Scuola in Puglia: la gestione del sito sotto la lente del M5S

Amministrazione Trasparente

Il portale non è aggiornato da un anno e non rispetta i parametri ministeriali de “La Bussola della Trasparenza”. I meet up 5 Stelle di tutta la Puglia, sostenuti dai parlamentari pugliesi M5S, presentano istanza

L’esame e la verifica della reale “trasparenza” nella gestione del sito web istituzionale dell’Ufficio Scolastico Pugliese (www.pugliausr.it), con particolare riferimento alla pubblicazione dei bandi PON FSE, al centro di una iniziativa dei meet up M5S di tutta la Puglia. Con una nota protocollata stamane, gli attivisti 5 Stelle pugliesi chiedono chiarimenti al Responsabile della Trasparenza, nonché all’Ispettorato per la Funzione Pubblica, sulla metodologia adottata nell’amministrare il portale istituzionale. Vi sono alcune anomalie presenti sul sito nelle sezioni riguardanti la pubblicazione dei bandi PON FSE: come da comunicazione dell’ente stesso, infatti, a causa di non ben precisati “problemi tecnici”, non vengono aggiornati dal 28 ottobre 2013. A sostegno degli attivisti, si sono schierati anche i parlamentari pugliesi M5S.

Non è dato comprendere i motivi per i quali, ad un anno di distanza, non si sia ad oggi ancora provveduto alla risoluzione di tali problemi soprattutto in considerazione del fatto che tale mancanza, oltre a recare un disservizio all’utenza, costituisce un modus operandi pienamente in contrasto con la vigente normativa in materia di gestione e amministrazione dei siti web istituzionali.

L’analisi degli attivisti M5S, dopo i primi risultati poco incoraggianti, si è estesa anche ad altri siti istituzionali: www.istruzionetaranto.it, www.usplecce.it, www.ustfoggia.it. Anche in questi casi, i risultati ottenuti si sono rivelati fortemente deludenti. Nessuno dei siti, infatti, soddisferebbe la totalità degli indicatori di “open government relativi appunto a “trasparenza, partecipazione e affidabilità” sanciti dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e non rispetterebbero neppure le linee guida previste per la gestione dei siti web istituzionali. A stabilirlo lo stesso strumento messo a disposizione dal dicastero e denominato “La Bussola della Trasparenza”. Le anomalie riscontrate e denunciate dai 5 Stelle, oltre a porsi in assoluto contrasto con le normative vigenti, si ripercuotono negativamente sulla qualità del servizio offerto all’utenza, già da un anno privata immotivatamente ed illegittimamente di questo canale informativo.

I firmatari dell’istanza

  • Giuseppe Brescia
  • Maurizio Buccarella
  • Rosa D’Amato
  • Giuseppe D’Ambrosio
  • Barbara Lezzi
  • Daniela Donno
  • Diego De Lorenzis
  • Giuseppe L’Abbate
  • Emanuele Scagliusi
  • Francesco Cariello
  • Lello Ciampolillo
  • Meetup 192 Amici di Beppe Grillo -Taranto
  • Meetup Castellaneta 5 Stelle
  • Meetup Amici di Beppe Grillo Crispiano
  • Movimento 5 Stelle Lizzano
  • Meetup Manduria 5 Stelle
  • Meetup Massafra Cinque Stelle
  • Meetup Mottola 5 Stelle
  • Meetup Palagianello in Movimento
  • Meetup Palagiano 5 Stelle
  • Meetup Pulsano 5 Stelle
  • Meetup 163 Amici di Beppe Grillo Bari
  • Meetup 5 Stelle Casamassima
  • Meetup Gravina 5 Stelle
  • Movimento 5 Stelle Noci
  • Meetup 5 Stelle Rutigliano
  • Meetup Terlizzi 5 Stelle
  • Meetup Triggiano Cinque Stelle
  • Amici Beppe Grillo – Valenzano – M5S
  • M5S Polignano
  • M5S Bari
  • Meetup Lecce Salentini Uniti
  • Meetup M5S Attivisti Lecce
  • Meetup Casarano 5 Stelle
  • Attivisti 5 Stelle Corsano
  • Meetup Matino 5 Stelle Amici di Beppe Grillo
  • Meetup Nardò-Amici di Beppe Grillo/M5S Nardò
  • Meetup Cinque Stelle Taviano
  • FoggiAttiVa 5 Stelle
  • Meetup M5S 8-PS2 Amici di Beppe Grillo di Foggia
  • Meetup AttiVisti 5 Stelle Candela
  • Meetup Sipontini 5 Stelle Manfredonia
  • Meetup 5 Stelle San Severo
  • Meetup 5 Stelle Uniti per Brindisi
  • Meetup Latiano 5 Stelle
  • Meetup San Vito dei Normanni 5 Stelle
  • Meetup Villa Castelli M5S
  • Meetup Grilli di Trani

