Linea Adriatica: il binario unico, divide l’Italia!

La circolazione ferroviaria tra Campomarino e Ripalta, lungo la linea ferroviaria Termoli-Foggia, a causa di una rotaia rotta tra Campomarino (Campobasso) e Chieuti (Foggia), è rimasta sospesa dalle 13,45 fino alle 19 circa del primo maggio 2017. La tratta ferroviaria è ancora a binario unico.

Il CIPE nel 2001, ai sensi della Legge Obiettivo, ha approvato il 1o «Programma delle opere strategiche» che, tra l’altro, prevede il raddoppio ferroviario tra Lesina e Termoli. Dalla rilevazione dell’ANAC sullo stato di attuazione delle opere comprese nel Piano Infrastrutture Strategiche (PIS) al 31 dicembre 2016, risulta avviata a novembre 2016 la progettazione definitiva dei lotti 2 e 3. Per il 1° lotto risulta invece disponibile la progettazione definitiva ed è in corso l’iter di approvazione da parte del CIPE. Il termine dei lavori è previsto per il 2026.

Il Governo “sblocca” un gasdotto inutile come il TAP ma non riesce a fare un raddoppio di binario per poche decine di chilometri che dovrebbe essere terminato da anni. Questa è l’attenzione alle opere di interesse nazionale del PD e la “cura del ferro” del Governo Renzi. Un danno assurdo per gli italiani.

Su queste che sono le vere priorità per il Paese, si fanno solo promesse: il Governo vuole spendere 7 miliardi di euro per l’Alta Capacità Napoli-Bari di cui 2 miliardi per una variante senza logica ma l’Italia rimane divisa in due per mancanza di un raddoppio sulla linea adriatica e di treni regionali lenti e sovraffollati privi di sistemi di sicurezza.

In un Paese in cui oltre 100.000 persone scappano all’estero ogni anno in cerca di lavoro, il Sud rimane senza le infrastrutture minime necessarie per poter offrire benessere e alternative professionali, perché per questo Governo la priorità sono grandi opere inutili pensate per spartirsi soldi, potere e poltrone. Il benessere e i diritti per i cittadini sono costantemente calpestati da politicanti incapaci. Speriamo che alle prossime elezioni nazionali i cittadini si ricordino di questi problemi e diano la possibilità al M5S di migliorare davvero questo Paese.

Non arrivano soldi ai Comuni per le tasse aeroportuali: il Governo è colpevole!

Dal 2003, quando il Governo ha istituito per legge l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sugli aeromobili, pari ad un euro per passeggero imbarcato, ci sono stati talmente tanti aumenti che attualmente si sfiorano i dieci euro a passeggero.

E’ gravissimo che ai Comuni delle aree aeroportuali non vengano trasferite le risorse spettanti pari al 40 per cento! Parliamo di milioni di euro mancanti nelle casse degli enti locali che contribuiscono a creare gravi danni per i loro bilanci!

Da un comunicato del Ministero dell’Interno si apprende di qualche sporadico e misero trasferimento, ma anche di sospensioni nei pagamenti, mentre i Comuni continuano a tagliare servizi perché versano in difficoltà finanziarie. A quanto ammontano le cifre dovute e quanto tempo ancora ci vorrà perché arrivino tutti i soldi dovuti dal Governo ai Comuni?

Ci sono enti locali, destinazioni turistiche, già penalizzate da questi aumenti, che hanno diritto a ricevere quanto dovuto per questo ho presentato un’interrogazione in modo che il Governo provveda a trasferire subito i soldi per impedire che la situazione si aggravi ulteriormente. 

SS 275: Richiesta ciclo di incontri partecipato a Regione e Provincia

Al Presidente della Regione Puglia Dott. Michele Emiliano

segreteria.presidente@regione.puglia.it

presidente.regione@pec.rupar.puglia.it

All’Assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia Dott. Giovanni Giannini

g.giannini@regione.puglia.it

assessore.mobilita@regione.puglia.it

mobilita.regione@pec.rupar.puglia.it

 

Oggetto: Richiesta partecipazione incontri su SS 275.

