Aeroporti di Puglia: il ministro faccia chiarezza!

ENACFavoritismi negli scali, spese e affidamenti milionari senza bandi di gara, assenti i contratti di programma, previsti per legge, per gli aeroporti di Foggia e Grottaglie. Questi i punti cardine dell’interrogazione parlamentare, indirizzata al Ministro Lupi.

Bisogna chiedersi se gli aeroporti pugliesi siano gestiti in maniera corretta. I contratti di programma sono una condizione necessaria, assieme alla convenzione, per la concessione degli aeroporti. Per cui stupisce che questi, ad oltre 10 anni dall’affidamento, non siano rintracciabili per due dei quattro scali della Puglia. I contratti di programma sono stipulati tra l’Enac e le società di gestione e disciplinano il profilo tariffario, la realizzazione del piano degli investimenti e il rispetto degli obiettivi di qualità e di tutela ambientale. Mancando il contratto di programma sembra mancare anche quanto previsto dalla normativa vigente.

Anche la stessa convenzione non sembrerebbe essere rispettata. La Convenzione n. 40, infatti, disciplina i rapporti conseguenti all’affidamento della concessione ad Aeroporti di Puglia per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, l’adeguamento, la gestione, la manutenzione e l’uso degli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali e prevede che la società di proprietà della Regione Puglia debba gestire ciascun aeroporto adottando ogni opportuna iniziativa in favore delle comunità territoriali vicine, in ragione dello sviluppo intermodale dei trasporti e ad assicurare lo svolgimento delle attività di aviazione generale comunque compatibili con l’operatività aeroportuale.

Ryanair_b737-800_nykoping_ei-csv_arp Inoltre, AdP S.p.A. deve provvedere ad erogare i servizi di propria competenza con continuità e regolarità, nel rispetto del principio di imparzialità e secondo le regole di non discriminazione dell’utenza. Se ciò che è scritto nei regolamenti, nelle convenzioni e nei contratti corrisponde al vero, viene normale chiedersi come mai John Alborante, sales & marketing manager per Italia, Grecia e Croazia per Ryanair, non sia mai stato informato dalla Regione Puglia o da Aeroporti di Puglia dell’esistenza degli aeroporti di Foggia e di Taranto, nonostante la Regione paghi ben 12 milioni di euro a Ryanair e dalle ultime fonti stampa si parla addirittura di 85 milioni di euro per i prossimi 5 anni, per scegliere la Puglia come meta di destinazione dei voli. Per non parlare delle mancate gare di appalto effettuate dal gestore, con cui AdP ha dato in gestione diretta diversi servizi. Servizi che si sono rivelati molto più costosi di quel che prevedono i prezzi di mercato. Sembrerebbe, quindi, evidente che ci siano aspetti su cui si debba fare chiarezza, verificando anche il rispetto della concorrenza reale tra gli aeroporti e il vincolo di non discriminazione dell’utenza. Il Ministro dei Trasporti Lupi chiarisca se Aeroporti di Puglia S.p.A. stia rispettando, prima ancora dei regolamenti e delle carte, la dignità della nostra splendida regione che merita un servizio efficiente e non le solite narrazioni in salsa vendoliana.

 

Tempa Rossa: il Ministro dell’Ambiente annulli le autorizzazioni VIA già rilasciate

stop-tempa-rossa-rossoIl progetto Tempa Rossa a Taranto è stato oggetto di una prima valutazione ambientale terminata nel 2011 e di un secondo provvedimento in merito all’assoggettabilità a VIA, terminato nel 2014. La normativa nazionale e alcune sentenze del TAR hanno ribadito che per un unico progetto imprenditoriale, occorre svolgere una Valutazione Ambientale, unica e complessiva degli impatti ambientali e questo non è avvenuto per il progetto Tempa Rossa alla raffineria ENI di Taranto.