48esima Giornata Mondiale della Pace

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Il Movimento 5 Stelle è un movimento pacifico e non violento, contrariamente a quanto affermano i pennivendoli di molti giornali e telegiornali che estrapolando strumentalmente alcune frasi ci dipingono pro-terrorismo in una operazione di mistificazione, l’ennesima, vergognosa.

Allora per riportare un po’ di verità e di giustizia che sono sorelle della pace, vi invito a leggere e diffondere il lavoro dei colleghi delle commissioni esteri e difesa in merito alla questione in Iraq. Hanno depositato una risoluzione che contrariamente a quella dei “partiti” indica una strada seria, costruttiva e alternativa alla guerra, alla fame, alla distruzione e all’omicidio di altri esseri umani:

manifesto concerto per la pace

1. Nessun invio di armi e truppe in Iraq
2. Fornitura di equipaggiamenti a protezione della vita umana
3. Promozione di un’iniziativa internazionale per stop al conflitto

4. Conferenza di dialogo politico ad iniziativa dell’UE
5. Tracciabilità da parte dell’ONU dei finanziamenti a favore delle forze armate irregolari

Il governo e la maggioranza “uccidono” la sicurezza dei ciclisti

 

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Rimaniamo sconvolti perché riteniamo che martedì 5 agosto, in commissione Trasporti alla Camera dei Deputati, si sia commesso un gravissimo errore: bocciare e stralciare i provvedimenti di modifica del codice della strada che avrebbero migliorato e aiutato a sviluppare la mobilità sostenibile.

Il partito delle grandi intese dimostra l’ignoranza e scarsa attenzione al tema della sicurezza dei cittadini che usano la bicicletta quotidianamente. Con un emendamento di Scelta Civica e di Forza Italia, grazie ai voti del PD ed al parere positivo del Governo, è stato soppresso l’art. 8 a prima firma del deputato del PD, on. Gandolfi, che avrebbe aumentato la sicurezza per i ciclisti urbani consentendo di andare contromano nelle zone 30 km/h e la possibilità di non essere multati qualora scelgano la sede stradale invece di una sede mista con i pedoni. Questi provvedimenti, sebbene sembrino paradossali, sono di assoluto buon senso, come dimostrano le esperienze negli altri paesi europei: la promiscuità dei traffici veicolari di auto e biciclette negli assi stradali aumenta l’attenzione degli automobilisti, riduce la velocità massima delle auto mantenendo pressochè inalterate quelle medie di percorrenza e induce pertanto, in definitiva, a ridurre drasticamente, fino al 5%, l’incidentalità dei ciclisti su tali tratti stradali come dimostra anche uno studio presentato alla Camera dei Deputati dai dati raccolti a Bruxelles dal dipartimento del trasporto pubblico belga e dalle informazioni sull’incidentalità stradale in alcune città italiane e straniere che prevedono questa misura.

Ma il Partito Democratico va anche oltre e boccia le proposte del M5S, identiche a proposte di legge presentate da importanti esponenti del Partito Democratico come on. Bratti e on. Realacci, che avevano raccolto buone pratiche europee come la campagna inglese, poi replicata anche in Italia della rete “Salvaciclisti”, per evitare la mortalità dei ciclisti causata dai mezzi pesanti e autosnodati; avevamo pure chiesto il monitoraggio degli incroci più pericolosi e ad alto indice di incidentalità con interventi entro 3 mesi per poter raggiungere o almeno avvicinarci all’obiettivo europeo del dimezzamento degli incidenti stradali entro il 2020.