Illustre Presidente, egregio Assessore,

da fonti stampa sono venuto a conoscenza che si è svolto mercoledì 19 aprile 2017 presso la sede della Provincia di Lecce, un incontro per discutere della nuova progettazione della Strada Statale 275. All’incontro hanno partecipato tecnici dell’Anas, l’Assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia Dott. Giovanni Giannini, il Presidente della Provincia di Lecce Dott. Antonio Gabellone ed alcuni Sindaci dei Comuni interessati dal tracciato.

E’ il terzo incontro sullo stesso argomento che si è svolto dopo l’annullamento del bando di gara da parte dell’ANAS e la volontà di rivedere la progettazione iniziale della SS 275 e per la terza volta constato che i cittadini e i parlamentari del territorio non sono stati invitati a partecipare, nonostante abbia seguito istituzionalmente la vicenda fin dal mio insediamento in Parlamento e l’epilogo del vecchio progetto sia in grande parte merito di una cittadinanza attiva che non si è rassegnata alle decisioni “istituzionali” calate dall’alto.

Con la presente, in qualità di membro della XI Commissione “Trasporti Poste e Telecomunicazioni” della Camera dei Deputati eletto nella circoscrizione Puglia e residente a Lecce, chiedo di convocare un nuovo ciclo di incontri in cui intervengano anche ANAS, Regione, Provincia, gli enti locali coinvolti e i Parlamentari del territorio ma soprattutto che siano aperti al pubblico e svolti in date e orari tali da aumentare la partecipazione dei cittadini e nei quali sia data la possibilità di intervenire anche ad associazioni e comitati cittadini.

Distinti saluti

Diego De Lorenzis

Portavoce M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni

Camera dei Deputati

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Al Presidente della Provincia di Lecce Dott. Antonio Gabellone

presidenza@provincia.le.it

presidente@cert.provincia.le.it

Oggetto: Richiesta partecipazione incontri su SS 275.

Illustre Presidente,

da fonti stampa sono venuto a conoscenza che si è svolto mercoledì 19 aprile 2017 presso la sede della Provincia di Lecce, un incontro per discutere della nuova progettazione della Strada Statale 275. All’incontro hanno partecipato tecnici dell’Anas, l’Assessore Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia Dott. Giovanni Giannini, alcuni Sindaci dei Comuni interessati dal tracciato e Lei, Presidente della Provincia di Lecce Dott. Antonio Gabellone.

E’ il terzo incontro sullo stesso argomento che si è svolto dopo l’annullamento del bando di gara da parte dell’ANAS e la volontà di rivedere la progettazione iniziale della SS 275 e per la terza volta constato che i cittadini e i parlamentari del territorio non sono stati invitati a partecipare, nonostante abbia seguito istituzionalmente la vicenda fin dal mio insediamento in Parlamento e l’epilogo del vecchio progetto sia in grande parte merito di una cittadinanza attiva che non si è rassegnata alle decisioni “istituzionali” calate dall’alto.

Con la presente, in qualità di membro della XI Commissione “Trasporti Poste e Telecomunicazioni” della Camera dei Deputati eletto nella circoscrizione Puglia e residente a Lecce, chiedo di convocare un nuovo ciclo di incontri in cui intervengano anche ANAS, Regione, Provincia, gli enti locali coinvolti e i Parlamentari del territorio ma soprattutto che siano aperti al pubblico e svolti in date e orari tali da aumentare la partecipazione dei cittadini e nei quali sia data la possibilità di intervenire anche ad associazioni e comitati cittadini.

Distinti saluti

Diego De Lorenzis

Portavoce M5S della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni 

Camera dei Deputati

Filobus a Lecce: ritardi, disagi e tangenti.

Questo progetto, pensato male e realizzato peggio, continua a gravare sulle tasche dei cittadini senza aver portato alcun beneficio né alla mobilità urbana né tantomeno all’ambiente e alla salubrità cittadina visto che è stato realizzato un progetto ben diverso da quello inizialmente previsto in tutti questi anni sono stati spesi più di venti milioni di euro per invadere la bella e storica città di Lecce di pali e fili decapitando i finanziamenti previsti per altri interventi fondamentali come l’acquisto di mezzi di trasporto pubblico ecologici per aumentarne la frequenza e la capillarità, il bike sharing funzionante, i parcheggi di scambio, l’ampliamento delle zone 30 e della ztl.