La normativa sulla movimentazione e il riutilizzo delle terre e rocce da scavo, è alquanto confusionaria e in continuo cambiamento da parte del Governo centrale, tanto che anche nel famigerato “sblocca-Italia”, giustamente anche per questo ribattezzato <<sfascia-Italia>>, è nuovamente oggetto di cambiamento in quanto riguarda all’art.8 la disciplina semplificata del deposito preliminare alla raccolta e della cessazione della qualifica di rifiuto delle terre e rocce da scavo che non soddisfano i requisiti per la qualifica di sottoprodotto e la disciplina della gestione delle terre e rocce da scavo con presenza di materiali di riporto e delle procedure di bonifica di aree con presenza di materiali di riporto.

stop-tempa-rossaSe poi si considera che i dati di caratterizzazione della contaminazione dei terreni nel perimetro della raffineria ENI, avvenuti in periodi differenti hanno evidenziato un incremento dei quantitativi di terreno contaminato inizialmente previsti, da 650 m3 a 30.000 m3 e pertanto, tali volumi rientrano nel computo totale delle terre da movimentare nell’ambito del progetto Tempa Rossa, possiamo arrivare a due deduzioni logiche: in primis, che l’inquinamento è aumentato nel sito di Taranto e, in secondo luogo, che la valutazione ambientale è stata rilasciata in presenza di dati non aggiornati e quindi non corrispondenti alla realtà dello stato di contaminazione.

A fronte di ciò, attraverso l’interrogazione si chiede di annullare e ripetere l’intera procedura di VIA tenendo presente tutti i fattori aggiornati. La città di Taranto dovrebbe essere bonificata dai veleni, invece il Governo Renzi, che persegue la politica legata ai fossili e addirittura di qualità scadente, continua ad agevolare e ad autorizzare impianti industriali che hanno impatti sull’ambiente circostante ormai saturo di inquinamento. Questo è ormai chiaro a tutti tranne che alla maggioranza di Governo. Invitiamo Renzi e i ministri, durante le prossima visite a Taranto, a rimanere ed interloquire con la cittadinanza informata, invece di scappare e offenderla come sono soliti fare con chi, legittimamente, contesta le politiche perseguite: senz’altro i cittadini avranno modo di illustrare l’assurdità di un progetto che condanna per l’ennesima volta, Taranto e i tarantini.

L’energia senza legalità e diritti civili

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Tra le ragioni della nostra forte, coerente e convinta opposizione al gasdotto TAP, ovunque a prescindere dall’approdo, come cittadini e forza politica nelle istituzioni, una importante motivazione è determinata dal fatto che siamo assolutamente contrari a legare le sorti energetiche dell’Unione Europea a regimi autoritari. Non importa che ieri si chiamasse Gheddafi o Putin e oggi Aliyev, come non importa che sia un presidente, un re o un comandante militare; denunciamo in tutte le sedi possibili che come Italiani non vogliamo stringere alcun accordo commerciale/industriale/finanziario con chi si macchia di reati gravissimi, reprimendo i diritti fondamentali dell’uomo come il diritto alla libera espressione e il diritto all’assemblea. Il 17 Settembre, ho preso parte insieme ad altri portavoce M5S ad un incontro organizzato da Amnesty International e ReCommon: un attivista per la “democratizzazione” dell’Azerbaijan a rischio della sua stessa libertà personale e della sua vita, è venuto a testimoniare la situazione tragica sui diritti civili in quel paese. L’Azerbaijan è uno stato in cui gli oppositori politici e i giornalisti vengono incarcerati (oggi si stima siano un centinaio) e la volontà dei cittadini non è ascoltata come dimostra questo rapporto di Amnesty International. Turgut Gambar è venuto a lanciare un grido di allarme e una richiesta di aiuto.

Il democratico Renzi e il viceministro De Vincenti forse sono più a loro agio a Baku, dato che hanno ignorato il parere discordante tra il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali, tenuto conto che quest’ultimo ha espresso parere contrario, ribadendo quel no convinto delle popolazioni locali. Quel no che è un SI propositivo ad uno sviluppo del paese che preveda un progresso sociale e non una sola mera crescita economica per qualche multinazionale.