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Inoltre, la maggioranza ha bocciato la proposta di istituire agli incroci semaforizzati, le “case avanzate”, cioè uno spazio riservato alle biciclette in prossimità della striscia di arresto, in modo da rendere sicuro l’attraversamento delle intersezioni da parte dei ciclisti. Infine, per dare ulteriore impulso all’intermodalità del trasporto pubblico locale e ampia diffusione in ambito urbano della mobilità ciclabile avevamo chiesto, come pure aveva fatto lo stesso PD, di consentire agli autobus, anche di linea, di caricare le biciclette. Stessa sorte degli altri provvedimenti. Insomma il governo Renzi, il PD e tutte le altre forze politiche ci condannano ad un paese retrogrado basato sull’auto privata.

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2014/08/04/leg.17.bol0284.data20140804.com09.pdf

http://www.lastampa.it/2014/08/11/italia/cronache/in-bicicletta-contromano-litalia-fa-retromarcia-6dUSyMeFyNNj46Q3sVGMjN/pagina.html

 

http://www.fiab-onlus.it/bici/attivita/proposte-di-legge/item/959-fiab-deplora.html

http://fiab-areatecnica.it/mobilita-ciclistica-urbana/sensi-unici.html

http://fiab-onlus.it/bici/attivita/proposte-di-legge/item/54-controsenso-it-eu.html

Al mare in treno… anche in Puglia e in Basilicata!


Al-Mare-in-Treno-per-risparmiare-sulle-vacanze-500x292I cittadini in Parlamento del Movimento 5 stelle,
Mirella Liuzzi e Diego De Lorenzis, con una lettera indirizzata agli Enti locali e alle associazioni di categoria di Puglia e Basilicata, invitano a replicare un’iniziativa già attiva in Emilia-Romagna denominata “Al mare in treno” la quale prevede che il biglietto ferroviario del viaggio venga completamente rimborsato dagli albergatori, per chi sceglie di alloggiare almeno per una settimana nelle città turistiche della Riviera. Inoltre, nel pacchetto, sono previste delle agevolazioni e prezzi d’ingresso ridotti nei musei e nei castelli con una speciale Carta Vantaggi. La Puglia e la Basilicata sono due regioni a forte vocazione turistica, con mete tra le più affascinanti nel panorama meridionale italiano, sia nell’ambito del turismo culturale che in quello costiero e marittimo. Purtroppo, le due regioni, non godono di un’adeguata rete infrastrutturale di trasporti che consenta di incrementare o soddisfare la domanda turistica. Tuttavia, riteniamo che l’iniziativa, a costo zero per le pubbliche amministrazioni, già esistente in Emilia-Romagna possa essere emulata e applicata senza particolari problemi anche nelle nostre regioni e vuol essere da stimolo non solo per le amministrazioni locali per interventi a favore del turismo, ma anche per valutare come la mancanza delle infrastrutture e collegamenti rappresenti un gravissimo ostacolo alla crescita dei nostri territori.

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Il rapporto del centro studi del Touring Club Italiano ed il “rapporto sul turismo italiano 2013” di Mercury, dichiarano che su 380 milioni di presenze turistiche in Italia, solo il 20% (76 milioni) sceglie le località meridionali. Il dato peggiora se si considerano gli stranieri, uno striminzito 13%. In termine di fatturato, il Mezzogiorno cattura non più di 4 miliardi su 32 spesi in Italia da turisti internazionali contro i 5,3 del Lazio e della Lombardia ed i 5 del Veneto. La Puglia raccoglie soltanto 580 milioni mentre la Basilicata quasi non rientra nelle statistiche. Insomma, esistono regioni che da sole attirano più turisti e soldi del Mezzogiorno nel suo insieme nonostante le bellezze naturali, artistiche, storiche e architettoniche che tutti gli riconoscono di possedere.

Dati alla mano, il turismo lucano e pugliese non può essere definito come il fiore all’occhiello del sud, a dispetto di quanto dicono alcuni amministratori locali.