Ma se la politica locale è stata complice in questo pasticcio, incapace nella gestione dell’opera e chi ha scoperchiato l’affaire oggi è anche candidato sindaco con l’appoggio dei responsabili, anche alla luce delle recenti determinazioni della Procura della Repubblica anche il Governo nazionale ha gravi responsabilità ed è inaccettabile la mancanza di trasparenza sui finanziamenti erogati che magicamente coincidono esattamente a quelli previsti per la prima ipotesi progettuale nonostante l’opera poi effettivamente realizzata sia del tutto stravolta e differente per tecnologia, percorso, mezzi!

Ho infatti presentato un’interrogazione perché Delrio ci dimostri di aver avviato un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità interne alle strutture ministeriali incaricate dell’opera. I funzionari corresponsabili di tale sfacelo non dovrebbero essere ancora incaricati di procedure simili e magari destinatari di premi di risultato! Pretendiamo chiarezza dal Governo e che si attivi per il recupero delle somme erogate.

Crisi Alitalia: Ennesima figuraccia di Renzi!

Il disastro di Alitalia non dipende dal costo del lavoro ma ha un problema di ricavi dovuto alla mancanza di capacità organizzativa dei vertici. Alitalia è stata vittima delle scelte scellerate dei Governi di Berlusconi, con i suoi capitani coraggiosi, e del PD di Renzi con Etihad. Inetti e incapaci: sono stati sperperati soldi degli italiani in un’azienda privata e nessuno è riuscito a garantire un piano industriale serio e credibile che desse rilancio alla compagnia aerea! Ovviamente la nazionalizzazione non è una alternativa possibile.

Questa vicenda mette anche in evidenza il problema di avere, in Italia come in Regione, compagnie aeree in posizioni dominanti. Dipendere da pochi vettori per molte delle rotte è una situazione inaccettabile: occorre favorire la concorrenza e diversificarli, evitando gli incentivi con effetti distorsivi sui servizi a mercato: gli operatori economici seguono la domanda e pertanto le rotte eventualmente in futuro non coperte da Alitalia saranno rimpiazzate da altri vettori: in questo senso questa situazione potrebbe anche essere un’occasione di rilancio degli scali pugliesi!

Per questo è anche sbagliato cedere quote di Aeroporti di Puglia a privati: la società chiude i bilanci in attivo e il Presidente Emiliano invece di fare campagna elettorale per la sua personale scalata al partito dovrebbe rilanciare il turismo nella nostra Regione, per esempio con una strategia ad hoc per Taranto.

SS 275 – incontro in Provincia: decisioni a porte chiuse!

Si reitera l’errore di metodo: le decisioni vengono prese a porte chiuse! Non è possibile che dopo le plurime irregolarità che sono sorte sul vecchio progetto, nel nuovo progetto si escluda ancora una volta la partecipazione dei cittadini.

Esprimo tutto il mio disappunto per il mancato coinvolgimento delle altre istituzioni competenti sul tema. Nonostante abbia fatto richiesta di partecipare agli incontri, mi sia interessato da anni con interrogazioni, eventi ed esposti e sia in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati come portavoce dai cittadini in Parlamento, sono stato escluso da questi incontri.

E’ una mancanza di trasparenza inaccettabile dover apprendere dai quotidiani i “finti” verbali di questi incontri! La Regione, la Provincia e i Comuni dovrebbero promuovere dibattiti aperti alla cittadinanza per raccogliere le istanze del territorio. Altro che “casa di vetro”, preferiscono chiudersi in stanze chiuse ed escludere nuovamente i cittadini dalla partecipazione.

Inoltre sono spariti dal dibattito i temi più urgenti: la mappatura, la caratterizzazione, la bonifica dei siti delle discariche abbandonate e la messa in sicurezza della strada esistente che devono prescindere dalla realizzazione del nuovo progetto. La nuova progettazione della SS 275 si sta trasformando nell’ennesima farsa.

TAP – via libera dal TAR. Rimaniamo con i cittadini

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia per ottenere l’annullamento delle note del Ministero dell’Ambiente che autorizzava il Tap all’espianto degli ulivi nell’area del cantiere per il gasdotto. 

Il M5S rimane accanto ai cittadini, contro la realizzazione di un progetto scellerato, a prescindere dall’esito di questa battaglia. Coerentemente a quanto sempre ribadito, continueremo a batterci contro il gasdotto TAP a indipendentemente dal luogo di approdo!