Per questa

Per queste ragioni, ho chiesto in aula che il primo Ministro venga a riferire su quanto il governo italiano e i suoi rappresentanti si dicono con il presidente Aliyev.

 

 

Coerenza e querele: Vendola impugni il decreto “sfascia Italia”

 

TAP: IL M5S INVITA VENDOLA AD IMPUGNARE IL DECRETO SBLOCCA ITALIA DIMOSTRANDO FINALMENTE COERENZA TRA ROMA E BARI

La maggioranza renziana boccia le quattro pregiudiziali di incostituzionalità presentate da M5S, Forza Italia, Lega e SEL. Il M5S chiede al Presidente della Puglia di impugnare il provvedimento dinanzi alla Corte Costituzionale per opporsi concretamente al gasdotto TAP

L’Aula di Montecitorio respinge le quattro pregiudiziali di incostituzionalità sul decreto Sblocca Italia. La maggioranza renziana, infatti, boccia le proposte di M5S, Forza Italia, Lega e SEL. E proprio al leader di Sinistra, Ecologia e Libertà che si rivolgono i parlamentari pugliesi 5 Stelle, i quali chiedono al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola di impugnare il decreto dinanzi alla Corte Costituzionale.

“Coerenza, ci vorrebbe coerenza ma dubitiamo fortemente che SEL ne abbia. Dopo questa bocciatura della maggioranza di governo, Vendola ha la possibilità di impugnare il provvedimento”, ribattezzato dai 5 Stelle “Sfascia Italia”. Il decreto contiene al suo interno articoli che “schiacciano i diritti dei cittadini e dei pochi enti ancora democraticamente eletti come regioni e comuni. Gasdotti come il TAP, rifassificatori, trivellazioni, inceneritori, colate di cemento e di asfalto sono tutte opere che danneggiano l’ambiente e la salute e che, con questo provvedimento del Governo Renzi, vengono agevolati senza alcuna possibilità per gli italiani di manifestare il proprio dissenso per questi scempi: è senza dubbio uno tra i peggiori decreti mai emanati da questo Esecutivo. Un decreto che dovrebbe essere impugnato davanti ai giudici della Suprema Corte perché palesemente incostituzionale”.

Una richiesta che i parlamentari pugliesi 5 Stelle rivolgono al Presidente Vendola che, almeno nell’Aula di Montecitorio, ha espresso la propria contrarietà al provvedimento renziano. Il M5S, ribadendo la propria contrarietà al gasdotto TAP qualunque sia il punto d’approdo, dichiara che si opporrà in tutte le sedi per bloccare il “saccheggio del territorio pugliese”.

Il decreto Sblocca Italia offre finalmente l’occasione alle opposizioni presenti in Parlamento di dimostrare un minimo di coerenza. Ora le regioni governate da queste opposizioni possono far valere la propria voce. Vendola dormiva nel 2010 quando poteva opporsi all’attraversamento di nuovi gasdotti in Puglia e ha dormito dopo l’approvazione della ratifica dell’accordo trilaterale sul TAP, non impugnando quella legge come da noi richiesto. Continuerà a favorire lo sviluppo di inceneritori ed a permettere le trivellazioni solo per spartirsi poltrone e interessi con il Partito Democratico, vivendo di politica sulle spalle dei pugliesi, oppure avrà finalmente un sussulto che lo desti dal suo torpore? Impugni lo Sfascia Italia e dimostri che le sue azioni legali possono essere nell’interesse della collettività e non per propaganda personale. Non vorrà querelare tutti coloro che gli ricordano la verità e lo richiamano ai suoi doveri!”.

Forti disagi all’aeroporto di Brindisi!

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Un migliaio di persone in coda oggi all’Aeroporto di Brindisi che hanno dovuto patire i disagi che, per il M5S, sono dovuti alla discutibile gestione di Aeroporti di Puglia S.p.A.