E’ necessario attivarsi seriamente con idee innovative e con il coinvolgimento e coordinamenti di tutti i soggetti interessati: per rendere più agevole il raggiungimento delle mete turistiche, per incentivare un indotto occupazionale e per colmare il gap infrastrutturale e di servizi che separa la Basilicata e la Puglia con il resto d’Italia.

La proposta è stata lanciata, adesso non resta che attendere una risposta dai destinatari.

Mirella Liuzzi e Diego De Lorenzis, Portavoce del M5S alla Camera dei Deputati

Decreto “Competitività”, M5S: approvato l’impegno sul trasporto merci ferroviario

iss_4137_00287_1_o2fepd33Approvato alla Camera dei Deputati nell’ambito della conversione del decreto legge “Competitività”, l’impegno volto all’incentivazione del trasporto merci su ferro e sul potenziamento ed ammodernamento infrastrutturale delle reti ferroviarie esistenti.

Il trasporto ferroviario è di importanza primaria per un Paese che punta a migliorare la sua capacità produttiva e di coesione sociale, ed è al contempo di gran lunga maggiormente sostenibile dal punto di vista ambientale, rispetto al trasporto su gomma.

Se a questo aggiungiamo che migliorando il trasporto di merci su ferrovia si riduce indirettamente anche il traffico su gomma, è evidente, non solo una diminuzione dei costi ambientali dovuti all’inqunamento, ma anche di quelli sociali e sanitari dovuti agli incidenti stradali. Da questa considerazione si coglie l’importanza dell’ordine del giorno presentato dal MoVimento 5 Stelle ed approvato dal Governo!

0101Attualmente l’Italia risulta arretrata rispetto a molti altri Paesi non solo Europei, in merito ai servizi forniti alle utenze ed agli operatori ed è necessario creare i presupposti per un netto miglioramento dei servizi offerti, in linea anche con gli obiettivi sanciti dal Libro bianco sui trasporti della Commissione Europea del Marzo 2011, che prevede tra gli altri, 4 obiettivi nell’ottimizzare l’efficacia delle catene logistiche multimodali. Bisogna incrementare l’uso di modi di trasporto più efficienti sotto il profilo energetico, realizzando in particolare, l’obiettivo che richiede che entro il 2030, per le percorrenze superiori a 300 km, il 30 % del traffico merci su strada venga trasferito verso altre modalità di trasporto, come la ferrovia o le vie navigabili e che tale percentuale arrivi al 50% nel 2050.

Speriamo che l’Esecutivo tenga fede agli impegni presi e che non provi più a depotenziare e disincentivare il trasporto ferroviario, soprattutto quello relativo alle merci; il MoVimento 5 Stelle dopo aver contribuito a sventare l’aumento del costo tariffario energetico per il trasporto ferroviario, previsto dal Governo Renzi, continuerà a vigilare e a proporre soluzioni per rendere i trasporti in Italia più efficienti e maggiormente fruibili per i cittadini, ponendo la tutela ambientale come elemento irrinunciabile!

 

Telecom: non è Cenerentola, serve ricapitalizzazione

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Telecom Italia è e resta un asset imprescindibile  per il nostro Paese ma Telefonica, pur essendo un importante azionista della nostra azienda, con le sue mosse in Sudamerica continua a metterla in difficoltà. L’Italia non può accettare che Telecom venga trattata come una cenerentola e per questo ha bisogno immediato di una ricapitalizzazione, che le consenta di modernizzare l’infrastruttura per competere sui mercati globali.

Telefonica non è riuscita a svendere Tim Brasil, come ha fatto invece con Telecom Argentina, e ora teme di subire le conseguenze di una sua possibile alleanza con la francese Gvt, controllata brasiliana di Vivendi. L’azione di contrasto messa in campo da Telefonica è lecita dal punto di vista dei suoi interessi, ma questi fanno palesemente a cazzotti con quelli di Telecom. E questo è inaccettabile.