Il TAR ha messo in evidenza che la stessa Regione Puglia aveva già rilasciato alcune autorizzazioni all’espianto.

Il Governo e tutto il PD sono genuflessi alla finanza e alle lobby dei combustibili fossili. E il TAR mette in luce la colpevolezza della Regione: l’ennesima riprova che Emiliano finge di battersi contro il gasdotto.

Inutile sperare di vedere quanti delle decine di sindaci, parlamentari e consiglieri regionali che a parole si sono dichiarati a parole e tardivamente contrari al gasdotto a Melendugno, affiancheranno la cittadinanza e contro il TAP.  Credo che i cittadini debbano ricordarsi di questi politicanti in cabina elettorale: il presidente della Regione, Emiliano, e il presidente di Provincia, Gabellone, e il sindaco del Comune di Lecce, Perrone, e i partiti di cui fanno parte sono complici di questo sistema

La battaglia non finisce qui. Le speculazioni del TAP non avranno vita facile: la cittadinanza si opporrà sempre a queste prepotenze. Appena ci sarà il M5S al Governo tutto questo sarà cancellato!

 

TAP: Posidonia e  Cymodocea non censite nell’area.

Ai fini della valutazione dell’estensione delle praterie di Posidonia, nell’ambito della fase istruttoria svolta dalla Commissione tecnica VIA per vagliare le diverse alternative di localizzazione del progetto, è stato preso in considerazione lo studio “Inventario e cartografia delle praterie di Posidonia nei compartimenti marittimi di Manfredonia, Molfetta, Bari, Brindisi, Gallipoli e Taranto – CRISMA 2006” redatto sulla base di indagini condotte nel 2004. Si evince dalle cartografie che la Posidonia presente dalle coste brindisine fino a quelle del sud Salento si interrompa in maniera innaturale proprio nel tratto dove è previsto l’approdo di TAP. A differenza delle altre località vagliate, l’approdo è stato scelto perché non vi era una zona protetta. Tuttavia sulla base degli studi condotti dalla società TAP in sede di ottemperanza alle prescrizioni individuate dal DM di compatibilità ambientale, si evince la presenza della Posidonia oceanica e di dense praterie di Cymodocea nodosa, entrambe non censite, nel fondale marino interessato dai lavori.

La compatibilità ambientale di TAP va ritirata! Le carte sulla presenza di Posidonia per l’approdo TAP sono lacunose e non attendibili. Lo ammette la stessa TAP. Ho presentato un’interrogazione al Ministro Galletti per chiedere di revocare le autorizzazioni e istituire la protezione anche del tratto di costa interessato.

Queste specie di piante marine svolgono una rilevante funzione contro l’erosione costiera. Rappresentano aree per la crescita della fauna ittica e quindi sono importanti per il ripopolamento dei mari. Funzioni fondamentali per la salute dei nostri mari e sono habitat e specie protette per Legge. E’ inaccettabile che il Ministero dell’Ambiente non sia in grado o non voglia difendere gli ecosistemi tanto fragili e utili e addirittura infranga le leggi di tutela di queste specie/habitat e le direttive europee e per questo dovrebbe dimettersi immediatamente

Occorre revocare le autorizzazioni per la realizzazione di TAP dato che sono state concesse sulla base di informazioni errate e istituire subito la protezione di questa porzione di costa per la rilevanza imprescindibile degli ecosistemi marini e la coerenza con quanto previsto dalle norme vigenti e dalle direttive comunitarie! L’economia basata sulla sostenibilità e sul turismo responsabile, può essere garantita solo attraverso l’attenta e diffusa tutela delle risorse naturali e il rispetto della legalità: è evidente che il Partito Democratico colluso con le lobby degli idrocarburi e delle banche non abbia a cuore il territorio ma solo le speculazioni finanziarie!

TAP: dichiarazioni di Alverà di SNAM.

Durante l’assemblea dei soci di SNAM, l’Amministratore Delegato, Marco Alverà, ha rilasciato dichiarazione sui presunti vantaggi di TAP. 

