Ex BAT: Lettera al sottosegretario Bellanova

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Gent. Sottosegretario di Stato

al Ministero del Lavoro e Politiche sociali

On. Teresa Bellanova

Via Fornovo, n. 8

00192 ROMA

Ministero per lo Sviluppo Economico

nella persona del Ministro Federica Guidi

Via Molise, n. 2

00187 ROMA

p.c. Confederazione generale dell’industria italiana

nella persona del Presidente Giorgio Squinzi

Viale dell’Astronomia, n. 30

00144 ROMA

Egr. Presidente

Nichi Vendola

Regione Puglia

Lungomare Nazario Sauro, n. 33

70121 BARI

Egr. Presidente

Sig. Antonio Maria Gabellone

Provincia di Lecce

Palazzo Adorno

Via Umberto I, n. 30

73100 LECCE

Egr. Sig. Sindaco

Paolo Perrone

Comune di Lecce

Via Rubichi, n. 16 73100 LECCE

Roma, 27 novembre 2014

Oggetto: Tutela lavoratori ex British American Tobacco

Stante il susseguirsi di incontri e tavoli tecnici riguardanti l’incresciosa situazione nella quale riversano i lavoratori leccesi della ex British American Tobacco e considerata l’assenza di qualsivoglia soluzione volta all’utile ricollocamento del personale coinvolto nonché alla riconversione produttiva del sito leccese, con la presente

CHIEDIAMO

un formale ed improcrastinabile impegno del Ministero dello Sviluppo Economico, nella persona del Ministro Guidi, del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, On. Teresa Bellanova e degli ulteriori soggetti elencati in indirizzo, ad assumere ogni iniziativa e misura di competenza aventi efficacia immediata che dirimano, senza ulteriori espedienti dilatori, questa annosa vicenda che coinvolge tantissimi operai e le loro famiglie.

Sen. Daniela Donno

Sen. Buccarella Maurizio

Sen. Barbara Lezzi

Dep. Diego De Lorenzis

Dep. Giuseppe D’Ambrosio

Il programma per la Puglia scriviamolo insieme

logo5stelleCiao, CHE TU SIA PUGLIESE O MENO, ABBIAMO BISOGNO DI TE!

Come forse saprai in primavera ci saranno le elezioni regionali anche in Puglia. Ci interessa ascoltare la tua opinione. Vogliamo recepire le tue idee sia in ambito creativo, per comunicare al meglio l’operato del Movimento 5 Stelle che accogliere le tue proposte per rendere più efficace la nostra azione sul territorio.

Partecipa a questo sondaggio assolutamente ANONIMO e dicci la tua! Ci vorranno solo 5 minuti del tuo tempo ma ti assicuro che terremo in grande considerazione il tuo contributo.

Tocca a te, FORZA!! 🙂

SLA a Manduria: casi 4 volte maggiori della media nazionale

logo-AISLA-OnlusVi ricordate quando la scorsa estate molti si buttavano sulla testa un secchio di acqua ghiacciata secondo una sfida (“Ice Bucket Challenge”) che pochi hanno compreso? Vi ricordate il governo che toglie soldi all’assistenza delle persone non autosufficienti? In entrambi i casi i media si sono occupati di SLA a livello nazionale.

Grazie ai cittadini attivi e informati nell’area di Manduria, che mi hanno dato la loro voce, ho appreso che sono presenti sei casi di SLA in una popolazione di circa 30.000 abitanti, contro una media nazionale di circa cinque casi ogni 100.000 abitanti: quasi il quadruplo rispetto alla media. Per questo e per non spegnere i riflettori su questo tema, ho presentato un’interrogazione parlamentare per avere risposte sulla anomala situazione della SLA (sclerosi laterale amiotrofica) nell’area di Manduria.

La particolare incidenza nel territorio di Manduria indicherebbero che all’origine di questa malattia potrebbe esserci l’inquinamento di natura ambientale, che si manifesta anche con la degenerazione dei motoneuroni, le cellule depurate al controllo del movimento, della deglutizione e della respirazione.

Per far fronte al problema dell’inquinamento causato da sversamenti illegali di rifiuti, nella zona di Manduria sono state adottate moderne tecnologie, come la dissociazione molecolare che consiste in un processo di gassificazione e si applica nel trattamento di rifiuti urbani, per piccole comunità e altra tecnologia utilizzata è «all’arco plasma». Il plasma è il quarto stato della materia (solido, liquido, gassoso), ottenuto mediante una scarica, fornita attraverso un arco elettrico, che consente di ottenere la ionizzazione di una corrente gassosa.

