fortuna da Maggio in Regione, a vigilare contro lo sperpero di denaro pubblico e la cattiva gestione dei partiti nella cosa pubblica, ci saranno finalmente cittadini con le mani libere, del MoVimento 5 Stelle.”