Nell’ottica di esercitare una pressione costruttiva sul governo, dopo la pausa estiva vogliamo far calendarizzare la nostra mozione Telecom, che prevede in primis la separazione dell’infrastruttura in rame da quella in fibra e la creazione di una società delle reti a maggioranza pubblica. In questo modo vogliamo spingere il Governo a prendere una decisione risolutiva rispetto a un problema che continua a danneggiare fortemente la nostra economia.

renzi-padoan-640Infine, stigmatizziamo le parole del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che oggi in un’intervista sul Sole 24 Ore ha affermato: ‘Telecom è un’impresa privata e quindi non entro nel merito di queste vicende proprio perché si tratta di imprese private’. Francamente, Telecom è molto di più: l’importanza dell’azienda e il ruolo che svolge per la sicurezza nazionale ne fanno una realtà rispetto alla quale lo Stato e la politica non possono chiamarsi fuori.

“Sblocca Italia”: solo il 25% dei comuni pugliesi risponde al governo!

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Su 258 paesi solo 65 hanno inviato segnalazioni al Governo per sbloccare opere incompiute e progetti bloccati causa burocrazia o patto di stabilità

Pubblicate sul sito del Governo il numero di richieste dei Sindaci per lo “Sblocca Italia”. I primi cittadini italiani avrebbero dovuto segnalare i problemi per progetti ed opere incompiute dovuti, tra gli altri a patto di stabilità, richieste di finanziamento, problematiche con regioni ed enti. Su 258 comuni esistenti sul territorio pugliese, solo 65 hanno inviato segnalazioni al Governo. Le richieste dei comuni suddivise per provincia arrivano due dalla BAT (su 10 comuni esistenti), 13 dalla provincia di Bari (su 41), 5 dal brindisino (su 20), 13 dalla Capitanata (su 61), 27 dalla provincia di Lecce (su 97) e solo 5 richieste dal tarantino (su 29 comuni).

Evidentemente la stragrande maggioranza dei Comuni in Puglia non ha alcun problema oppure, molto più probabilmente, molti Sindaci non si sono accorti di questa possibilità, facendo perdere al proprio territorio delle opportunità. I cittadini devono sapere quanto i primi cittadini da loro votati siano assenti, in realtà, quando si tratta di poter avanzare delle richieste per risolvere i problemi attinenti al proprio territorio. Infine, chiediamo ai sindaci di pubblicare le missive indirizzate al Governo: è diritto dei cittadini avere un rapporto trasparente con la pubblica amministrazione. I pugliesi devono sapere cosa chiedono, per conto loro, gli amministratori locali.

Cemerad: il caso all’attenzione del Governo!

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Chiediamo all’Esecutivo la bonifica del capannone di Statte, contenente 14.000 fusti di rifiuti pericolosi e abbandonato dall’incuria degli Enti locali. Il capannone di CEMERAD nel territorio di Statte, con il tetto in lamiera, situato a qualche chilometro dall’ospedale nord di Taranto, in cui sono stati depositati da venti anni all’incirca 14.000 fusti metallici contenenti anche materiali radioattivi, pericolosi e non meglio specificati è oggetto dell’interrogazione parlamentare ai Ministri Galletti (Ambiente), Lorenzin (Salute) ed Alfano (Interno).

Una minaccia costante alle porte di Taranto, dimenticata dallo Stato e gestita in modo discutibile dalla Regione e dagli enti locali. In un Paese normale, la bonifica di questo sito pericoloso si sarebbe dovuta attuare da molto tempo. Ma in Italia, e a Taranto in particolare, evidentemente le bonifiche non sono la priorità per le amministrazioni. Non sono bastati gli interventi della Magistratura né le inquietanti relazioni della Commissione Parlamentare sulle attività illecite legate al ciclo dei rifiuti: a causa dell’immobilità del Comune di Statte, a cui è stata affidata la responsabilità del sito nel lontano 2000, il problema Cemerad sussiste ancora.