L’esecutivo deve far luce sull’atroce situazione e intervenire con la massima urgenza, per questo, chiediamo di predisporre uno screening epidemiologico per il tramite dell’Istituto Superiore di Sanità sulla popolazione residente nell’area di Manduria e dei comuni limitrofi nella provincia di Taranto. Occorre mettere in moto tutte le forme di controllo del territorio pugliese, atte a fermare il criminale e illecito sversamento di rifiuti tossici in qualunque area, in particolare con riferimento alle zone agricole e ad alta densità abitativa, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini, nonché tutelare la salubrità dell’acqua, del terreno e dell’aria.

Torre Guaceto: il paradiso che Vendola rischia di cancellare

10578375_10202739334073425_1516067577_n-3 C’era una volta un paradiso naturalistico. C’è ancora, ma a causa della Regione Puglia sta rischiando di scomparire.

Parliamo di Torre Guaceto, nel brindisino. Le foto in rete restituiscono le immagini di quello che era prima il litorale con le sue bellissime spiagge prima che entrasse in funzione il depuratore di Carovigno, con i suoi scarichi che finiscono direttamente in quella che una volta era un’altra perla turistica della Puglia. Torre Guaceto è un’oasi protetta meravigliosa, ma sta morendo avvelenata da settimane con un costante flusso di scarico di liquami, nonostante per legge* l’area marina protetta vieti “l’alterazione, con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e biologiche delle acque, nonché la discarica di rifiuti solidi o liquidi e in genere l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente marino, nonché la escavazione e la raccolta di materiali inerti;”

E le istituzioni? Finora hanno dormito e per recuperare il tempo perso si muovono, senza visione e programmazione, creando ulteriore danno.

La prima denuncia risale a metà settembre, e fu il Consorzio di gestione dell’area protetta che raccolse foto e testimonianze per raccontare l’epilogo della riserva naturale che soprattutto d’estate risulta un ottimo traino per il turismo.

Il 22 settembre infatti è stato attivato il nuovo depuratore dell’Acquedotto Pugliese che raccoglie le acque fognarie dei comuni di San Michele Salentino, San Vito dei Normanni, delle marine in provincia di Brindisi, e presto accoglierà anche i reflui di Carovigno.

L’impianto a regime dovrebbe scaricare ogni giorno 10 mila metri cubi di acque con tasso di depurazione minimo** nel canale Reale, la cui foce è proprio nella zona a massima protezione*** della riserva naturale brindisina, la più tutelata e nella quale è perfino vietata la balneazione per non alterare l’ecosistema marino. Pensiamo, tra l’altro, che il depuratore sia sottodimensionato rispetto il carico di reflui che si potrebbe generare nei periodi estivi in cui i turisti scelgono questo incantevole territorio baciato dal sole e dal mare con caratteristiche naturalistiche straordinarie, per passare le proprie vacanze. Inoltre, ad oggi, non è dato sapere se nei comuni sopraccitati vi sia una corretta separazione della fognatura nera e bianca.

A dare il via al disastro è stata la Regione Puglia, nello specifico il Servizio risorse idriche regionale.

10735907_10205599225166457_1270561528_n-2 Noi del Movimento 5 Stelle stiamo denunciando da settimane la sistematica distruzione di questa riserva anche con diverse interrogazioni parlamentari in ambito italiano ed europeo. Insieme ad alcuni cittadini che seguono nel dettaglio la vicenda, abbiamo incontrato nei giorni scorsi il sindaco, l’assessore competente del Comune di Brindisi e anche il direttore della riserva (il presidente si è dimesso) spronandoli a non arrendersi e consigliando ulteriori azioni da intraprendere. Vogliamo che tutti i cittadini si mobilitino, e non solo i brindisini. Torre Guaceto è ancora un paradiso, ma a causa della Regione Puglia, è un paradiso in pericolo. Il territorio italiano è costantemente sotto attacco: Torre Guaceto è un pezzo della nostra ricchezza che si sta sgretolando a causa della politica scellerata.Fate un selfie con la scritta “#SaveTorreGuaceto”. Facciamo sentire tutta la nostra pressione perché la riserva non muoia e rimanga un meraviglioso gioiello naturalistico.