Il TAP non porterà alcun vantaggio per l’Italia, al contrario sono certe le spese: SNAM userà 270 milioni di euro, provenienti dalle bollette dei cittadini, per collegare il TAP alla rete nazionale dei gasdotti. Per non parlare dei 2 miliardi della Banca di Investimento Europea, cioè altri soldi dei contribuenti!

Il gas metano è certamente uno dei mezzi indicati anche nel nostro programma di Governo per la transizione energetica: al 2020 con lo spegnimento di tutte le centrali a carbone e al 2030 di quelle a olio combustibile per arrivare al 2040 senza petrolio e al 2050 solo con fonti rinnovabili. Ricordo che al pari del carbone è una fonte fossile, quindi inquinante e destinata ad esaurirsi rapidamente. Poi, si dimenticano 3 aspetti importanti se si vuole discutere seriamente di energia: che il nostro Paese ha smesso di investire in rinnovabili e continua a investire in inceneritori, che di gas ne abbiamo a sufficienza già ora per iniziare subito la transazione e che il suo impiego, con la politica dei partiti al servizio delle lobby petrolifere, non limita l’uso del carbone o del petrolio. Ribadiamo ancora che i finti progetti di decarbonizzazione di Cerano e ILVA sono bugie colossali da parte di Emiliano che lavora in squadra con il PD nazionale a danno dei cittadini pugliesi!

La società TAP ha già ammesso che si tratta di sostituzione e non di diversificazione nell’approvvigionamento. Inoltre, la sicurezza della fornitura è assolutamente discutibile dato che il gas viene o transita da Paesi politicamente instabili come l’Azerbaijan e Turchia: con il TAP, come avessimo un cappio al collo, dipenderemo da questi Paesi che non sono più democratici di Libia, Algeria, Russia.

SNAM detiene il 20% delle azioni di TAP.
L’Amministratore Delegato di SNAM non è credibile. L’opinione fornita su TAP non è una valutazione oggettiva e indipendente dato che SNAM detiene il 20% delle azioni di TAP. D’altronde  la credibilità dei ministri Calenda, De Vincenti o della viceministra Bellanova, è pari a quella dell’ex-Ministra Guidi che tutti gli italiani ricordano!

Patroni Griffi al porto di Brindisi. Ci aspettavamo più di una passerella!

Il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico meridionale, Patroni Griffi, si è recato a Brindisi in occasione del primo accosto della nave da crociera Msc. Esclusivamente una passerella: il Presidente Patroni Griffi, calato dall’alto dalla politica nazionale, con il consenso del finto oppositore interno al PD Michele Emiliano, ha sfilato a Brindisi, rilasciando dichiarazioni che non dicono alcunché su come intenda gestire l’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico meridionale. Il Professor Patroni Griffi ancora non ha spiegato come migliorare il sistema dei porti di Bari, Brindisi, Manfredonia, Barletta e Monopoli, senza discriminare l’uno rispetto all’altro. Ancora non ha dichiarato quali politiche metterà in atto in relazione all’Autorità di Sistema Portuale dello Jonio, cioè di Taranto, senza che la Puglia, il Sud Italia e il Paese intero ne abbiano uno svantaggio.

Patroni Griffi ha dichiarato alla stampa di essere esterno al sistema della portualità e di non avere interessi di alcun genere.

Al contrario di quanto affermi, il professore Patroni Griffi è in potenziale conflitto di interesse. Infatti, a lui potrebbero essere riconducibili notevoli interessi economici e commerciali privati di alcune società che operano nell’area portuali di Bari.

Più volte abbiamo chiesto di risolvere il doppio ruolo di Griffi che è allo stesso tempo docente e Presidente di un’Autorità di Sistema portuale comprendente ben 5 porti. E’ impossibile che riesca a svolgere al meglio questi due ruoli: al Governo PD non interessa gestire al meglio i sistemi portuali ma solo spartire le poltrone.

A sette mesi dall’entrata in vigore della riforma dei porti italiani, non c’è stato alcun miglioramento. La <<novità>> della riforma, puzza di vecchia politica: finora ci sono state nomine di Presidenti senza trasparenza dato che i cittadini non hanno potuto neanche conoscere chi fossero gli altri aspiranti Presidenti. Le nomine spesso rispondono al solito metodo spartitorio da Prima Repubblica invece che a criteri meritocratici: finora questo è l’unico risultato della aberrante riforma portuale del PD!