Lamentele e proteste di decine di persone che rischiavano di perdere il proprio volo, il personale addetto in evidente disagio davanti alle giuste rimostranze dei viaggiatori in fila oltre la sala per l’imbarco fino all’atrio e alla galleria commerciale interna dell’aeroporto. Si presentava così, stamane, l’aeroporto di Brindisi. Il motivo apparente sarebbe la presenza di un solo varco controlli con il metal detector aperto. Gli addetti alla vigilanza alle richieste dei passeggeri infuriati e preoccupati invitavano a inoltrare mail alla direzione già al corrente della situazione.

foto 2Oltre al danno la beffaL’ennesima brutta figura degli aeroporti pugliesi per i tanti turisti e cittadini che lasciano la nostra regione e che, ormai impietosamente, mettono al confronto i suoi servizi con quelli di altre regioni europee con ben altra attenzione alla “clientela”. Per snellire le file createsi, a molti viaggiatori non sono stati persino controllati i documenti: semplicemente assurdo! Altri disagi per i turisti sono dovuti alla mancata intermodalità, ovvero all’assenza di coincidenza tra gli arrivi e le partenze dei voli ed i servizi navetta e autobus verso le altre località pugliesi. Ciò costringe i turisti a noleggiare veicoli di società private anziché usufruire di un servizio di trasporto pubblico: aumento di emissioni inquinanti con l’inutile circolazione di veicoli privati e una minore capacità di spesa dei turisti a favore dell’economia locale dei nostri territori. La Puglia è una regione ad evidente vocazione turistica ma, se i servizi offerti non sono all’altezza delle aspettative, rischia di rovinare un settore che rappresenta la vera punta di diamante e traino economico della nostra terra.

Un incontro con l’assessore per un’idea: il turismo in treno

silvia_godelliIn merito alla proposta lanciata per la Puglia e la Basilicata di “copiare” quanto già avviene in Emilia per incrementare il turismo in forma ecosostenibile coinvolgendo il trasporto ferroviario,  l’assessore regionale pugliese, Silvia Godelli, mi risponde il 13 Agosto che la “nostra” (non è nostra, è semplicemente un’idea di buon senso che intendiamo replicare) proposta è molto interessante, e si ripropone “di avanzarla alle organizzazioni che rappresentano gli albergatori, per una più approfondita valutazione da parte loro. Ciò avverrà in settembre, nell’occasione di un incontro già programmato”

Mi ribadisce che “purtroppo la sua Regione – gli aggettivi possessivi evidentemente non sono il suo forte – non ha risorse specifiche per incentivare il progetto“, perciò auspica “che gli operatori ne colgano la validità” e mi saluta con l’impegno di risentirci quanto prima.

Pur non apprezzando l’appellativo di Onorevole con il quale mi risponde e che non mi abbia invitato all’incontro già fissato, prendo atto che la missiva è stata ricevuta e letta. Tuttavia, non credendo che le Sue rassicurazioni “per incentivare il progetto” del quale si augura “che gli operatori ne colgano la validità”, siano sufficienti, oggi Le chiedo formalmente di partecipare all’incontro chiarendoLe che la proposta non prevede alcun onere per l’amministrazione pugliese o per altri enti pubblici locali e pertanto nessun importo a carico del suo assessorato o dei cittadini pugliesi.

Pochi minuti dopo l’assessore rapidamente mi risponde: “Settembre è tutto programmato, proverò a fissare in ottobre”. Resto un po’ attonito: non capisco se il problema è la mia presenza o devo supporre che in 15 giorni il Suo calendario abbia subito un mutamento riguardo all’incontro già fissato con gli albergatori. Con caparbietà rispondo di conoscere comunque la data dell’incontro e, compatibilmente con i miei impegni istituzionali a Roma, potervi partecipare dato che in quell’occasione l’assessore ha avanzato l’idea di illustrare la proposta alle associazioni.

Mi rassicura “Sì, certo, ma per ora non posso ancora programmarla. Un saluto, Sg”

Stay tuned!