* Decreto interministeriale 4 dicembre 1991 –Istituzione della riserva naturale marina denominata “Torre Guaceto” (G.U. della Repubblica Italiana n. 115 del 19 maggio 1992)

** I valori devono rispettare la tabella 1 dell’allegato 5 parte III del D.lgs n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente) prevede i limiti meno stringenti

***La ZONA A è del Parco Marino (di cui il decreto interministeriale del 4 dic. 1991) è la maggiormente protetta, e quindi viene chiamata “Riserva Integrale” 

La coerenza di SEL: la Bellezza in Costituzione e gli orrori sul territorio

 unnamed-2Il M5S è venuto a conoscenza dell’ “importantissimo” convegno dal titolo “Riconoscere la Bellezza” organizzato da SEL che si terrà il prossimo 26 novembre. Lo scopo di questo convegno è presentare la proposta di legge c.d. “Modifica all’articolo 1 della Costituzione in materia di riconoscimento della bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale”, d’iniziativa della deputata Pellegrino.

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Nel sito “Bellezza in Costituzione”, inerente alla presente iniziativa, si evidenziano le motivazioni di tale proposta e l’aggiunta alla fine dell’art. 1 della Costituzione della Repubblica Italiana del seguente comma: “La Repubblica Italiana riconosce la bellezza quale elemento costitutivo dell’identità nazionale, la conserva, la tutela e la promuove in tutte le sue forme materiali e immateriali: storiche, artistiche, culturali, paesaggistiche e naturali”.

Ci si chiede se un partito capace di tale slancio politico sia lo stesso che nella Regione Puglia ha lastricato i campi agricoli con impianti fotovoltaici delle multinazionali, favorito lo sviluppo di inceneritori e gasdotti, permesso trivellazioni e sversamenti di liquami in meravigliose oasi naturalistiche e garantito l’inquinamento letale delle aziende siderurgiche, solo per spartirsi poltrone e interessi con gli altri partiti, vivendo di politica sulle spalle dei pugliesi.

Se davvero SEL volesse essere paladina della bellezza non si vede perchè il presidente Vendola esiti ancora ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto legge 133, detto “Sfascia Italia”. Ci si chiede quindi quale sia il contributo che tale forza politica possa dare alla bellezza dopo aver contributo agli orrori del paesaggio pugliese che, nonostante questi scempi continua ad essere una tra le più belle.

Provincia di Lecce contro le trivelle. Propaganda o contrarietà a tutte le energie fossili?

convocazione 24 novembre 2014 trivelleI parlamentari leccesi, Buccarella, De Lorenzis, Donno e Lezzi colgono di buon grado l’incontro che si tiene oggi 24 novembre in Provincia di Lecce. Personalmente non potrò partecipare a causa dei lavori d’aula sul “jobs act”. Tuttavia, la sen. Barbara Lezzi, in rappresentanza anche dei sen. Donno e Buccarella, che saranno in regione per discutere della legge elettorale, parteciperà non solo per concertare un percorso condiviso che tuteli il territorio dalle imminenti trivellazioni ma, soprattutto, per ribadire quanto sia preistorica la politica energetica nazionale e per cercare, a tal proposito, un altrettanto impegno condiviso al fine di portare a tutti i livelli anche la battaglia contro TAP e nuovi gasdotti in genere. Ci auguriamo chiarezza e prese di posizione ferme per non incorrere in ipocrisie e mere propagande elettorali, dato che, per esempio, proprio la Provincia presieduta da Gabellone non ha mai espresso contrarietà al gasdotto TAP. Quindi, sicuramente e coerentemente dal M5S un sicuro NO trivelle e gasdotti perché preferiamo reti intelligenti (“smart grid”) che distribuiscano efficientemente energia prodotta in forma diffusa da piccoli impianti domestici rinnovabili (non i grandi impianti che devastano paesaggi e territori), investimenti per efficientamento energetico degli edifici (quel settore che, tra l’altro, per un miliardo di investimento generano 18.000 posti di occupazione), e quelli in ricerca e sviluppo per le tecnologie per immagazzinare energia.

Ferrovie Appulo Lucane: il vicepresidente Marmo specula per la campagna elettorale

treno_homeSe Marmo vuole verificare lo stato delle Ferrovie Appulo-Lucane, le usi tutti i giorni come i pendolari ed eviti le passerelle elettorali

In relazione al tour che oggi, 19 novembre 2014, il vicepresidente del Consiglio Regionale terrà per verificare lo stato del servizio del trenino FAL, partendo dalla stazione di Bari Centrale e arrivando fino ad Altamura, per visitare alcune aziende murgiane, accogliamo con piacere il giro, un po’ tardivo e quasi in piena campagna elettorale regionale pugliese. Sicuramente il suo collega del partito di Berlusconi, nonché amministratore delegato delle FAL, nonché Presidente della Giunta Comunale di Rutigliano, Matteo Colamussi, gli avrà spiegato bene come funzionano i trasporti ferroviari dell’azienda e come riesce ad amministrarli.