La responsabilità è anche le altre amministrazioni locali: da 14 anni a questa parte anche la Regione Puglia e la Provincia di Taranto hanno mostrato un interesse superficiale, se non inesistente. Sono stati erogati finanziamenti pubblici e realizzate proposte che, in realtà, si sono rivelate puri provvedimenti spot, tra l’altro mai portati a termine. Nella terra dove insistono Ilva, Eni, Cementir, gli inceneritori e le discariche di rifiuti speciali più grandi d’Europa, il problema Cemerad si sarebbe dovuto ritenere prioritario, a maggior ragione quando emergono inquietanti intrecci con la malavita, come documentato dall’inchiesta “La minaccia radioattiva alle porte di Taranto”.

big_3381-forestale-genericaGli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno realizzato un video che mostra una realtà impressionante, degna di un film dell’orrore: montagne di fusti accatastati l’uno sull’altro, in completo abbandono, con tempi di decadenza di 10.000 anni. I Ministri dovranno anche spiegare se ci sono stati collegamenti tra Agip nucleare, l’Enea di Rotondella, la criminalità organizzata campana, la massoneria e i rifiuti che venivano depositati nel capannone della Cemerad. L’interrogazione parlamentare chiede all’Esecutivo di risolvere definitivamente ed il più presto possibile la vicenda, bonificando il sito ed attuando le disposizioni vigenti in merito ai rifiuti radioattivi. Vengono richieste, inoltre, quali siano le responsabilità e le inadempienze delle amministrazioni coinvolte, i fondi pubblici stanziati e spesi realmente e gli interventi eseguiti o da realizzare a salvaguardia della salute dei cittadini. Non possiamo sopportare che tale indecenza, così rischiosa per i cittadini e per l’ambiente, possa continuare a sussistere nel territorio di Taranto: l’Esecutivo deve intervenire immediatamente.

Altri link utili

Disservizi al portale dell’automobilista: il ministro Lupi risponda

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Dopo il blocco del servizio telematico della Motorizzazione, chiedo un intervento del Ministero dei Trasporti a sostegno dei lavoratori e delle potenzialità dello stesso. A causa di problemi tecnici, nei giorni scorsi si è bloccato il servizio telematico fornito dall’Ufficio centrale operativo del CED della Direzione generale per la motorizzazione, che fornisce il servizio per il rilascio ai cittadini del rinnovo delle patenti di guida. Il problema è stato causato da un anomalo funzionamento de “Il portale dell’automobilista”. Disagi avvertiti anche dagli operatori accreditati del settore, impossibilitati a poter completare ed inoltrare le pratiche. Il M5S chiede chiarezza e soluzioni al Ministro Lupi tramite una interrogazione parlamentare.

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Il MoVimento 5 Stelle ritiene molto funzionale e un’ottima innovazione quella fornita dal Ufficio centrale operativo del CED. Il servizio ha ottimizzato e velocizzato le procedure, abbassato notevolmente i costi e ridotto l’enorme quantitativo di carta utilizzata con risvolti positivi, per l’ambiente e per tutti i cittadini che richiedono il rinnovo della patente di guida in tempi celeri. Nonostante ciò, questo servizio nei giorni scorsi si è bloccato, creando grandi problemi agli addetti ai lavori. Persino il servizio sostitutivo, appositamente pensato nei casi di problemi di accesso al portale, non ha funzionato a dovere. Il Ministro Lupi dovrà rispondere anche di questo e spiegare come mai il servizio sostitutivo rappresentato dal lavoro del call center non è stato all’altezza della situazione. Se il sistema informatico centrale ha dei problemi come possono i lavoratori impiegati nel call center risolvere al meglio le pratiche inoltrate dai soggetti accreditati? Inoltre, chiediamo di dissolvere ogni dubbio sull’impiego di società esterne e sulla tipologia dei contratti, perché riteniamo che la tranquillità lavorativa degli operatori telematici possa essere un aspetto in grado di migliorare il servizio offerto. Pensiamo, infatti, che il servizio offerto dal CED debba essere sostenuto ed incoraggiato da parte del Ministero, con adeguate risorse al dipartimento che eroga il servizio, in termini di personale e dotazione strumentale affinché, in futuro, non si ripetano queste problematiche. Lupi accantoni le attenzioni per le ‘grandi opere inutili’ e si concentri seriamente nei servizi ai cittadini.