Un viaggio decisamente impegnativo quello di Marmo, ma siamo certi che tempi di percorrenza e costi gli saranno stati ben illustrati da Colamussi. Non vorremmo, infatti, che vengano disattese le aspettative di efficienza e rapiditià di cui le FAL S.r.l. si vantano da qualche tempo. Consigliamo a Nino Marmo di confrontarsi con i passeggeri pendolari che incontrerà sulle carrozze che ogni giorno usano le Ferrovie Appulo-Lucane, per esempio sulla tratta Bari-Altamura-Matera, tra disagi, ritardi, cambi di mezzi ed ogni eventualità possibile ed immaginabile. Quello senza clamore mediatico e tappeto rosso, negli altri 364 dell’anno sarà sicuramente un confronto più sincero e utile.

S.S. 275: non sprechiamo i soldi!

275-2Investire i fondi in messa in sicurezza dell’esistente, bonifiche e trasporto ferroviario per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini pugliesi senza favorire le lobby del cemento e le opere inutili

Nonostante, il groviglio amministrativo e giudiziario, la scoperta di discariche abusive delle quali non si conosce il numero, l’estensione e il contenuto, che potevano costituire ottimi motivi affinché la politica riflettesse sulla reale utilità dell’opera, i partiti confermano le scelte disastrose in materia di cementificazione del territorio, sprecando denaro pubblico.

Prendo atto che per avere delle risposte è inutile presentare tre interrogazioni al ministro, bisogna chiedere informalmente audizione ad Anas tramite un sottosegretario come hanno fatto i colleghi del PD e di FI.

Il 3 novembre scorso, il Presidente Nichi Vendola aveva scritto ad Anas per sollecitare la realizzazione dell’opera che costerà ai contribuenti quasi 300 milioni di euro. Anas, dal canto suo, nonostante le indagini delle Guardia di Finanza sulle discariche e l’indagine a carico del presidente dello stesso ente sulla vicenda, ha rassicurato tutti gli altri politici sull’intenzione di voler proseguire i lavori chiudendo la fase istruttoria entro la fine dell’anno.

Sebbene abbia fatto presente che non tutto il territorio è concorde nella realizzazione dell’opera così come prevista nel progetto attuale, i partiti hanno ripetuto i soliti quattro argomenti demagogici: l’opera va realizzata per garantire la sicurezza stradale, per non perdere i fondi, per poter attuare le bonifiche e perché così si crea occupazione. La sicurezza stradale è un pretesto perché la realizzazione del progetto fino al Comune di Montesano e la messa in sicurezza dell’esistente è una soluzione che non troverebbe alcun dissenso e, al contempo, sarebbe un risparmio per le tasche dei cittadini, raggiungendo il medesimo obiettivo di ridurre l’incidentalità lungo l’asse viario da Maglie a Leuca. La perdita dei finanziamenti è chiaramente una bufala: è una questione di volontà politica. Metà sono fondi della Regione cioè soldi dei pugliesi, l’altra metà sono risorse statali. Quindi, basterebbe una riga in un decreto e una delibera di giunta, proprio di quei partiti che sono rispettivamente al governo nazionale e regionale, per lasciarli sul territorio.

Ma anche la realizzazione dell’opera come unico modo per procedere alla bonifica dei terreni è un mero ricatto. La bonifica va effettuata a prescindere dall’opera per garantire la salute dei cittadini e la salubrità del territorio, costituendo certamente una forma più utile di impegno delle risorse che pertanto rimarrebbero al territorio. L’occupazione, poi, è un falso ideologico frutto di una mentalità ottocentesca dell’economia e dello sviluppo economico con una crescita infinita della produzione dei beni senza alcun progresso umano e sociale: studi autorevoli, incluso quello del centro studi della Camera dei Deputati presentato qualche settimana fa, dimostrano che a parità di risorse investite, il settore della prevenzione del dissesto idrogeologico crea un’occupazione dieci volte superiore di quella ottenuta investendo nelle fonti fossili e nelle opere di cementificazione come la Strada Statale 275. Addirittura, se si impegnassero le medesime risorse in riqualificazione energetica, il numero di occupati sarebbe 25 volte maggiore.

Qualcuno poi parla dei tempi di percorrenza: se si andasse a una media di 40 km/h per gli ultimi 7 km si impiegherebbero 10 minuti e 30 secondi. Se con il progetto la velocità MEDIA salisse a 80 km/h gli stessi chilometri sarebbero percorsi in 5 minuti e 25 secondi. Su 60 minuti fino a Lecce e 2h e 30 minuti per arrivare a Bari, qualcuno crede davvero che la priorità per la collettività sia spendere centinaia di milioni per risparmiare 5 minuti quando i treni impiegano per lo stesso percorso 4 ore e mezzo?

 incendio-su-treno-fse-partito-da-gagliano-del-capo-e-diretto-a-leccePer queste ragioni, oltre alle tre interrogazioni già depositate sul discutibile affidamento diretto della progettazione ed esecuzione dell’opera, sulle discariche di rifiuti illegali lungo il tragitto e infine sul possibile conflitto d’interessi tra alcuni protagonisti della progettazione, della costruzione dell’opera e dell’autorità anticorruzione, ho depositato alla Camera dei Deputati, una risoluzione per lo spostamento dei fondi pubblici destinati sulla statale 275 verso le bonifiche ambientali delle discariche e l’elettrificazione della linea a ferrovia Martina Franca-Lecce-Otranto-Gagliano del Capo. In questo modo, migliorerebbe le condizioni di trasporto per i cittadini, che non dovrebbero avere il possesso di due o tre auto a famiglia, si darebbe impulso al turismo, si impiegherebbero i fondi per un’opera utile al territorio, decongestionando gli assi viari e ottenendo quindi miglioramenti dei tempi di percorrenza e minore congestione sulla strada con ricadute positive anche sulla sicurezza stradale. L’elettrificazione, l’ammodernamento e il potenziamento della linea ferroviaria è una proposta, prevista ma strategicamente senza risorse assegnate, proprio dal PD nel decreto ‘Sblocca Italia’ appena approvato, che vedrebbe tutti i cittadini e i loro rappresentanti convergere su una soluzione di buon senso. Le direttive europee ma anche le norme nazionali, spingono la politica a pianificare per trasferire il trasporto dalle FSE-Ade33-Alessano-CG-12-01-01-_DSC1056strade sulla ferrovia, eppure tutti i partiti continuano a sprecare ingenti quantità di denaro pubblico per costruire nuove strade molto costose e altrettanto inutili mentre si continua a tagliare sulla ferrovia e sul trasporto pubblico. Anche la Legge di Stabilità 2015 testimonia che chi governa e ha governato la Puglia e l’Italia non l’ha fatto nell’interesse della cittadinanza, ma solo per agevolare milionari bandi di gara per le lobby del cemento e dell’asfalto. Per questo, se la coerenza ha ancora un valore per centrodestra e centrosinistra, possono approvare la risoluzione del M5S, dimostrando che sono davvero dalla parte dei servizi pubblici e dei cittadini. Ovviamente la speranza che aderiscano realmente è pressoché nulla date la miopia e le mille contraddizioni dei partiti ma continueremo a proporre valide soluzioni alternative per migliorare il Paese, inchiodando i partiti alle proprie responsabilità davanti agli sprechi.

TAP: il Ministero sia garante e trasparente!

Ingresso di Via Molise, 2

Ho chiesto ufficialmente al MISE di poter partecipare alla conferenza dei servizi relativa a #TAP. Permetteranno ad un dipendente di 9 milioni di Italiani di sapere cosa si dicono e cosa decideranno in quella sede.

richiesta incontro mise tapOppure i cittadini si devono per forza disinformare con agenzie stampa e dichiarazioni slogan dei politicanti di mestiere?

Chiaramente vorrei poter intervenire ma come mi hanno ribadito in altre sedi (al Ministero dei Trasporti) potrei non essere titolato a farlo (lo so è scandaloso)… tuttavia credo che nulla osti a farmi partecipare solo per ascoltare e poter riferire. D’altronde mi pagate anche per questo: essere il terminale di una rete e far passare a voi le informazioni “diTAP pipeline_550x300 palazzo” senza intermediazioni e filtri degli uffici di comunicazione degli apparati politico e mediatico.

Ad ogni modo pubblicherò la risposta del Ministero… stay tuned!